Le nuove piscine
e la cosiddetta sorpresa geologica

Nessuno l’ha riscontrata con certezza, eppure il Piano di Assetto Idrogeologico la escludeva in maniera evidente. E intanto si scopre che da tre anni l’Università ha smesso di pagare la propria quota parte di mutuo
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bommarito-giuseppedi Giuseppe Bommarito 

Inutile girarci intorno, il nocciolo della questione era ed è uno solo: nel caso del polo natatorio a Fontescodella, in base al buon senso, alla conoscenza dei luoghi, alla risultanze delle cartografie ed alle norme di diritto, si può parlare di sorpresa geologica, così come, al fine di chiedere un indennizzo aggiuntivo, ha fatto la Fontescodella Piscine s.p.a. nell’agosto 2010, dopo un anno dalla sottoscrizione della convenzione con il Comune e l’Università di Macerata e allorchè i lavori teoricamente dovevano essere già a buon punto?
Se la risposta a tale quesito fosse a suo tempo risultata positiva senza ombra di dubbio, allora la richiesta della società concessionaria Fontescodella Piscine s.p.a. di una somma in sovrappiù per i maggiori lavori da effettuare (inizialmente quantificata in due milioni e mezzo di euro, tenendo conto non solo della cosiddetta “sorpresa”, ma anche degli aggravi dovuti all’ultima normativa antisismica) avrebbe potuto avere un suo fondamento. E altrettanto potrebbe dirsi del parziale riconoscimento di tale indennizzo che, anche se a distanza di parecchio tempo dall’estate del 2010, l’Amministrazione Comunale ha effettuato nel mese di agosto 2012 per il minore importo di un milione e mezzo di euro (da non corrispondere materialmente, come ormai tutti sanno, ma comunque in via di fatto da concedere sotto forma di un ridimensionamento del progetto, e quindi delle opere da realizzare e dei costi conseguenti, a parità di compenso).
Altrimenti la richiesta della Fontescodella Piscine s.p.a. avrebbe meritato sin da subito di essere classificata come un’istanza inaccettabile, da rispedire immediatamente al mittente da parte del Comune insieme ad una bella diffida ad iniziare gli sbancamenti senza altri indugi e con l’applicazione delle sostanziose penali previste nella convenzione per il ritardato avvio dei lavori.
Tertium non datur, come dicono gli avvocati quando vogliono stupire i clienti utilizzando qualche latinetto dal significato più o meno misterioso.
Ma andiamo avanti. Per aiutare i lettori a districarsi in questa vicenda della sorpresa geologica, e quindi a capire se il Comune di Macerata abbia fatto bene o male ad andare dietro alle aspettative e alle richieste della Fontescodella Piscine s.p.a., prima di ogni altra cosa occorre tenere ben presente un punto di partenza indefettibile e insuperabile: si può parlare di sorpresa geologica solo quando la fragilità geologica della zona dove va ad insistere una determinata opera non è prevedibile, emerge cioè a lavori in corso come un accidente non previsto e non ipotizzabile. Cioè, detta in parole povere e accessibili a tutti, una sorpresa geologica deve essere veramente tale, altrimenti più che di sorpresa dovrebbe parlarsi di bufala geologica, cioè di una vera e propria presa in giro!
Ecco, da questo punto fermo, da questo necessario riscontro certo e definitivo circa la non prevedibilità della sorpresa geologica nella ormai annosa vicenda del polo natatorio maceratese, non poteva e non può quindi assolutamente prescindersi, a maggior ragione da parte di una pubblica amministrazione. E questo riscontro poteva essere effettuato in base a nozioni di comune esperienza o in forza di dati tecnici già acquisiti (ove ciò fosse stato possibile per le caratteristiche del sito, magari già ben note agli operatori e agli esperti del settore) oppure, nei casi più dubbi e controversi, per il tramite di rigorose indagini specialistiche.
Nel nostro caso – come è ormai noto – il Comune di Macerata ha deciso di “ratificare” la sorpresa geologica prospettata nel 2010 dalla società concessionaria senza utilizzare precise competenze specialistiche, e cio mi è sembrato e mi sembra francamente del tutto incomprensibile.

