“Le fantasiose soluzioni della Fontescodella Spa per aumentare il commerciale”

PISCINE A MACERATA - Deborah Pantana e l'associazione Idea ripercorrono la vicenda per sottolineare come la riduzione riguardi solo la parte pubblica dell'impianto
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Deborah Pantana, presidente di Idea Macerata con i suoi collaboratori

Il consiglio comunale straordinario sulle piscine di Fontescodella previsto per giovedì 18 ottobre è saltato. La questione sarà discussa direttamente nella riunione ordinaria di lunedì. Intanto dall’associazione Idea Macerata riceviamo:
«La verità sulle piscine così come viene giustamente evocata dai cittadini non può che partire dalla cosiddetta “sorpresa geologica” , definizione data proprio dall’oneroso parere richiesto dal Sindaco Carancini. 
Leggendo l’articolo dell’Avvocato Bommarito (leggi l’articolo) non si può che condividere la sua conclusione frutto di un ragionamento che alla fine appunto afferma che non esiste la sorpresa geologica, ma al di là appunto del giusto ragionamento esistono degli atti ben precisi che dimostrano che effettivamente questa “sorpresa” poi non lo è così tanto.
Passiamo,quindi, a fare una breve storia dei vari passaggi per quanto riguarda la geologia del progetto delle Piscine di Fontescodella: con delibera di giunta n. 211 del 18.06.2007, veniva siglata l’approvazione del progetto definitivo che sarebbe stato messo al bando per la realizzazione del polo natatorio. In questa delibera venivano presi tra amministrazione comunale e università dei reciproci impegni:
1) l’impegno dell’Università a mettere a disposizione, sostenendone i relativi costi, il progetto preliminare e definitivo a finanziare a metà il costo dell’intervento;
2) l’impegno del Comune a cedere in comproprietà l’area interessata dall’intervento ed a finanziare per la restante metà il costo.
Si è partiti con un costo dell’investimento messo a gara pari a 7.674.498.50 di cui 4 milioni a carico del Comune e dell’Università, ovvero 3.500.000 come prezzo di realizzazione dell’opera e 500.000 come somma a disposizione delle due amministrazioni per approfondimenti progettuali, e 3.674.498,50 a carico del concessionario . Va introdotta un’informazione interessante: l’amministrazione aveva deciso la finalità totalmente pubblica del polo natatorio, ovvero un’opera che dovesse servire unicamente e totalmente alla città, ma non essendo sufficienti i denari per l’opera, si decise di fare un bando per affidare al vincitore quest’opera che doveva avere, dunque, carattere fondamentalmente pubblico.
Quindi viene deliberato di sottoporre al consiglio comunale la proposta di realizzare l’intervento mediante concessione di costruzione e gestione e conseguente adeguamento della programmazione in atto. Il bando che aveva come filosofia di fondo la funzione pubblica, naturalmente e non casualmente, fu tradotto in un contratto tra le parti che all’art. 27 tutelava il Comune sia per la realizzazione sia per la gestione mediante fidejussione, ovvero tutelava l’amministrazione e dunque la città qualora fallendo la ditta e non avendo più denari per la gestione non doveva essere più il Comune di nuovo a pagare la gestione. La fidejussione, quindi, doveva essere una garanzia per lo scopo pubblico, ovvero non far spendere più soldi alle casse comunali.
A corredo di tale delibera sono stati allegati una serie di elaborati del progetto definitivo tra cui l’indagine geologica tecnica. Il progetto fornito dall’Università degli studi di Macerata è stato progettato dall’Architetto Enzo Fusari insieme ai collaboratori strutturali: Ing. Andrea Spada, Ing. Renzo Crucianelli e l’Ing. Marco Perroni. Dalla tavola n. 3 allegata al progetto definitivo viene riportata la relazione geotecnica sulle fondazioni dove l’area d’intervento è stata oggetto di indagine da parte del dott. Geologo Luca Giretti che espone:” i risultati dell’indagine eseguita anche con l’aiuto di sondaggi e penetrometrie, permette di trarre alcune conclusioni che serviranno per la scelta del tipo di fondazione e della quota di imposta del fabbricato. ( pagina 1 della relazione). Dall’analisi dei luoghi è evidente che tutte le scarpate di sbancamento lasciate con pendenza superiore ai 25 gradi mostrano fenomeni di crollo, che le condizioni di stabilità dell’area, sia generale, sia locale, sono mediocri, con un coefficiente di sicurezza pari ad 1.16 per livello di falda maggiore a metri 3, dal piano di campagna ed 1,30 per livello di falda maggiore di 5 metri”
Il geologo dott. Giretti consiglia:” di limitare gli sbancamenti e i riporti nell’area di intervento, di studiare geometrie che non aumentino i carichi a monte e delimitare a 25 gradi l’inclinazione delle scarpate. Infine gli sbancamenti della strada comunale posta a monte, necessita di opere di contenimento su pali la cui realizzazione ed eventuale dimensionamento saranno valutati in fase esecutiva ( pagina 2 della relazione).
Nel progetto definitivo del bando quindi la struttura era appoggiata a fondazioni di tipo profonde su pali e così anche nel progetto allegato al contratto stipulato con la società Fontescodella Spa.
