Piscina, il Comune chiede a Unimc
di pagare gli arretrati del mutuo
Lacchè: “Solo quando aprirà il cantiere”

MACERATA - In una delibera la Giunta Carancini indica tra le linee di indirizzo per il nuovo polo natatorio la consegna in tempi brevi delle aree alla Fontescodella Spa e la richiesta di oltre 300mila euro di anticipo all'Ateneo che fa leva sui ritardi e rinvia all'inizio dei lavori (previsti a giugno del 2011). Il rettore: "L’Università non ha avuto a tutt’oggi alcuna comunicazione ufficiale"
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Il rettore Luigi Lacchè e il sindaco Romano Carancini

Il rettore Luigi Lacchè e il sindaco Romano Carancini

di Alessandra Pierini

“C’eravamo tanto amati”. Si potrebbe definire così questa fase del rapporto tra Comune e Università di Macerata nell’annosa vicenda del  polo natatorio di Fontescodella. Da una parte la Giunta Carancini il 23 dicembre ha deliberato la volontà di accelerazione dell’opera ma soprattutto di chiedere all’Ateneo il pagamento dei canoni di mutuo arretrati di competenza universitaria.

Dall’atra Unimc che, in virtù dei ritardi collezionati nell’ultimo decennio nella realizzazione del progetto, non ci sta e rimprovera il suo partner con una nota ufficiale: «Pur tra le notevoli difficoltà insorte subito dopo l’affidamento in appalto dell’opera, abbiamo ritenuto di dover confermare la nostra compartecipazione alla esecuzione della stessa nei limiti, già deliberati dagli organi, del 50% degli oneri del mutuo contratto. Ad oggi, l’Ateneo ha versato al Comune di Macerata  213.793,61 euro. A decorrere dal 2011, Unimc ha poi sospeso l’erogazione dei rimborsi delle rate di mutuo in via cautelativa e prudenziale, considerati i gravi ritardi e le note vicende che hanno determinato a tutt’oggi il mancato inizio dei lavori. L’Università di Macerata ritiene, pertanto, di aver fin qui ampiamente onorato gli impegni assunti, offrendo al Comune di Macerata piena disponibilità e ampia collaborazione, come peraltro dovuto e normale nei rapporti fra istituzioni pubbliche. Auspica, altresì, che la complessa vicenda relativa all’esecuzione dell’opera sia finalmente e positivamente condotta a felice conclusione dal Comune di Macerata».

Nella delibera pre-natalizia la Giunta affermava: «L’Amministrazione ha ricostituito i presupposti di realizzazione dell’opera (ha richiesto ed ottenuto la sostituzione della Ditta Sielpa soggetto fallito all’interno della compagine sociale della Società di progetto),  superato il controllo Anac (che ha criticato le tariffe e i tempi ndr), seguito contrattualmente le indicazioni fornite dall’ANAC in ordine alla misura delle tariffe, contestualmente ricontrattualizzato il rapporto di PPP con la Società di progetto, riattivando l’opera delle nuove piscine, in conclusione, perseguito fortemente la volontà di realizzare il complesso natatorio Fontescodella, in partnership con l’Università, arrivando alla fase di consegna delle aree e costituzione del diritto di superficie».

Oltre a dare indirizzo per la consegna alla Fontescodella Piscine Spa delle aree sulle quali sorgerà l’impianto, nella delibera si dava mandato per richiedere il rimborso di quanto anticipato dal Comune per un importo di circa 300mila euro. I tempi non sembrano essere però maturi per il rettore Luigi Lacchè che fa leva sui ritardi: «Sulla base del contratto di affidamento dei lavori per la costruzione dell’opera stipulato tra il Comune e il concessionario in data 13 giugno 2009, le piscine sarebbero dovute essere ultimate a giugno del 2011 e, invece, alla data odierna non si ha ancora notizia dell’inizio dei lavori. L’Università di Macerata non ha avuto a tutt’oggi alcuna comunicazione ufficiale da parte del Comune di Macerata relativa alla delibera».

Tanto è vero che nella delibera del Comune, tra le cose da fare, c’è anche far sapere all’Ateneo della stipula del contratto, della prossima consegna delle aree e della costituzione del diritto di superficie sulle stesse previsto dal contratto. Al momento Unimc sa chiaramente cosa è avvenuto in questi mesi, ma non da atti ufficiali.

E tra partner, anche tra quelli più legati, se manca la comunicazione, si rischia che volino i piatti.

 

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