Calamante Sielpa, la rabbia
dei 123 lavoratori:
“La crisi edile non è l’unica causa”

Durante lo sciopero di 8 ore proclamato per oggi rappresentanti sindacali e decine di dipendenti dell'azienda che ha una sede ad Appignano e una a Grottaccia di Cingoli hanno fatto sentire la loro voce: "Dobbiamo pagare mutui e bollette". I sindacati: "E' il gruppo edile più grande della nostra provincia, deve rispettare gli accordi"
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Da sinistra Primo Antonelli, Massimo De Luca e Sergio Campanari

 

di Alessandra Pierini

Clima di forte tensione e grande preoccupazione questa mattina nel Comune di Appignano dove i rappresentanti sindacali e decine di lavoratori delle ditte Calamante e Sielpa con sede ad Appignano e a Grottaccia di Cingoli hanno testimoniato la difficilissima situazione dell’azienda e soprattutto l’incertezza dilagante che ha investito negli ultimi mesi il futuro dei dipendenti (leggi l’articolo).

Sono 123 i dipendenti che hanno deciso oggi di scioperare per otto ore per manifestare  il loro malessere. Tra di loro si intrecciano storie diverse, c’è chi lavora alla Calamante Sielpa da decenni, chi da molto meno tempo, ma preferiscono non esporsi alle telecamere, troppa paura di perdere il lavoro e allora davvero sarebbe toccare il fondo. Per ora i dipendenti sono in cassa integrazione anche se l’azienda doveva anticipare delle somme che ad oggi non sono ancora arrivati.

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I lavoratori presenti in sala

Si parla di crisi dell’edilizia che sicuramente è terribile e sta spingendo molte imprese sull’orlo del baratro, sicuramente l’emergenza è tangibile ma in questo caso, come lamentano i dipendenti, non è solo questo. «La crisi può avere inciso per un 20% ma non è la causa di tutti. Calamante e Sielpa riforniva tutte le Marche, aveva anche clienti in Emilia Romagna e persino in Polonia. Non può essere che finisca tutto così». Al di là degli stipendi non pagati e della difficoltà ad andare avanti quello che più preoccupa i presenti è la difficoltà nel comprendere le reali intenzioni dei titolari che non esprimono con chiarezza il loro progetto industriale e che hanno puntualmente disatteso accordi e promesse fatte finora.

Sono i sindacati ad entrare nel dettaglio: «Sia la Sielpa che la Calamante – insiste Sergio Campanari della Feneal Uil –  non hanno rispettato gli accordi sottoscritti con noi e con la Regione Marche. Le due aziende sono in cassa integrazione straordinaria per un anno, a partire da novembre, la pratica va al Ministero che firmerà in 5 o 6 mesi. Abbiamo chiesto all’azienda che erogasse ogni mese almeno 700 euro prendendoli dal trattamento di fine rapporto. Ad oggi non ha rispettato quanto sottoscritto e quattro stipendi arretrati rendono la situazione drammatica. Per di più questa azienda non fa la rotazione, quindi lavorano quasi sempre gli stessi, il futuro lo vedo nero».

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Massimo De Luca e Sergio Campanari

Molto critico Primo Antonelli della Filca Cisl: «Non si riesce a creare un dialogo costruttivo e rispettoso delle parti, c’era un impegno, l’azienda doveva pagare ottobre entro oggi e non è stata fatto. Per ora lo sciopero ma da domani valuteremo altre iniziative. Sono lavoratori altamente specializzati, hanno famiglie, mutui e bollette da pagare»

«Ad essere in difficoltà è il gruppo nel mondo edile più grande della nostra provincia – ci spiega Massimo De Luca Fillea Cgil – nello scorso trimestre abbiamo registrato meno due milioni di massa salari e negli ultimi due anni si sono persi, solo nell’edilizia, 1400 posti di lavoro. Piccoli passi dalle istituzioni sono stati fatti ma bisogna fare molto di più».

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FOCUS – La Sielpa è la più grande cava a livello regionale, si trova nella zona di Grottaccia di Cingoli e  conta 94 dipendenti. La Calamante, è invece un’ impresa di costruzioni, con 29 dipendenti e  sede ad Appignano. la proprietà delle due aziende è la stessa.

Nella storia delle due aziende è possibile rintracciare importanti lavori tra i quali grandi capannoni industriali, lavori stradali e autostradali.
Tra le altre hanno realizzato le scogliere della costa marchigiana, l’ex discoteca Odissea, il centro commerciale Zeta di Ancona, l’immobiliare Esagono a Piediripa, la sede della Guzzini ILluminazione e la diga di Castriccioni a Cingoli. Più di recente l’azienda ha lavorato a Macerata per la riasfaltatura di via Roma (leggi l’articolo).

(foto Cronache Maceratesi)

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