Le nuove piscine: in dirittura d’arrivo
o ancora a lungo nel mondo dei sogni?

LA RICOSTRUZIONE - Grosse perplessità sulle ultime mosse della Giunta Comunale di Macerata per il polo natatorio di Fontescodella
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bommaritodi Giuseppe Bommarito

La brusca accelerazione recentemente impressa dal sindaco Carancini per la realizzazione del polo natatorio a Fontescodella, vicino a dove sarebbe dovuta sorgere la famigerata e tristemente famosa Cittadella dello Sport, suscita diverse perplessità che a mio avviso vanno ben considerate. Un breve riepilogo è però indispensabile prima di passare alle ultime novità.

La vicenda è  iniziata addirittura un decennio fa. Nel 2002, come qualcuno ricorderà, venne alla luce una prima convenzione tra l’allora Sindaco Meschini e l’Università di Macerata. Il Comune avrebbe ceduto gratuitamente in diritto di superficie l’area e l’Università, con le sue sole forze, avrebbe realizzato il nuovo impianto destinato alle nuotate sia dei cittadini che degli universitari. Due anni dopo però venne mutata l’ipotesi di lavoro: l’Università avrebbe provveduto alla stesura del progetto preliminare e del progetto definitivo e avrebbe coperto solamente la metà del costo della realizzazione; mentre il Comune avrebbe ceduto in comproprietà l’area prescelta, avrebbe predisposto la progettazione esecutiva e sopportato la restante metà dei costi per l’edificazione della struttura, da affidare poi comunque a terzi per la gestione.

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Le piscine a Macerata nel fotomontaggio di Filippo Davoli

Nel progetto preliminare velocemente predisposto, a fronte di tre vasche, due coperte e una scoperta, con i servizi di supporto, un parcheggio e un po’ di verde circostante, si parlava di un costo complessivo di quattro milioni di euro, ben presto interamente finanziato con un mutuo di pari importo acceso nel dicembre 2004 presso la Cassa Depositi e Prestiti, che da allora – badate bene – stanno pagando a vuoto ed in parti eguali (e con eguale responsabilità contabile) sia l’Università che il Comune di Macerata.

Se si fosse dato seguito a questo progetto, con l’opera interamente coperta dal mutuo, avremmo avuto le nuove piscine ormai da cinque, sei anni (entro il 2006, infatti, secondo l’accordo di programma tra i due enti e gli annunci roboanti del buon Meschini nel corso della campagna elettorale del 2005, l’opera doveva essere finita e collaudata). Una pura follia non averlo fatto per assecondare aspettative e interessi di gruppi imprenditoriali privati, come ben risulta dal seguito della vicenda. Di lì a poco, infatti, a ruspe rigorosamente e inspiegabilmente ferme, si decise in Amministrazione, sulla base di fantomatiche e risibili previsioni di affluenza, di aumentare le dimensioni della vasca grande coperta, nonché gli annessi e i connessi, facendo così salire a quasi otto milioni di euro (esattamente € 7.674.498,50) i costi di costruzione. Per far fronte ai maggiori oneri, circa 3.700.000 euro in più rispetto al mutuo acceso, occorreva ormai prevedere spazi di tipo commerciale e di ristoro al fine di portare dentro l’iniziativa anche capitali privati – chiaro, no? – e affidare poi a loro in concessione sia la costruzione che la futura gestione degli impianti e degli spazi destinati ad attività commerciali. Ecco così spuntare anche per il polo natatorio la magica sinergia tra il pubblico e il privato, pregiata specialità delle Giunte Meschini & Company, dove ovviamente – ormai il giochetto è stato ben compreso dai maceratesi – è stato sempre e comunque il privato a menare la danza esclusivamente a tutela dei propri interessi, mentre il pubblico ha di fatto svolto solo il ruolo del comprimario passivo ed inerte, sebbene in questo tipo di alleanze, benemerite solo se equilibrate, esso dovrebbe orientare e saldamente gestire l’intervento a tutela della collettività!