idrogeologica_fontescodella

Piano Assetto Idrogeologico Regione Marche PAI

Poniamo infatti il caso che in questa storiaccia l’Amministrazione Comunale per suoi indecifrabili motivi abbia voluto trascurare le nozioni di comune esperienza geologica riferite alla zona in questione, notoriamente fragile e tendente a “muoversi” (valga il banale esempio della massicciata della sovrastante linea ferroviaria, che più volte ha creato problemi); che abbia inteso ignorare le risultanze di verifiche e sondaggi geologici fatti per altre più o meno recenti opere pubbliche e private realizzate in quella zona (ad esempio, tutte le villette dalle parti dell’ex clinica Villalba o la scuola superiore dell’ITAS, che sono situate proprio immediatamente a monte della linea ferroviaria); che abbia potuto dimenticarsi del fatto che sarebbe stato onere delle società partecipanti alla gara, nel momento della formulazione e della quantificazione dell’offerta, tenere conto anche del dato geologico dell’intera zona e del sito specifico e quindi procedere esse stesse preventivamente ad un minimo di riscontro tecnico in tal senso. Poniamo anche il caso che il Comune abbia scelto di non andare a rileggersi le indicazioni del Piano di Assetto Idrogeologico delle Marche che in stralcio pubblichiamo qui accanto e che da anni classificano quella zona di Fontescodella come area a medio rischio frana, e quindi evidentemente fragile a livello geologico.
Poniamo tutte queste cose, passiamo pure sopra a tutte queste inspiegabili e gravi trascuratezze, però, la conseguenza di questo eccesso di disinteresse verso troppe cose a quel punto doveva assolutamente essere la richiesta già nell’estate del 2010 di uno specifico parere tecnico, sul punto nodale della vicenda, ad un geologo, ad un professionista esterno di provata competenza e professionalità, e non la richiesta ad un avvocato di un parere legale sulle conseguenze giuridiche della sorpresa geologica, dando così per scontato che la sorpresa geologica esistesse e fosse stata già riscontrata al di là di ogni ragionevole dubbio.
Insomma, voglio dire che in questa storia del polo natatorio (più vecchia storia che nuova storia) l’Amministrazione Carancini ha dato per certo ed acclarato ciò che certo non era affatto, potendosi semmai, in prima battuta e salvo migliori accertamenti, pensare che la sorpresa geologica fosse proprio da escludere o quanto meno tutta da dimostrare sul piano tecnico.
Detto questo, rimane da comprendere per quale motivo Romano Carancini abbia deciso sin dalla sua nomina a Sindaco di puntare ad ogni costo sul polo natatorio, in totale isolamento e mettendosi tutti contro, arrivando a sorvolare un aspetto tecnicamente così decisivo, qual è appunto la reale sussistenza nel caso specifico della sorpresa geologica; arrivando a cercare di inserire all’ultimo minuto nel bilancio preventivo del 2011 (peraltro senza riuscirci) la somma di un milione e mezzo di euro per l’indennizzo aggiuntivo in favore della società concessionaria che in quel momento era lungi dall’essere stato definito e concordato; arrivando imprudentemente ad impegnarsi con la Fontescodella Piscine s.p.a. con una delibera di giunta di fine agosto 2012 adottata senza il minimo coinvolgimento della sua maggioranza e con il pesante prezzo politico della prima spaccatura in due anni e qualche mese della sua Giunta; arrivando ad obbligarsi per questo indennizzo senza aver prima acquisito la copertura del partner Università di Macerata; arrivando a consentire una modifica progettuale che può tranquillamente integrare un significativo stravolgimento tale da legittimare future impugnazioni della società seconda classificata.
Insomma, qui è tutto un mistero doloroso, ed anche io, che più volte ho sostenuto e difeso Romano Carancini da tanti pesanti e ingiustificati attacchi, molti dei quali provenienti dal fuoco “amico” (cioè da quel comitato politico-affaristico, altrimenti detto sinistra pidiellina del mattone, che negli ultimi 15 anni ha letteralmente messo in ginocchio Macerata), questa volta, ad essere sincero, non ho capito e continuo a non capire questo atteggiamento del nostro Sindaco.
Così come, per dirla tutta, restano da capire anche i motivi per i quali l’opposizione, salvo una recentissima interrogazione di “Macerata è nel cuore”, abbia sempre incalzato l’Amministrazione sui tempi smisurati delle piscine in gestazione, sui continui rinvii della svolta decisiva, sugli annunci caranciniani rimasti campati per aria, sulle ruspe mai in azione, sugli interessi pagati a vuoto per il mutuo contratto diversi anni fa, e non abbia invece mai puntato il dito sulla questione di fondo: ma chi cavolo l’ha detto che alle imprese che hanno dato vita alla Fontescodella Piscine s.p.a. questo milione e mezzo di euro debba essere comunque e in ogni caso riconosciuto? Ciò è forse dipeso dal fatto che alcune delle imprese che poi hanno costituito la Fontescodella Piscine s.p.a. fanno riferimento o hanno comunque forti agganci nel centrodestra?
Speriamo che a questi nodi il Consiglio Comunale straordinario convocato per il prossimo 18 ottobre dia una qualche risposta, anche se ormai mi sono convinto che la trasparenza tanto sbandierata da Romano in campagna elettorale è solo una amena favoletta da raccontare ai bambini, ma solo a notte fonda, quando si sono già addormentati, per non metterli precocemente sulla cattiva strada.
Comunque, una volta effettuato il Consiglio Comunale sulle piscine, a fine mese sarà l’Università, dopo anni di ostinato silenzio sul punto, a dover dire la sua su questo nodo ormai scottante. A questo proposito, devo qui correggere un’imprecisione contenuta nel mio ultimo articolo su queste benedette piscine. Non è vero infatti che sino ad oggi l’ateneo maceratese abbia regolarmente e disciplinatamente pagato le rate del mutuo venute nel frattempo a maturazione. In realtà l’Università ha smesso di pagare le rate semestrali del mutuo sin da quando i tecnici ed i responsabili della Fontescodella Piscine s.p.a., trovando in qualche modo ascolto e sponda in Amministrazione, invece di aprire il cantiere e di cominciare a lavorare hanno iniziato a bussare a cassa presentandosi in Comune con il cappello in mano e con gli occhietti pieni di stupore e di meraviglia per la – secondo loro – totalmente inaspettata sorpresa geologica (e qui sarebbe interessante sapere se nel frattempo il Comune abbia pagato o no anche la quota parte gravante sull’ateneo maceratese delle rate del mutuo intanto venute a scadenza).
Difficile interpretare questo stop ai pagamenti da parte dell’Università, però secondo me esso dimostra in maniera abbastanza eloquente che il nostro ateneo non ha affatto gradito la politica comunale di accondiscendenza verso le richieste di maggior compenso da tempo avanzate dalla Fontescodella Piscine s.p.a..
E ora cosa succederà? Mah, la palla di vetro qui non ce l’ha nessuno, però di sicuro il prossimo consiglio comunale e il prossimo consiglio di amministrazione dell’Università saranno piuttosto accesi.



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