La Giunta Carancini
fa acqua da tutte le parti

Il buco in bilancio da nascondere fino all'ultimo per far approvare a tutti i costi il polo natatorio. La verifica silenziosa della maggioranza di centrosinistra ha ricompattato la vecchia storia meschiniana e la nuova storia caranciniana
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bommarito-giuseppedi Giuseppe Bommarito

Due importanti notizie in questi giorni per i cittadini maceratesi, una buona e una cattiva.

Cominciamo dalla prima, che è anche uno scoop e sicuramente porterà sollievo in tutto il circondario: la verifica politica di maggioranza originariamente prevista per la metà del mandato Carancini, ed ora rilanciata da Massimiliano Bianchini, capogruppo di Pensare Macerata, sull’onda del recentissimo buco di bilancio di 800 milioni di euro (leggi l’articolo), difficilmente avrà luogo. Oppure sarà condotta in maniera molto amabile e comunque riservata, perché ciò che si doveva discutere è stato già discusso e perché la realpolitik, gli equilibri politici, il senso di responsabilità, i vincoli di mandato, la voglia di non tornare tutti a casa anticipatamente (come peraltro sarebbe proprio giusto) e altre amenità del genere, impongono ormai al centrosinistra di sopportare di tutto e di più, e quindi anche i sempre più clamorosi difetti di informazione e di condivisione dei problemi da parte del Sindaco.

Consiglio-comunale-11Dico la verità, questa appena esposta non è una notizia in senso tecnico, è solo una mia idea, ma tutto porta a ritenere che questa volta sarà evitato quel ridicolo ed estenuante braccio di ferro di un anno fa tra Romano Carancini e i suoi fieri oppositori interni, che non portò a nulla e non ebbe né capo né coda. La verifica vera, infatti, senza che nessuno se ne sia accorto e comunque in maniera molto più costruttiva (chiaramente non a favore della città di Macerata, ma solo nell’ottica dei grandi manovratori pidiellini), si è già svolta in queste ultimissime settimane all’interno del PD.

In questo periodo il Sindaco Carancini, che in realtà – come si è visto – aveva ben altre emergenze sociali e finanziarie alle quali porre attenzione (ma non poteva farlo, perché, se avesse subito evidenziato il buco di bilancio, ben maggiori nella sua maggioranza sarebbero state le resistenze alla decisione di regalare un milione e mezzo di euro alla Fontescodella Piscine s.p.a.), ha evidentemente preteso ed ottenuto dalla sua riottosa maggioranza di centrosinistra, dietro adeguato contraccambio, la piena adesione alla rimodulazione dello strano affare del polo natatorio, nonostante i nasi tappati per la puzza proveniente dalla zona di Fontescodella (qui infatti è stata segnalata la carcassa di una bufala geologica, tuttora da rimuovere), gli ipocriti ripensamenti, i falsi distinguo, i brontolii nemmeno troppo celati, le assenze strategiche in Consiglio Comunale al momento del voto dell’atto di indirizzo.

Consiglio-comunale-7Le contropartite – ovviamente non esplicitate – di questa ritrovata unità di intenti, impensabile sino a pochi mesi fa (e tale per cui, volenti o nolenti, amici e compagni dovranno mandar giù anche il non casuale silenzio caranciniano sino all’ultimo minuto utile sul buco di bilancio, in realtà già conosciuto da qualche settimana), arriveranno a breve e riguarderanno con ogni probabilità la scelta del nuovo dirigente dei Servizi Tecnici del Comune (l’ing. Cesare Spuri, ormai in vista della scadenza del suo contratto, considerato sino all’altro ieri ostacolo abbastanza insormontabile per la sinistra del mattone cittadina e al tempo stesso una pedina inamovibile per Romano Carancini, emigrerà a breve verso altri lidi), lo sblocco della megalottizzazione Valleverde, un rinnovato impegno del Comune per lo svincolo di San Claudio e, chissà, forse anche la prosecuzione di quella strada compresa tra via Mattei e via Cincinelli, vicino alla nuova rotatoria, che tanto interessa alcuni maggiorenti del nostro PD.

commissione-urbanistica-piscine-4Ecco quindi che la verifica silenziosa di queste ultime settimane ha segnato il pieno e totale ricompattamento della nuova storia caranciniana con la vecchia storia meschiniana, ricompattamento immortalato plasticamente dagli sforzi acrobatici del capogruppo PD Narciso Ricotta, già strenuo oppositore di Carancini dalla sua elezione in poi e più volte in guerra aperta con il Sindaco proprio sulle nuove piscine, di motivare e sostenere fantasiosi emendamenti al già fantasioso atto di indirizzo per la riconfigurazione dell’imbroglio natatorio. Ed ecco che questa verifica svolta sottotraccia, nelle segrete stanze, nel mentre ha reso evidente a tutti anche lo strapotere consiliare del PD e la conseguente totale insignificanza dei vari partitini alleati dell’estrema sinistra (da SEL a Pensare Macerata, passando per la Federazione della Sinistra e per i Verdi, ed includendo pure l’IDV in questa elencazione di palese irrilevanza), ridotti al rango di utili vassalli, ha pure trasformato Romano Carancini da protagonista di una appena abbozzata nuova storia urbanistica cittadina ad alfiere di quella che l’impresa a suo tempo seconda classificata nella gara per le nuove piscine, parlando appunto del polo natatorio e dell’ormai famosa bufala geologica, ha sprezzantemente e giustamente definito come “una banale operazione immobiliare da palazzinari anni settanta”.