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Un altro fotomontaggio di Filippo Davoli sullo sfondo di piazza Mazzini

E così nel giugno 2007 venne approvato il bando per individuare il privato interessato all’affare, tenuto poi alla progettazione esecutiva, all’esecuzione dei lavori e in seguito alla gestione del complesso natatorio, per la bellezza di 37 anni e 6 mesi dalla firma del contratto: 6 mesi per la progettazione esecutiva, 2 anni per la realizzazione dell’opera e 35 anni per la futura gestione. Si parlava sempre di tre piscine, più grandi ovviamente di quelle previste in precedenza, due coperte (una da 34,50 metri e l’altra da 16,50 metri) e una scoperta (da 25 metri), con aggiunta di spogliatoi, infermeria e pronto soccorso, magazzino, una zona per ginnastica, una tribuna per circa 500 spettatori, servizi igienici, locali per attesa e relax, reception, uffici, bar ed eventuale ristorante, un’area verde da piantumare (insomma, ci mancava solo una sala da ballo!).

Due i gruppi partecipanti alla gara, vinta nel luglio 2008 da un raggruppamento temporaneo di importanti imprese locali che poi daranno vita alla “Fontescodella Piscine s.p.a.”. Nel contratto, finalmente stipulato nel giugno 2009, si prevedevano tempi ristrettissmi per il deposito del progetto esecutivo e comunque si stabiliva che entro il 13 giugno 2011 i lavori dovevano essere inderogabilmente completati.

Ma in realtà  nulla si mosse da quel giugno 2009, perché la società concessionaria, senza rispettare i termini per la progettazione esecutiva e senza che venissero minimamente minacciate e tanto meno irrogate nei suoi confronti le sanzioni previste nel contratto, rimase in realtà ferma, zitta e buona per circa un anno, per poi sparare nell’agosto 2010 la richiesta al Comune (ormai Sindaco dall’aprile 2010 era divenuto Romano Carancini) e all’Università, a modifica di quanto pattuito, di una somma aggiuntiva di ben 2.600.000 euro, oltre iva, nonché di un contestuale aumento delle tariffe di ingresso del 10%, motivando tale richiesta con la cosidetta sorpresa geologica (sarebbe emersa una fragilità geologica della zona di Fontescodella, ignorata al momento dell’offerta), con i maggiori costi di costruzione discendenti dall’entrata in vigore della nuova normativa antisismica e con l’apertura di una piccola piscina a Piediripa (che avrebbe potuto causare una contrazione dell’affluenza preventivata).

Nel frattempo i tempi si erano allungati, in località Fontescodella nulla si muoveva, il mutuo continuava ad essere pagato a vuoto dai due enti pubblici (il Comune e l’Università) sempre più accomunati da una gestione insana della faccenda, i cittadini già allora protestavano per quella che indubbiamente suonava come una vera e propria presa in giro, e le interrogazioni cominciavano a fioccare in Consiglio Comunale. E non bastava certo a sedare i malumori la decisione presa nel 2007 dalla vecchia Giunta Meschini, evidentemente dotata di tanto buon cuore e sempre per tenere tranquilli gli imbufaliti cittadini (che le nuove piscine non le stavano vedendo neanche da lontano e nel frattempo erano costretti ad emigrare a Tolentino e a San Severino Marche per farsi una nuotata), di rattoppare la vecchia piscina di viale don Bosco per tenerla in qualche modo in funzione a disposizione dei maceratesi sino all’entrata in funzione del nuovo polo natatorio. Il tutto – come ho spiegato in un mio precedente articolo dell’anno scorso – si tradusse anche in quella occasione in un ulteriore grazioso regalino alla Fontescodella Piscine s.p.a., questa volta concesso addirittura a trattativa privata. Insomma, una schifezza nella schifezza. Però, detto tra noi, visto come poi sono andate le cose, meno male che la vecchia bagnarola di viale don Bosco, peraltro attualmente ben gestita, ancora vive e lotta con noi!

Ma torniamo al nuovo imponente polo natatorio di Fontescodella e alla sorprendente richiesta da parte della società concessionaria di un importo aggiuntivo di ben due milioni e seicentomila euro, arrivata in Amministrazione come un fulmine a ciel sereno nell’agosto 2010 e seguita da un ulteriore periodo di apparente stasi di circa un anno, durante il quale l’unica cosa che  nel frattempo andava avanti era l’ulteriore pagamento a vuoto del mutuo concesso nell’ormai lontano 2004.

