Carancini: ‘No, grazie’ alla Filarmonica
“C’è un piano per ostacolare
le piscine di Fontescodella”

MACERATA - Il sindaco rimanda al mittente la richiesta di partecipare alla ristrutturazione dell'impianto in via Valenti: "Potrebbe essere un'integrazione ma il nostro progetto rimane lo stesso" e poi rivela: "Cacchiarelli mi disse di persona, il polo natatorio non te lo faranno fare. C'è qualcosa che non quadra, nel 2009 fecero lo stesso annuncio ma all'ultimo momento si tirarono indietro". Sulla vicenda interviene il consigliere Sacchi
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Piscina... salvagente (Fotoritocco di Filippo Davoli)

Piscina… salvagente (Fotoritocco di Filippo Davoli)

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini

 

di Claudio Ricci

“Voglio affrontare la questione seriamente, pretendendo da parte degli iterlocutori passati, presenti e futuri onestà intellettuale sul tema “. E’ una premessa metodica ed etica chiara, quella del sindaco Romano Carancini, che risponde alla proposta lanciata ieri dal presidente della società Filarmonica Alfonso Cacchiarelli, sull’opportunità di far entrare soggetti pubblici, come il Comune, nella realizzazione delle nuove piscine di via Valenti (leggi l’articolo) che entra prepotentemente nel dibattito pubblico come alternativa al progetto del polo natatorio di Fontescodella, inseguito da anni dall’amministrazione comunale. Carancini valuta l’offerta ma non può fare a meno di porre a Cacchiarelli alcuni controinterrogativi .

«Numero uno: Cacchiarelli dice “ce lo chiede la città”, risponda allora alla città, in sua totale coscienza, se le piscine della Filarmonica potrebbero veramente costituire un’alternativa valida al progetto di più ampio respiro, su cui l’amministrazione comunale ha preso un impegno serio con la città. Vorrei, in ogni caso, ringraziare il presidente della proposta che potrebbe rappresentare un’integrazione al nostro disegno. Numero due: che cosa intende Cacchiarelli quando invita soggetti pubblici, come, nella fattispecie, il Comune? Vuol dire che l’amministrazione dovrebbe investire denaro pubblico per una struttura che ancora non esiste? Perchè se così fosse, il Comune è già dotato di un impianto del tutto assimilabile per dimensione e funzionalità alle piscine di via Valenti, che è ovviamente quello di viale Don Bosco, il quale dispone di uno spazio retrostante utilizzabile per un eventuale ampliamento e per di più molto vicino al centro cittadino. Ma siccome questo, il direttivo della Filarmonica già lo sa, presumo che si chieda al Comune di investire soldi pubblici in un’opera privata, che non sopperirebbe ad una reale necessità della città,  già ovviata da quella struttura. Numero tre: la società Filarmonica sa benissimo che le piscine hanno bisogno, per potersi sostenere, di un corollario di attività sinergiche correlate, ad esempio a carattere ristorativo o ricreativo, che alimentino un volume di affari, da reinvestire nella gestione dell’impianto stesso. A questo punto, visto che, come si evince anche dall’articolo pubblicato da Cronache Maceratesi le attività collaterali del centro di via Valenti sono già state assegnate a privati, mi sembra poco appropriato, se non addirittura sfacciato, chiedere un intervento finanziario dell’amministrazione per la realizzazione di un’opera nella quale poi il Comune non sarebbe una delle parti sinergiche protagoniste. In merito vorrei sollevare un’altra questione: nel 2009 la Filarmonica, intraprese lo stesso tipo di discorso, indicando precisi soggetti privati che avrebbero preso in gestione la totalità del centro per un periodo di 25 anni, ma poi a due giorni dalla chiusura della trattativa la società si tirò indietro. Alla luce di quei fatti e del déjà vu a cui oggi assistiamo, posso esprimere solo forti perplessità al riguardo».