Ne risulta evidente che, dunque, l’indagine geologica era già stata prodotta ed aveva una sua finalità. Ma a proposito di “Sorprese” è utile ricordare che la Fontescodella Spa contestò il piano di gestione economico effettuato dall’Università di Macerata con il supporto della SDA Bocconi di Milano, un ‘analisi economico finanziaria dell’operazione di massima al fine di stabilire la sostenibilità dell’investimento e degli elementi essenziali della concessione, e richiese al Comune, cosa che gli fu concessa, l’aumento per la parte commerciale che passò da 500 metri circa a 2400 metri (vedi corrispondenza tra Comune e Fontescodella spa). Perciò accade qualcosa di fantasioso e strabiliante, che altera il progetto definitivo del bando modificando interamente il tipo di fondazioni: nel 2010, infatti, viene presentato un primo progetto esecutivo dalla ditta Fontescodella Spa in cui si prevedeva una maggiore quota di sbancamento che passava da quota -3 metri a quota -6,50 metri, andando quindi ad interferire sulla falda che è posizionata ad una quota di -5 metri. Tutto questo serve unicamente, alla faccia della destinazione pubblica, a creare un ulteriore piano che per quasi il 50% diventa un centro commerciale.
A questo progetto esecutivo viene allegata una nuova indagine geologica, redatta dello studio SGA di San Severino , che riconferma i valori descritti nella relazione precedente inserita nel bando, formulata dal geologo Giretti, ma va oltre, prevedendo la possibilità di modificare le fondazioni per raggiungere i meno sei metri e cinquanta. Tuttavia al contrario di quanto si potrebbe presupporre, la Fontescodella Spa decide e preferisce di modificare totalmente le fondamenta scendendo più in basso, proprio per realizzare la superficie a commerciale, arrivando quindi fino a meno sei metri e cinquanta, alterando la falda acquifera che si trova a meno 5 metri, ( come riportato dal geologo Giretti), e in questo modo amplifica notevolmente i costi di realizzazione dell’opera ai fini dell’introduzione del commerciale. Infatti, scendendo più in basso è evidente che i costi di sbancamento e di drenaggio sono notevolmente superiori alle opere e alle fondazioni previste nel bando e nel contratto.
Ora siccome il progetto esecutivo presentato dalla Fontescodella Spa nel 2010 dell’impianto natatorio prevede la realizzazione di sbancamenti a tratti anche consistenti tale da realizzare una palificazione in cemento, posta immediatamente a valle della strada di Fontescodella e realizzata prima di qualsiasi sbancamento che consente il sostegno, per tutta la durata di apertura degli scavi della suddetta careggiata, garantendo altresì la sicurezza del traffico, aumentando notevolmente la stabilità del versante della zona.
Successivamente a seguito degli incontri avvenuti tra i tecnici progettisti della Fontescodella Spa ed i tecnici dell’amministrazione comunale di Macerata per l’esame del progetto esecutivo, ed a seguito di specifica richiesta da parte dell’ing. Fornarelli , allora responsabile de servizio lavori pubblici è stata prodotta un’integrazione alla relazione geologico-geotecnica, per la verifica in corso d’opera della stabilità del versante. Le verifiche eseguite hanno dimostrato che mantenendo la profondità della falda al di sotto delle fondazioni, – 6,50 metri, e quindi con ulteriore abbassamento dello sbancamento alla quota, prevista dal geologo Giretti, si ottenevano valori del fattore di sicurezza consoni per la realizzazione dell’opera. Appare evidente a qualsiasi persona dotata di buon senso che l’infissione di palificate profonde danno sostegno all’intera opera e al versante del terreno. Ma altrettanto appare evidente che la Fontescodella Spa preferendo, nella modificazione del progetto iniziale, scendere sempre più in basso e in profondità, cosa che si poteva ampiamente evitare se si fosse attenuta al progetto iniziale, viene a modificare i costi e aumenta le richieste progettuali. Diverso sarebbe stato attenersi al vecchio progetto che non avrebbe compromesso il pericolo della franosità o altro anziché andare a cercare, con un grande aumento di costi situazioni di potenziale pericolosità che alla ditta consente il mantenimento dei metri quadrati commerciali e al Comune, ed è questa la fine della storia un potenziale esborso fin qui conclamato ad un milione e mezzo di euro, nonché la riduzione della piscina di 34 metri inserita nella parte pubblica, una diminuzione dei posti in platea e delle attrezzature attinenti alla piscina (come spogliatoi, ecc.).
Insomma a ben vedere il progetto presentato ultimamente e che dovremmo andare a votare appare chiaro che alla ditta nulla viene tolto per quanto riguarda la percentuale del commerciale, mentre , al contrario, la parte pubblica per la quale era nato il bando e il contratto viene ridotta circa del 40%.
Si può ben dire che veramente la “sorpresa geologica” altro non è che una storia di “pali e palificazioni” ma ritengo che non tutti i consiglieri siano così affezionati a questa storia triste, ancora una volta a danno di Macerata e dei cittadini».



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