Stop dell’Anticorruzione alle piscine
Carbonari: “E’ la fine di questa buffonata”
Netti: “Cosa uscirà dal cilindro di Carancini?”

MACERATA - Le reazioni alla pronuncia dell'Anac. Il consigliere di Fratelli d'Italia annuncia di voler andare fino in fondo: "Tornerò con un atto in Consiglio, spero che l'opposizione non faccia i soliti giochi pre- elettorali e che anche la maggioranza prenda la giusta posizione". Il capogruppo del Pd molto criticio con il suo sindaco: "La Fontescodella Spa non era il partner giusto, per me i giochi sono chiusi da tempo"
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Claudio Carbonari (Fratelli d'Italia)

Claudio Carbonari (Fratelli d’Italia)

di Alessandra Pierini

La notizia dello stop dell’Anticorruzione alle piscine di Fontescodella, data ieri da Cronache Maceratesi con un approfondimento dell’avvocato Giuseppe Bommarito (leggi l’articolo), ha fatto molto rumore.

I maceratesi, per mille motivi, hanno bisogno di una piscina, un’opera pubblica frutto di un’operazione che sia, non diciamo conveniente, ma quantomeno non dannosa per la città di Macerata. Dal suo insediamento l’amministrazione Carancini sta lavorando perchè l’impianto natatorio di Fontescodella diventi realtà, andando talvolta anche contro il buon senso. In questi anni Cronache Maceratesi ha sottolineato più volte come le condizioni fossero cambiate sostanzialmente rispetto a quanto previsto dal bando e dal contratto, come le modifiche intercorse fossero determinanti e quanto sarebbe stato giusto fare tutto da capo. 

In tutto questo tempo, sono state decine le interrogazioni e gli atti presentati in Consiglio comunale per chiedere spiegazioni o per esortare il sindaco Carancini a cambiare strada. E’ stato proprio Claudio Carbonari, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, a dar seguito a quanto più volte ribadito in aula, presentando, come annunciato all’assise, un esposto all’Autorità Anticorruzione che si è pronunciata solo in questi giorni, decretando un significativo stop all’opera.  Tra l’altro la pronuncia dell’authority arriva a poco più di 10 giorni dalla scadenza dell’ultimatum posto alla Fontescodella Spa dal sindaco Carancini che aveva stabilito la data del 17 ottobre come termine perentorio per la firma della sottomissione.
Carbonari non si accontenta della pronuncia dell’Anac, ed è pronto a continuare a dare battaglia: «L’autorità di vigilanza si è mossa sempre con i piedi di piombo, per pronunciarsi in maniera tanto netta deve aver rilevato profili di irregolarità gravissimi. La delibera dell’Anac mette la parola fine a questa buffonata. La cosa che deve essere chiara è che la responsabilità non è dei privati che fanno il loro lavoro ma dell’amministrazione. Dalla contabilità accertata risulta che l’impianto richiede un investimento di oltre 16 milioni di euro e che il contributo pubblico è aumentato rispetto al previsto di 2,6 milioni. E’ gravissimo».
Carbonari si sta preparando per tornare in Consiglio: «Sto lavorando a un atto da mettere ai voti. Spero che l’opposizione non mi faccia giochi preelettorali e così anche la maggioranza. Tra l’altro dopo la pronuncia dell’autorità, in Consiglio comunale, con il voto i consiglieri si assumeranno le loro responsabilità. Dopo la votazione, manderò gli atti a chi di dovere per valutare anche il risvolto penale».
Il consigliere attende anche dei documenti richiesti all’amministrazione ma non ancora rilasciati: «Ho chiesto di entrare in possesso di tutta la corrispondenza tra il comune di Macerata e la Fontescodella spa a partire dal fallimento della Sielpa. L’istruttoria dell’authority è stata avviata precedentemente quindi voglio aggiornare gli ispettori con questo materiale che però sembra essere segretato».

Il capogruppo del Pd Andrea Netti

Il capogruppo del Pd Andrea Netti

Critico nei confronti della sua amministrazione anche il capogruppo del Pd, Andrea Netti. «Le conclusioni dell’Anac mi sembrano abbastanza lapidarie – commenta –  Sanno tutti che secondo me la Fontescodella spa non è  il partner  giusto per questa città. Siccome non decido da solo, siamo arrivati  al passo dell’odg con il famoso ultimatum al sindaco superato nel silenzio perchè ritenevo che le frizioni non facessero bene a Macerata. Il sindaco ha dato un altro ultimatum che scade tra qualche giorno. Sono molto preoccupato dalla soluzione che può venir fuori dal cilindro».
Netti analizza quanto accaduto in questi anni, sottolineando il debito della Fontescodella spa con il comune: «Sarebbe stato più credibile che ci si fosse seduti intorno a tavolo per una soluzione intesa come risoluzione bonaria degli accordi. Non bisogna poi dimenticare che l’amministrazione aveva promesso interventi immediati per recuperare le somme dovute dalla Fontescodella spa che fuori tempo massimo si è inventata una contro contestazione.
Dobbiamo recuperare oltre 800 mila euro e niente è stato fatto. Esorto il mio sindaco a prendere in esame la possibilità che di fronte a questa inerzia si possa esporre a responsabilità che non sono solo politiche. La stessa autorità rileva inerzia della stazione appaltante, figuriamoci se sapesse quanto stiamo temporeggiando sul credito vantato. Un credito così ingente necessitava di un’onda urto di proporzioni inaudite invece siamo in attesa della proclamazione di non si sa quale finanziamento concesso sperando che sia un finanziamento senza condizioni o meglio che copra totalmente l’operazione di concessione e che sia garantito esclusivamente dagli imprenditori della cordata e non da altri. Speriamo che non vengano fuori soluzioni fantasiose per arrivare al risultato. Per me i giochi erano chiusi tanto tempo fa».

 

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