L'attuale struttura di via Ghino Valenti (nel riquadro il presidente Cacchiarelli)

L’attuale struttura di via Ghino Valenti (nel riquadro il presidente Cacchiarelli)

Il presidente della Socetà Filarmonic, Alfonso Cacchierelli

Il presidente della Socetà Filarmonica, Alfonso Cacchiarelli

Tre interrogativi che gettano le basi per la dichiarazione di intenti di Carancini. «Declino la proposta di Cacchiarelli perchè quello che stiamo provando ad inseguire come amministrazione comunale è un progetto con tre aree dislocate ed attrezzate diversamente e più all’avanguardia.  Anzitutto parliamo di un’opera pubblica che rimarrà al pubblico, con la garanza di un equilibrio economico che non sia sbilanciato verso il profitto. Dico stiamo provando ad inseguire perchè – e qui Carancini si concede una riflessione personale-  prendo atto di tre particolari coincidenze che dovrebbero far riflettere sulla volontà da parte di certi personaggi ben identificabili di voler sabotare il progetto piscine. Prima di tutto mi stupisce la tempestività quasi scientifica della proposta di Cacchiarelli, che arriva (come nel 2009) a nove mesi dalle elezioni comunali. La seconda coincidenza se così vogliamo chiamarla, è la condivisione da parte di certe figure politiche di voler destinare finanziamenti comunali ad un progetto privato, e mi riferisco a chi ha commentato l’articolo su Cronache Maceratesi. Voglio ricordare che fra i detrattori del nostro progetto piscine ci sono persone, che hanno governato la città per 40 anni e che avrebbero avuto tempo e modo di poter realizzare il polo in tempi di ben altra ricchezza economica.  Terzo e ultima strana concomitanza il fatto che qualche mese fa Cacchiarelli mi fece questa stessa proposta di persona, dicendo: “Tanto le piscine grandi non te le faranno fare“, come se fosse al corrente di un piano già ordito e da attuare nelle sedi opportune, per far cadere il nostro progetto piscine».

A questo punto la domanda sorge spontanea, sindaco rispetterà quindi il 30 giugno posto come termine ultimo per l’inizio dei lavori?
«Il 30 giugno è per noi il limite temporale di un impegno politico e non di un vincolo contrattuale. Noi continuiamo a lavorare e a seguire passo passo questa vicenda, nella speranza che tutte le parti in causa impieghino al riguardo la nostra stessa onestà intellettuale e che entro quella data si potrà finalmente vedere posata la prima pietra. Se così non sarà, valuteremo le azioni da intraprendere perchè questo avvenga nel minor tempo possibile».

 

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Riccardo Sacchi in Consiglio comunale

Riccardo Sacchi in Consiglio comunale

Commenta la questione anche il consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia Riccardo Sacchi:
«Ora il sindaco vada a spiegare ai maceratesi i motivi per cui sarebbe meglio spendere milioni e milioni di euro pubblici anzichè agevolare ed adoperarsi per soluzioni più economiche e facilmente realizzabili come quella, intelligente, proposta dalla società. I gravi ritardi, le “spese pazze”, le promesse e gli impegni sempre disattesi dal sindaco non si contano più. Per fortuna le bugie hanno le gambe corte e, per continuare con le metafore, tutti i nodi di questa triste – e a tratti torbida vicenda – stanno “venendo al pettine”. Mezzo milione di interessi passivi per il mutuo per un opera che non si realizzerà mai, 800.000 euro di debiti della Fontescodella S.p.A. con il Comune per utenze “anticipate” dall’Ente ed a questo non ancora pagate dalla medesima Società per la gestione dell’impianto di viale Don Bosco, 380.000 euro anticipati per la quota parte di mutuo dell’Università, oltre ad ‘allegre’ consulenze e ad altre “varie ed eventuali”, portano alla esorbitante somma di circa 1.800.000 i denari pubblici buttati dalla finestra dal sindaco! Quante cose importanti potevano realizzarsi con una somma del genere? Possibile che il sindaco non abbia alcun rimpianto? Non è arrivata l’ora – come più volte abbiamo esortato sindaco e maggioranza a fare – di ragionare concretamente su una costruttiva sinergia con il privato? Se questa era definita dal sindaco la ‘priorità delle priorità’ immaginiamo come vengono affrontate le altre problematiche di Macerata. Certo, i maceratesi sono tolleranti, pazienti, ma di sicuro tra 10 mesi terranno nel debito conto questa assurda vicenda. Per il resto, se Carancini ha deciso di “affogare” la sua carriera politica sulle piscine faccia pure, noi non gli permetteremo certo di fare altrettanto con la città».

 

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