Polo natatorio: dalla bufala geologica
a quella della piscina di Piediripa

Macerata
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La piscina di via Volturno a Piediripa

bommarito giuseppedi Giuseppe Bommarito

La variante presentata dalla Fontescodella Piscine s.p.a. nel settembre 2012, concordata l’anno scorso in piena estate con il Sindaco Carancini e posta alla base di un ingiustificato e consistente regalino di circa un milione e mezzo di euro (sotto forma, a parità di prezzo, di più ridotti costi di costruzione per minori superfici e minori volumi), poggiava, come è ormai noto, su due argomentazioni: in primo luogo, la cosiddetta sorpresa geologica e l’esigenza di riprogettare le strutture per le sopraggiunte nuove Norme Tecniche per le Costruzioni; in secondo luogo, la diminuzione del bacino di utenza – e quindi una imprevista riduzione dei potenziali ricavi per la società concessionaria, legittimata non solo alla realizzazione, ma anche alla futura gestione per oltre trenta anni del nuovo agognato polo natatorio – a causa della sopravvenuta apertura di una nuova piscina a Piediripa.

Centro_Sportivo_Polivalente_Piediripa_Extil (6)Sulla fantomatica sorpresa geologica, detta anche bufala geologica, si è già detto, scritto e riso molto, e non è quindi il caso di ritornarci ulteriormente. Così come (sia pure qui entrando nel campo delle stime, che sono sempre opinabili) si è anche detto, sulla base di quantificazioni effettuate da chi se ne intende di lavori pubblici, che l’adeguamento delle strutture del progetto alla nuova normativa avrebbe potuto portare ad un incremento dei costi di costruzione non superiore a 100.000/150.000 euro, molto di meno, cioè, di quanto calcolato dalla Fontescodella Piscine s.p.a..

Ma se qualcuno pensava che il massimo della presa in giro per la collettività maceratese in questa vicenda stesse nella bufala geologica, ebbene, si sbagliava, perché aveva omesso di considerare la magica invenzione della seconda piscina nella frazione di Piediripa, sin qui colpevolmente sottovalutata dai tanti, me compreso, che hanno scritto in lungo ed in largo sull’assurdo (per come è stato gestito e condotto) sogno meschiniano-caranciniano del nuovo polo natatorio.

 

Il 21 ottobre 2009 l'inaugurazione del centro sportivo di Piediripa

Il 21 ottobre 2009 l’inaugurazione del centro sportivo di Piediripa

In realtà – come si vede dalle foto a corredo dell’articolo e come risulta anche dallo stesso sito del Comune – tale nuova piscina, inaugurata nell’ottobre 2009 a Piediripa, in via Volturno, consiste solamente in una piccola vasca coperta e seminterrata di forma strana, tra l’ovale e il semicircolare, della dimensione di circa 70 metri quadrati, in cui, per la configurazione e l’esigua metratura, nemmeno si può nuotare, ma solo fare un po’ di acquagym e di ginnastica di gruppo, con una presenza contemporanea in acqua di pochissime persone. La struttura, peraltro ottimamente gestita da una società denominata “I ludi di Apollo”, fa parte di un centro sportivo polivalente con un ambito sostanzialmente di quartiere, o poco più, e ovviamente nulla ha a che spartire con l’indebito utilizzo che la Fontescodella Piscine s.p.a. ne ha fatto per sostenere la propria variante del settembre 2012, fondata anche, come si é visto, sulla patetica scusa dei minori ricavi per una presunta nuova attività concorrenziale nel frattempo sorta nell’ambito dello stesso territorio comunale.

In buona sostanza – ora distogliete gli occhi dalle foto e leggete attentamente – secondo le argomentazioni della Fontescodella Piscine s.p.a., e di chi ha fatto finta di crederci, la realizzazione nel 2009 di tale minuscola vasca di quartiere, nemmeno destinata al nuoto (ma solo all’acquagym), avrebbe alterato, con un prevedibile significativo minor bacino di utenza nelle nuove piscine da edificare, addirittura l’equilibrio del Piano Economico Finanziario previsto per il megapolo natatorio di Fontescodella, nato e progettato con tanto di vasche di livello olimpionico, omologabili e destinate ad ospitare, secondo i dettami del CONI e delle Federazioni interessate, competizioni agonistiche nelle discipline del nuoto e della pallanuoto (e forse dimentico qualcos’altro, credo il nuoto sincronizzato)! Incredibile, ma purtroppo è tutto vero, messo nero su bianco dalla Fontescodella Piscine s.p.a. e avallato senza arrossire da chi avrebbe dovuto controllare e verificare.

