I debiti della Fontescodella con l’Apm
e l’incompatibilità di Pallotta:
nuove grane sulle piscine

MACERATA - La società che deve realizzare il nuovo polo natatorio avrebbe dovuto pagare oltre 500mila euro di utenze per il triennio 2010/12 tramite il Comune. Si aggrava così la posizione del presidente della multiservizi, che è anche consulente finanziario dell'azienda privata
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La piscina nel fotomontaggio di Filippo Davoli

La piscina nel fotomontaggio di Filippo Davoli

L'avvocato Giuseppe Bommarito

L’avvocato Giuseppe Bommarito

 

di Giuseppe Bommarito

Certo che nell’allucinante vicenda del nuovo fantomatico polo natatorio le sorprese, una più negativa dell’altra, non finiscono mai, come se si trattasse di un pozzo senza fondo dal quale ogni giorno emergono nuovo sconcertanti particolari.
Non è possibile qui riportare per l’ennesima volta – sarebbe troppo noioso per i lettori, visto che di questa vicenda, che definire opaca è un eufemismo, abbiamo parlato in molte occasioni – l’intero campionario di falsità, di forzature, di bufale geologiche, di piscine concorrenziali letteralmente inventate, di regali inspiegabili fatti alla società aggiudicataria Fontescodella Piscine s.p.a., di termini inderogabili fatti scadere e continuamente prorogati, di soldi pubblici buttati via per consulenze inutili, di centinaia di migliaia di euro di interessi pagati a vuoto per un’opera pubblica inesistente, e chi più ne ha più ne metta. Concentriamoci quindi solamente sugli ultimi sviluppi e sulle ultime novità, che a dire il vero sono abbastanza clamorose.
C’è innanzi tutto da rilevare a Macerata la nuova figura del Sindaco piazzista, del Sindaco che, nei riguardi un ente pubblico, l’Istituto per il Credito Sportivo, si fa, nel corso di un recente incontro romano, sostegno e garante morale di una società privata, l’ormai famosa Fontescodella Piscine s.p.a., impegnata nell’affannosa e disperata ricerca di un grosso mutuo, sinora negato dalle banche operanti sulla piazza di Macerata, ma indispensabile per iniziare (ma quando mai?) i lavori di realizzazione del nuovo polo natatorio e per poterli poi completare con un ragionevole margine di certezza.
Diciamo però la verità: non bisogna scandalizzarsi più di tanto per questo aiuto morale di Carancini nei riguardi della Fontescodella Piscine s.p.a.. Prima o poi – ne siamo certi – il nostro Sindaco accompagnerà presso le varie banche della città e della regione tutte quelle imprese private che, benchè abbiano i conti sostanzialmente in regola, trovano però insuperabili difficoltà nell’accedere al credito bancario, e lì, davanti ai riottosi funzionari di turno, farà valere tutta la “moral suasion” di cui è capace un primo cittadino.
Battute a parte, è chiaro come il sole che l’interessamento di Romano Carancini per le sorti della Fontescodella Piscine s.p.a. e per l’opera che essa dovrebbe realizzare non scaturisce solamente da un eccesso di disponibilità. Anche le pietre ormai sanno, infatti, che sulla questione del nuovo polo natatorio, la priorità delle priorità a detta dello stesso Sindaco, la grande opera che nei giovanili sogni del buon Romano avrebbe dovuto contrassegnare in positivo il suo mandato quinquennale e garantirne la rielezione, e che, al contrario, in ipotesi di mancata realizzazione avrebbe finito per segnare la conclusione della sua parabola politica (ipse dixit: mandatemi a casa se non realizzerò a Macerata le nuove piscine), si sta giocando una partita decisiva, anche e soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative previste a Macerata tra circa un anno.

Riccardo Sacchi (Forza Italia)

Riccardo Sacchi (Forza Italia)

Tanto decisiva che, per bloccare una deriva sempre più evidente e sia pure per finalità opposte, si stanno muovendo quasi di concerto l’opposizione (il consigliere Sacchi ha prodotto sul nuovo polo natatorio un’infinità di interrogazioni ed un’altra risulta essere già stata depositata o in arrivo) ed il gruppo consiliare dello stesso Pd, che, dopo diverse coraggiose prese di distanza, finalmente è riuscito ad imporre al Sindaco un vero e proprio ultimatum scadente il prossimo 30 giugno, al fine di chiudere una volta per tutte l’inutile farsa del nuovo polo natatorio che si sta rivelando una catastrofe per l’intero schieramento di centrosinistra.
Ma il sindaco ostinatamente non molla ed è sempre più impegnato a dimostrare contro tutto e contro tutti, e principalmente contro gli interessi della stessa città di Macerata, che lui riuscirà a risolvere il problema delle nuove piscine, costi quel che costi. E così, essendosi evidentemente convinto che a lui riuscirebbe anche di risolvere l’impossibile problema matematico della quadratura del cerchio, Carancini sulla questione del nuovo polo natatorio sta andando avanti come un camion senza freni in una strada in discesa, rischiando di travolgere nella sua insensata corsa qualsiasi cosa possa incontrare nel suo percorso.
E qui, nell’ambito e a causa di questa galoppata senza più freni, si inserisce la seconda brutta novità, non ancora emersa ma comunque in fase di emersione, alla quale facevo prima cenno: la sempre più evidente incompatibilità del presidente dell’Apm Francesco Pallotta (leggi l’articolo), che presumibilmente lo stesso Carancini ha voluto coinvolgere nella vicenda delle piscine nella veste di consulente della Fontescodella Piscine s.p.a. e che ormai, almeno a mio avviso, è destinato a fare la fine del suo predecessore Rolando Angeletti, costretto per molto meno alle dimissioni nel luglio 2011 (leggi l’articolo).
Il ruolo di Pallotta nella vicenda delle piscine – come si ricorderà – è emerso anche pubblicamente in occasione dell’incontro a Roma con il Credito Sportivo, e già allora molti si chiesero come potesse questo giovane e brillante commercialista, di certo uomo di stretta fiducia del Sindaco, assistere una società privata, la Fontescodella Piscine s.p.a., che sicuramente aveva dei rapporti di dare ed avere con l’Apm.
Ma adesso la situazione dei reciproci rapporti di debito e credito tra l’Apm e la Fontescodella Piscine s.p.a. si sta ulteriormente precisando, al punto che sin d’ora, per una situazione di incompatibilità ormai conclamata, appare francamente impossibile che Francesco Pallotta possa mantenere il suo incarico di presidente Apm.