In realtà  il Sindaco Romano Carancini, che su questa opera pubblica – punto qualificante del suo vincente programma elettorale – sin dal suo insediamento aveva deciso evidentemente di metterci la faccia, stava lavorando per cercare di risolvere in qualche modo la faccenda. Nei primi mesi del 2011 Romano chiese infatti un parere legale sulle ulteriori pretese della Fontescodella Piscine s.p.a., lo esaminò e subito dopo (siamo nel frattempo arrivati al mese di aprile 2011), senza consultarsi con la sua maggioranza e tanto meno con l’opposizione, cercò di inserire all’ultimo minuto nel bilancio preventivo appunto del 2011 la somma di 1.500.000 euro aggiuntivi per il polo natatorio. Il tentativo, piuttosto maldestro in verità, non riuscì, perché, oltre al centrodestra, gli stessi gruppi consiliari della maggioranza di centrosinistra, che già avevano preso di punta Carancini per lo stop da lui effettuato in ordine a tutta una serie di disgraziate operazioni urbanistiche avviate dalle precedenti Giunte Meschini, si misero di traverso per la mancata preventiva concertazione e impedirono la variazione della bozza di bilancio.

Carancini tuttavia incassò il colpo, ma non demorse, forte del parere legale che (come si capirà poi in base ad una successiva delibera di Giunta dell’agosto di quest’anno) evidentemente riconosceva la fondatezza dell’indennizzo alla Fontescodella Piscine s.p.a. per la sorpresa geologica e per la salvaguardia antisismica. In data 11 maggio 2011 il nuovo Sindaco sottoscrisse infatti un accordo con il quale il Comune riconosceva che l’onere per i maggiori lavori, ritenuti necessari per motivi di maggiore sicurezza, ammontava a quasi 2.200.000 euro e tuttavia a livello transattivo si impegnava a corrispondere alla Fontescodella Piscine s.p.a. la minor somma aggiuntiva una tantum di 1.500.000 euro, fatte salve le necessarie approvazioni da parte degli organi competenti del Comune e dell’Università (quest’ultima – è bene ricordarlo – zitta e silente sull’argomento piscine ormai da qualche anno, pur avendo sempre onorato il pagamento delle rate semestrali del mutuo).

Passarono poi altri mesi, durante i quali, non essendoci trippa per gatti (tradotto: non trovandosi in alcun modo nelle pieghe del bilancio questo milione e mezzo di euro in più), si scandagliò la soluzione di sostituire a questa somma aggiuntiva la costituzione di un diritto di superficie in favore della Fontescodella Piscine s.p.a. per la bellezza di 99 anni; ma ben presto questa soluzione venne rigettata dalla società concessionaria. Ecco allora – e siamo finalmente ai giorni nostri – un’altra soluzione che in breve, nel tentativo di salvare capra e cavoli, finirà per imporsi: visto che questo milione e mezzo di euro in più l’Amministrazione Comunale (che qui inspiegabilmente seguita a parlare anche per l’Università) e l’ateneo non sono in grado di corrisponderlo, allora si possono ridurre per un pari importo i lavori da effettuare, senza ridurre gli interventi necessitati per la sicurezza ma comunque ridimensionando la metratura delle piscine e l’intero manufatto. In piena estate, precisamente il 6 agosto di quest’anno, il Comune, rappresentato dai suoi massimi dirigenti, si incontra con la Fontescodella Piscine s.p.a., raccoglie l’adesione della società su questa ultima soluzione, definisce con un preciso cronoprogramma il percorso per la presentazione del nuovo piano economico finanziario e del progetto esecutivo dell’opera e si impegna a far approvare formalmente dalla Giunta entro il 30 agosto l’accordo così raggiunto. Cosa che puntualmente avviene, tanto che con la delibera n. 588 del 29 agosto 2012 la Giunta approva l’accordo e consente così, almeno sulla carta, la ripartenza del polo natatorio, che ora prevede, a seguito della modifica del progetto, un ridimensionamento delle piscine interne (la più grande a questo punto però non dovrebbe essere più a norma come dimensioni per le gare ufficiali di nuoto e di pallanuoto) e forse un leggero ampliamento di quella esterna, che qualche buontempone ha già definito come il nuovo “mare” estivo di Macerata. Entro un paio di anni, comunque, secondo gli ultimi annunci, l’opera è destinata ad essere completata. E qui sostanzialmente finisce la storia recente del nostro polo natatorio, anche se, in concreto, pare che si stia ancora trattando per definire meglio le metrature delle tre piscine previste.

Restano però  alcuni fatti e diversi interrogativi che l’Amministrazione Comunale – sia pure da elogiare per la determinazione con la quale tramite il Sindaco Carancini ha cercato di portare a casa un’opera sicuramente utile per la città, anche se a distanza di anni da quel 2006 che doveva vedere la trionfale inaugurazione delle nuove piscine – dovrebbe però spiegare nel modo più approfondito possibile all’opinione pubblica. Si tratta invero di circostanze cruciali, alcune delle quali possono anche esporre il Comune a pesanti contenziosi e bloccare ancora per chissà quanto tempo l’agognato polo del nuoto.