Centro_Sportivo_Polivalente_Piediripa_Extil-4Di tale esilarante argomentazione, a dire il vero, non si è preoccupata nemmeno la PCQ s.r.l., la società anconetana incaricata di validare il progetto di variante e la sua conformità al progetto posto a base di gara. Nei giorni scorsi i contenuti della relazione, per adesso solo parziale, della PCQ sono usciti sulla stampa, e per l’Amministrazione in verità non sono stati zuccherini: si è parlato infatti di documentazione fornita a puntate, e solo dietro diverse sollecitazioni, sia dal Comune di Macerata che dalla Fontescodella Piscine s.p.a.; di una ulteriore variante decisa d’ufficio in corso di validazione, precisamente nell’aprile 2013, dallo stesso Sindaco Carancini, oramai ingegnere oltre che avvocato; del mancato esame, per omissioni della società concessionaria nella messa a disposizione dei documenti utili, dei progetti degli impianti idrici, meccanici ed antincendio (in sostanza, il cuore della struttura natatoria); di anomalie e di errori riscontrati sia nel progetto a base di gara che nel progetto esecutivo presentato dalla Fontescodella Piscine s.p.a.; di un contributo regionale di 300.000 euro inizialmente non previsto (elemento che, in quanto non prevedibile, pure ha alterato il bando di gara); di raffronti di costi basati su prezziari riferiti ad anni diversi, e quindi non omogenei; di una conclusione finale che, con un apparente gioco di parole, pur sostenendo che le variazioni al progetto iniziale non presentano caratteristiche delle varianti non essenziali (e quindi, in poche parole, sono essenziali, cioè tali, ad avviso mio e di molti, da richiedere una nuova gara), lascia in sospeso il giudizio definitivo, comunque non dimenticandosi di invitare l’Amministrazione a valutare in sede di autotutela l’opportunità di una risoluzione del contratto.

Centro_Sportivo_Polivalente_Piediripa_ExtilMolto, quindi, e di notevole rilievo per chi volesse realmente ascoltare, nella relazione della PCQ, ma niente sulla cosiddetta piscina di Piediripa, presa per buona come tale (cioè come impianto in grado di svolgere concorrenza alle pompose piscine olimpioniche previste a Fontescodella) da tutti, anche da coloro, in primo luogo l’Amministrazione Comunale, consiglieri comunali vari e l’Ufficio Tecnico, che ben avrebbero dovuto conoscerne le reali caratteristiche. Se non altro perché il nuovo impianto di Piediripa non è spuntato dal nulla come un fungo dopo un giorno di pioggia, ma è stato realizzato a seguito di uno specifico accordo pubblico-privato proprio con il Comune di Macerata e con il contributo di quest’ultimo, che mise a disposizione per tale struttura sportiva polivalente di quartiere il terreno edificabile e poi, nella persona dell’allora Sindaco Meschini, il 21 ottobre 2009 presenziò alla festosa inaugurazione, con tanto di successiva partita a calcetto tra consiglieri comunali di varia estrazione politica (suppongo – anche se non ero presente – con Carancini, all’epoca capogruppo del PD, in campo e Meschini in veste di arbitro).

Centro_Sportivo_Polivalente_Piediripa_Extil (3)Insomma, nella tragicomica vicenda del polo natatorio si sta disinvoltamente passando di bufala in bufala, nel mentre il tempo passa correndo dietro alle assurde pretese della società concessionaria (il cantiere sarebbe dovuto partire nell’estate del 2009) e i cittadini maceratesi sempre più arrabbiati ancora aspettano che si concretizzi il miraggio sempre più lontano delle nuove piscine; nel mentre la ditta capofila delle varie imprese confluite nella Fontescodella Piscine s.p.a., la Sielpa, peraltro l’unica del raggruppamento titolare della necessaria attestazione SOA, ha di recente presentato un’istanza di concordato preventivo e probabilmente adesso è in tutt’altre faccende affaccendata (anche perché il freschissimo decreto del “fare” del governo Letta ha reso più complicata e restrittiva tale procedura concorsuale); e nel mentre non si sa quale banca potrà finanziare l’opera, arrivata a costare quasi tredici milioni di euro, e chi potrà fornire la relativa fideiussione.

Che dire, quindi? Solo parolacce qui non trascrivibili per motivi di pudore e la sentita preghiera al Sindaco Romano Carancini – più volte invero già da noi inutilmente avanzata – di abbandonare una volta per tutte lo scivoloso sentiero nel quale, a proprio rischio e pericolo, si è da tempo testardamente incamminato e di raccogliere i velati inviti della PCQ s.r.l. e quelli ben più espliciti e ad anche ben motivati venuti nei giorni scorsi dal capogruppo del PD Andrea Netti e ancora prima dal consigliere comunale PDL Riccardo Sacchi (caso più unico che raro di esplicita, sia pure involontaria, convergenza di vedute tra maggioranza e opposizione consiliare) a risolvere il contratto con la Fontescodella Piscine s.p.a., a girare finalmente pagina e a cominciare a pensare in maniera seria al modo di dotare la città di Macerata di nuove dignitose piscine. Non sarebbe ormai ora? 

(Foto-servizio di Lucrezia Benfatto)

 

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