La piscina di viale Don Bosco

La piscina di viale Don Bosco

Per far ben comprendere la situazione, giova qui ricordare che dal 2009 la Fontescodella Piscine s.p.a. gestisce per conto del Comune anche la vecchia piscina comunale di viale don Bosco. Bisognerebbe pure su tale aspetto rivangare un’altra serie di sconcertanti vicende, in parte già scritte, che però adesso non rilevano. Sta di fatto che questa vecchia piscina, per quanto sia poco più grande di una bagnarola, consuma e comporta delle utenze, che però, per mancanza di volturazione, sono rimaste intestate all’ente proprietario. Il comune quindi paga le utenze del gas, dell’energia elettrica e dell’acqua (quest’ultima di competenza APM) e poi se le fa rimborsare, o, meglio, se le dovrebbe far rimborsare dalla Fontescodella Piscine s.p.a..
Se le dovrebbe far rimborsare, visto che la Fontescodella Piscine s.p.a. ad oggi ha un debito verso il comune di Macerata per un importo che, per il solo triennio 2010/2012 supera i 500mila euro e che, calcolando anche gli anni successivi, presumibilmente arriverà ad una cifra vicina o forse anche superiore ai 700mila euro (il tutto Iva compresa).
Ora, è vero che la Fontescodella Piscine s.p.a. circa un anno fa aveva tentato di difendersi avanzando una generica contestazione riguardante peraltro la sola utenza dell’energia elettrica, che incide solamente per circa il 20% del totale dovuto. Ma poi la cosa è rimasta del tutto sprovvista di documentazione a supporto, e comunque il resto del debito, tuttora non solo esistente ma anche in fase di continua lievitazione, non risulta essere mai stato contestato dalla Fontescodella Piscine s.p.a., né tanto meno pagato.
Sicché a questo punto sorgono spontanee due domande. La prima riguarda il Comune: come può il sindaco Carancini, in relazione al nuovo polo natatorio di Fontescodella, il polo olimpico che non c’è e che mai ci sarà, un’opera pubblica di grandi dimensioni dal costo complessivo di circa 11-12 milioni, continuare ad appoggiare (sino a sponsorizzarla dinanzi al Credito Sportivo), nonché a fare affidamento e sinergia con una società, la Fontescodella Piscine s.p.a., che non riesce a far fronte ai costi di una vecchia bagnarola e che comunque è già fortemente indebitata nei riguardi dello stesso Comune?

Francesco Pallotta, presidente dell'Apm

Francesco Pallotta, presidente dell’Apm

La seconda domanda riguarda invece il presidente Apm Francesco Pallotta. Prima però si impone una precisazione: sarà pur vero che l’utenza dell’acqua relativa alla vecchia piscina di viale don Bosco è formalmente intestata al Comune (e quindi per tale utenza non c’è un rapporto diretto tra l’Apm e la Fontescodella Piscine s.p.a.), ma, come abbiamo visto, si tratta solo di una partita di giro, visto che il Comune dovrebbe pagare l’Apm con i soldi (quelli che non riceve) della Fontescodella Piscine s.p.a..
Viene quindi spontaneo chiedersi: come può Francesco Pallotta rappresentare contemporaneamente l’Apm ed una società privata, appunto la Fontescodella Piscine s.p.a., che, sia pure per interposta persona, è l’utente per il consumo di acqua che probabilmente fa registrare la morosità più elevata in città?
Ricordiamoci tutti – e qui chiudo – che il predecessore di Pallotta, Rolando Angeletti, anche lui valente commercialista, fu costretto nel luglio 2011 a dimettersi dalla presidenza dell’APM per un presunto conflitto di interessi, in quanto durante il suo mandato aveva conferito una consulenza (peraltro per un’operazione che teoricamente poteva tornare utile alla stessa città di Macerata) per la misera somma di 19.000 euro alla Focus SGR s.p.a., una società appartenente al gruppo Banca delle Marche e di cui lo stesso Angeletti era al contempo vice presidente.
Allora fu un “apriti cielo”. Ora, sebbene stiano aumentando sempre di più, sia a destra che a sinistra, le voci contrarie all’assurda gestione di Carancini sulla vicenda del nuovo polo natatorio, sembra che di questa ben più grave ed evidente incompatibilità nessuno, né in maggioranza né all’opposizione, abbia voglia di parlare. Tutto ciò mentre in contrada Fontescodella, nella triste ed impotente attesa delle nuove piscine olimpiche, ancora crescono l’erba cipollina ed altre sterpaglie.

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