Tar sul centro commerciale, Pd:
«Simonetti non ha vinto nulla.
Consiglio riconvocato per motivare il no»

MACERATA - La questione sulla delibera annullata dal tribunale amministrativo secondo gli esponenti dem ha dei chiari "colpevoli". Narciso Ricotta (in conferenza assieme a Ninfa Contigiani e Andrea Perticarari) ha spiegato: «La verbalizzazione della seduta consiliare spetta alla presidenza del consiglio. Non è stato fatto: tanto che il Tar lamenta che siano state inviate le 5 ore di registrazione della seduta e non appunto la sintesi. Inoltre i giudici affermano che si può bocciare una variante che ha ottenuto i pareri positivi degli uffici perché ribadisce che in materia urbanistica il consiglio comunale ha piena discrezionalità»

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Ninfa Contigiani, Andrea Perticarari e Narciso Ricotta

di Mauro Giustozzi (Foto di Fabio Falcioni)

Un fallimento politico, tecnico e amministrativo tutto interno al centrodestra quello della variante Simonetti. Con la certezza che chi voterà per Parcaroli al ballottaggio dirà anche sì al nuovo centro commerciale mentre chi voterà per Tittarelli sa già ora che ci sarà un fermo no a Simonetti. Il Partito democratico entra pesantemente in campo in merito alla sentenza emessa dal Tar Marche che ha accolto il ricorso presentato dalla ditta Simonetti contro il Comune annullando la delibera del 15 maggio dell’anno scorso che ha bocciato la proposta di variante.

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Narciso Ricotta

Nel mirino dei dem finisce non solo l’operato del sindaco Sandro Parcaroli ma anche quello del presidente del consiglio comunale e della segreteria generale dell’ente. «La delibera favorevole al centro portata dal sindaco Parcaroli va in commissione consiliare ed ha un parere negativo – afferma il consigliere uscente Narciso Ricotta – ed è ovvio che non esiste una delibera che nega la variante a Simonetti. Esiste solo il voto contrario, come è accaduto.

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Ninfa Contigiani

La verbalizzazione della seduta consiliare spetta alla presidenza del consiglio che non ha richiamato i motivi del parere negativo dato in commissione, non ha predisposto una sintesi delle argomentazioni contrarie emerse dalla discussione in consiglio. Ci sarebbe dovuta essere una verbalizzazione che riassumesse i motivi del no come erano emersi in consiglio. Questo non è stato fatto: tanto che il Tar lamenta che siano state inviate le 5 ore di registrazione della seduta e non appunto la sintesi. Tar poi che afferma nel dispositivo che si può bocciare una variante che ha ottenuto i pareri positivi degli uffici perché ribadisce che in materia urbanistica il consiglio comunale ha piena discrezionalità. Quindi a Simonetti non spetta alcunchè di diritto come lui rivendica: i giudici nel dispositivo sottolineano anche che tutti gli accordi pregressi a questa variante non possono essere estesi alla approvazione della stessa. Essendo una situazione nuova non ci può essere alcun legittimo affidamento».

Anche sulle richieste risarcitorie addotte dalla ditta, secondo il Pd, sono del tutto fuori luogo e irricevibili. «I consiglieri hanno effettuato esclusivamente il loro dovere e non devono temere nulla – ribadisce ancora Ricotta – Le motivazioni contrarie in quelle 5 ore di registrazioni ci sono tutte: la contrarietà ad una grande struttura di distribuzione che Simonetti vuol fare, le dimensioni dei locali modificate, la viabilità, la riduzione della fascia di rispetto dalla strada provinciale.

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Motivazioni fondate che non sono state esplicitate in una sintesi. Sulla viabilità è stato inserito nella variante una nuova circolazione attorno al centro commerciale che però non risolve affatto le problematiche presenti: questo tentativo è la spia di un altro problema che Simonetti ha. L’impossibilità, a mio avviso, di fare anche l’opera originaria che era stata autorizzata dalla Provincia solo in presenza dello svincolo di San Claudio mai realizzato. Inserendo questa viabilità posticcia è un surrogato per sanare il difetto del vecchio progetto. Ho sentito dire che alla fine Simonetti ha vinto. Proprio per nulla: il Tar ha detto solo che il ricorso viene accolto affinchè il consiglio comunale, quello che uscirà dal voto, venga riconvocato non per deliberare il sì o no al centro ma per scrivere la sintesi conclusiva delle ragioni ostative presenti nelle 5 ore di registrazione».

Dal canto suo l’altro consigliere comunale riconfermato, Andrea Perticarari, punta il dito sull’operato della giunta comunale. «Si sta capovolgendo tutto quanto accaduto in questa vicenda – afferma l’esponente del Pd -. Noi abbiamo votato contro la Simonetti e saremo contrari anche nella prossima amministrazione: ma noi non eravamo alla guida della città in questi ultimi 5 anni. L’affidamento a Simonetti non è venuto meno per opera nostra ma perché un sindaco, e presidente della Provincia, che si chiama Sandro Parcaroli, nel suo mandato non è riuscito a far approvare il progetto con i voti della sua maggioranza. Il ricorso al Tar e le ragioni di Simonetti sono state attribuite esclusivamente alla minoranza: se avessimo avuto questa forza chissà quanti atti avremmo bocciato in consiglio comunale. Le responsabilità legate al ricorso al Tar di Simonetti sono in capo esclusivamente al Comune, al presidente del consiglio ed alla segreteria che devono pubblicare un atto amministrativo motivato. Cosa che stavolta non è stata fatta. Perché non è stato fatto? Forse si voleva che in caso di ricorso al Tar ci fosse questo pronunciamento di accoglienza? Era chiaro che senza motivazione il ricorso al Tar sarebbe stato accolto. Brilla poi l’assenza di Parcaroli in questa vicenda giudiziaria: lui non ha detto nulla, ad esempio appellerà questa sentenza o no?».

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La chiusura è affidata alla segretaria cittadina del Partito democratico, Ninfa Contigiani. «L’aspetto politico del caso è deflagrante – ribadisce Contigiani -: il sindaco Parcaroli è stato muto sino all’ultimo giorno di tutta questa vicenda. Finchè non ha preso posizione votando per la variante. L’opposizione in consiglio è stata compatta nella scelta di dire no alla variante Simonetti: il quartiere di Piediripa, già soffocato dal traffico, sarebbe ancor più penalizzato da questa grande struttura arrivata peraltro fuori tempo massimo per le caratteristiche e che forse nascondeva altri scopi non soltanto commerciali inerenti lo sviluppo di tutta quella zona a cui noi siamo stati sempre contrari. Ben prima di tutto il processo elettorale abbiamo detto un convinto no a Simonetti. Il fallimento politico è tutto della maggioranza: una scelta tanto voluta dai maceratesi quella di opporsi al centro commerciale che persino alcuni membri della maggioranza hanno deciso di non dare l’assenso alla variante.

Con un Parcaroli incapace di guidare la sua coalizione e produrre atti amministrativi inattaccabili e quindi un sindaco che ha esposto il Comune a rischi. Mi piace però ricordare la sovranità del consiglio comunale che in piena coscienza si è espresso in modo chiaro. Tutto questo rappresenta un mega fallimento politico e amministrativo del sindaco Parcaroli che oggi si ripresenta con tante promesse a queste elezioni tradendo però arroganza e scarso rispetto delle regole come dimostra tutta la vicenda Simonetti dove il ricorso al Tar del privato era scontato, come è avvenuto».

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