Il primo aspetto riguarda l’ormai famoso milione e mezzo di euro che, seppure sotto forma di minore contenuto dei lavori, il Comune di Macerata ha deciso di riconoscere alla Fontescodella Piscine s.p.a. per la sorpresa geologica e per l’adeguamento alla sopravvenuta normativa antisismica. E qui sono diverse le domande che molti in città si pongono: ma siamo proprio sicuri che in questo caso possa parlarsi di sorpresa geologica, considerato che la fragilità geologica, per dar vita secondo il codice civile ad un indennizzo (cioè alla somma una tantum che alla fine il Comune ha riconosciuto), deve essere non prevedibile, e considerato altresì che la zona di Fontescodella, quasi per fatto notorio, presenta da sempre problemi di questo tipo? Ed ancora: è vero, come ritenuto da molti tecnici, che comunque l’adeguamento antisismico e il miglioramento geologico di un progetto già esistente non possono avere un’incidenza pari all’importo riconosciuto? Per finire su questi punti: se il parere legale ottenuto nel 2011 non ha affrontato, come è probabile (visto che ciò non rientra nelle competenze di un avvocato), il profilo della prevedibilità di questa benedetta sorpresa geologica, il Comune non avrebbe dovuto, prima di discutere delle modalità con le quali riconoscere un surplus alla Fontescodella Piscine s.p.a., verificare sino in fondo sul piano tecnico questo dato decisamente cruciale?

In secondo luogo, con riferimento alle modifiche da ultimo apportate al progetto, che tutto sembrano meno che marginali: non sarebbe stato meglio procedere ad una nuova gara, per prevenire la possibile impugnativa dell’impresa che ebbe a suo tempo a piazzarsi seconda dietro la Fontescodella Piscine s.p.a. e il conseguente blocco dei lavori?

Infine c’è  da chiarire quanto prima l’inquietante silenzio dell’Università, che oggi dispone di pochissima liquidità, che dal 2010 in poi non è stata affatto coinvolta nelle trattative con la Fontescodella Piscine s.p.a. e che nulla sinora ha detto circa l’esigenza di riconoscere alla società concessionaria, sia pure con l’escamotage dei minori lavori da effettuare, una somma una tantum di un milione e mezzo di euro. E’ evidente che, se l’ateneo si dovesse tirare indietro (come sarebbe suo diritto fare), il Comune si troverebbe a doversi fare carico per intero di questa cifra. Non sarebbe stato opportuno, quindi, assicurarsi strada facendo l’assenso formale dell’Università, piuttosto che informarla a giochi fatti confidando nel buon Dio?

Mah, certo è  che l’accordo intervenuto sotto il solleone di quest’ultimo mese di agosto, ratificato poche settimane dopo dalla Giunta senza un previo passaggio in Consiglio e in maggioranza (a prezzo della prima spaccatura dell’esecutivo Carancini sotto forma della non partecipazione al voto dell’assessore IDV Ubaldo Urbani), ha cancellato d’un tratto tutti quelli che potevano essere i ritardi e gli inadempimenti della Fontescodella Piscine s.p.a. e ha messo ormai la società in una botte di ferro, con il coltello dalla parte del manico. Per quanto l’opera sia importante per la città di Macerata, per quanto il Sindaco Carancini abbia investito anche in termini di immagine e di credibilità personale nel portare in porto le nuove piscine, l’iter seguito negli ultimi mesi è quello giusto? A mio avviso, sinceramente no, ma ora sarà interessante vedere il comportamento delle forze di maggioranza, che dopo due anni di attacchi forsennati al Sindaco spesso e volentieri proprio sul versante piscine, nelle ultime settimane, chissa perché, sembrano aver fatto buon viso a cattivo gioco.

E intanto è  stata compromessa l’ipotesi, qualora si fosse deciso di risolvere il contratto con la Fontescodella Piscine s.p.a., di avviare una seria trattativa con la Filarmonica per la ristrutturazione congiunta della sede estiva di via Valenti, probabilmente l’unica possibilità di affrontare in maniera realistica e ragionevole, in breve tempo e a costi sicuramente inferiori, il problema sempre più indifferibile di dotare la città di almeno un paio di dignitose piscine.



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