Ora però,  con il cuore pieno di letizia per questo rinnovato amore condiviso sbocciato all’interno del PD maceratese e del suo gruppo consiliare, è il momento di passare alla brutta notizia, questa purtroppo vera e reale al cento per cento: l’imbroglio natatorio di Fontescodella si farà (salvo sorprese giudiziarie, che, se mai arriveranno, non saranno certo tempestive). Sì, è così, ormai non ci sono più dubbi. Romano Carancini, a proposito delle nuove piscine, nel 2010, subito dopo la sua ascesa allo scranno cittadino più alto, evidentemente ebbe a dire tra sé e sé, citando in maniera inconsapevole Vittorio Alfieri: “Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli”, e, porca miseria, si è incaponito e non c’è stato più modo di smuoverlo neanche di mezzo centimetro (questo, a dire il vero, solo per chi ha tentato di opporsi, perchè la Fontescodella Piscine s.p.a., nel quadro della rimodulazione che però non sarebbe un ridimensionamento – a dimostrazione che la matematica è solo un’opinione soggettiva – è riuscito a smuoverlo per ben altre metrature, chiaramente tutte a favore proprio della società concessionaria: come è ormai noto a tutti, la superficie complessiva delle piscine è infatti diminuita, mentre è sensibilmente aumentata quella destinata al commerciale).

piscine-0000E, nonostante le cannonate, Romano per arrivare a cotanto risultato – bisogna riconoscerlo – ha fatto proprio di tutto: ha evitato per anni di mettere in mora la Fontescodella Piscine s.p.a., riottosa a far partire le ruspe senza aver prima fatto cassa in Comune; ha cercato di inserire nel bilancio preventivo del 2011 un milione e mezzo di euro destinato alla Fontescodella Piscine s.p.a. prima ancora che il contenzioso con questa fosse venuto alla luce; ha preso per buona la bufala geologica senza nemmeno preoccuparsi di chiedere uno specifico parere professionale al riguardo, spendendo però al contempo una barca di soldi per un parere legale completamente inutile in considerazione del quesito formulato; si è scordato di andare a rileggersi le risultanze del piano di assetto idrogeologico ed altre relazioni geologiche relative a quella zona già in possesso del Comune; ha sorvolato sul fatto che tutte le modifiche progettuali proposte dalla concessionaria servivano solo ad ampliare alla grande la superficie commerciale; ha anticipato da tempo anche la quota parte gravante sull’Università del mutuo inutilmente acceso da anni; ha portato avanti con la società concessionaria una trattativa del tutto solitaria e per nulla condivisa con le forze politiche (sia di maggioranza che di minoranza), obliterando di fatto anche l’ateneo; ha consentito uno stravolgimento del progetto originario, che non può certo dirsi a favore della collettività maceratese; ha fatto esporre su questa triste vicenda tutto il vertice della burocrazia comunale ai primi di agosto di quest’anno per coprirsi le spalle; per finire, e per pararsele ancora meglio le spalle, si è inventato un fantascientifico atto di indirizzo del Consiglio Comunale a cose già fatte (una recita quindi del tutto inutile, in cui l’unica cosa veramente significativa, e sicuramente deplorevole, è stato l’inaspettato passaggio del consigliere Uliano Salvatori dall’opposizione al sostegno della maggioranza in nome di un imperativo categorico dal vago sapore garibaldino: qui o si fanno le piscine o si muore) e davanti all’assise consiliare è arrivato persino a negare la rilevanza della bufala geologica prima negata ed infine ammessa, peraltro testualmente riconosciuta e messa espressamente a presupposto della rimodulazione dell’impianto nella delibera di Giunta n. 256 del 29 agosto 2012.

Insomma, in questa brutta storiaccia la legalità, il rispetto delle norme e del buon senso, i giusti procedimenti amministrativi, sono stati considerati carta straccia e messi sotto i piedi da Romano Carancini e dalla sua arrogante maggioranza di centrosinistra. Tanta è stata la foga di dare semaforo verde alla società concessionaria che la parte pubblica, cioè principalmente il Comune, nemmeno si è preoccupata di pretendere che fosse di propria nomina il Direttore dei Lavori o quanto meno l’esperto contabile al fine di evitare che, in sede di futura esecuzione dei lavori, la contabilità degli stessi venga redatta solo dalla Fontescodella Piscine s.p.a., graziosamente elevata così al rango di soggetto addetto al controllo di se medesimo.

Macerata ad ogni buon conto avrà (ma lo avrà veramente?) il suo mare in città, il suo agognato polo natatorio: olimpionico, anzi, no; a norma per le gare federali, anzi, no; sicuramente miracoloso, tuttavia, perché testimonierà anche ai posteri che una sostanziosa rimodulazione del progetto non è una modifica sostanziale dello stesso. La trasparenza tanto sbandierata in campagna elettorale però si è salvata: dall’inizio alla fine di questa storiaccia la Giunta Carancini, in perfetta continuità con la Giunta Meschini, è stata sempre a fianco, in maniera veramente trasparente, della Fontescodella Piscine s.p.a..



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