Pambianchi: “Nessuna battaglia strumentale,
sulle piscine restano dubbi più che legittimi”

L'avvocato maceratese risponde a Carancini e rivendica le proprie perplessità: "La Fitness Best è così esperta in gestione di impianti natatori che basta inserire su Google il nome dei soci per capire chi sono". Il consigliere Claudio Carbonari (FdI) preferisce non entrare nel merito: "La comunicazione dell'Autorità è coperta da segreto, attendo le decisioni finali. Il dato vero è che i costi sono lievitati"
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Graziano Pambianchi

L’avvocato Graziano Pambianchi

di Marco Ricci

Le ultime polemiche sulle piscine hanno tirato in ballo anche Graziano Pambianchi, il noto avvocato e politico maceratese del Partito Democratico le cui posizioni critiche rispetto alle decisioni assunte dalla giunta sono state definite “strumentali” dal sindaco Romano Carancini, durante l’intervista rilasciata a Cronache Maceratesi  (leggi l’articolo). E Graziano Pambianchi, a cui non è mai mancata una certa vis polemica nonché l’indole battagliera, non ci sta. E ribatte al sindaco ribadendo le proprie convinzioni e rivendicando il ruolo di colui che lo va dicendo da un pezzo.

“Non ho mai preso posizioni strumentali – ha esordito Pambianchi – Io ho sempre e solo espresso a viso aperto il mio pensiero e rivolto le mie osservazioni al sindaco, mettendoci la faccia in una battaglia che fino a poco tempo fa ho condotto praticamente da solo. E mi fa piacere, debbo dire, che adesso anche altri attenti osservatori la pensino come me. In ogni caso – ha proseguito –  visto che il sindaco ha espresso chiaramente alcuni concetti, mi farebbe piacere avere da lui anche qualche altra risposta. Vengo a sapere  – dici riferendosi all’intervista del sindaco – che era stato previsto fin dall’inizio l’inserimento nella compagine sociale della Fontescodella Piscine Spa di persone esperte in grado di gestire l’impianto natatorio. Bene – ha proseguito Pambianchi con un certo sarcasmo sull’ingresso della Fitness Best di Roma – debbo allora dire che è stato senz’altro trovato un soggetto esperto nella gestione di piscine e di club nautici, un soggetto così esperto che è sufficiente andare su Google e cercare i nomi di Luigi Barelli e di Antonio De Pascale per farsi un’idea della loro esperienza. A questo punto sarebbe anche interessante sapere chi ha suggerito questi nomi, come si è arrivati a contattarli e perché”. Neppure troppo velato, il riferimento di Pambianchi va a quel nugolo di società di cui Luigi Barelli, fratello dell’ex presidente di Federnuoto, e Antonio De Pascale sono gestori o soci (leggi l’articolo).

Pambianchi, prendendo sempre dall’intervista del sindaco, si toglie un altro paio di sassolini. “Sempre dalle parole che leggo – ha continuato – apprendo che Romano Carancini ha dato l’incarico di validazione del progetto delle piscine alla Pcq anche per un motivo di trasparenza e di garanzia di terzietà. Bene, per il sindaco dunque una società terza pagata dal Comune sarebbe più terza dei dipendenti comunali durante l’espletamento delle loro funzioni. Non posso allora che rifarmi a un detto caro agli avvocato americani secondo i quali il parere imparziale non esiste perché è sempre a favore di chi paga. Ma tralasciando questo – è andato avanti Pambianchi – sempre nell’intervista al sindaco leggo che sarebbe stata una banca, probabile finanziatrice dell’operazione, a chiedere che il piano economico-finanziario su cui si reggeranno le piscine venisse prodotto da una società esterna. Il sindaco allora, invece di parole e di buone intenzioni, si faccia dare degli affidavit da questa banca, dica di quale banca si tratta o chieda a questa banca di venire fuori. Anche perché, come sappiamo bene, questo non è certo il periodo migliore per le banche e forse, in certi casi, fidarsi è bene ma non fidarsi sarebbe meglio“.

claudio Carbonari

Il consigliere comunale, Claudio Carbonari

Dopo questi lunghi giorni di polemica non si poteva non chiedere una battuta a Claudio Cabonari, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia che ha presentato l’esposto all’Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici il cui parere – ancora non definitivo – ha fatto molto discutere. Pacato nei toni e sereno nell’attendere la decisione finale che verrà presa dall’Autorità dopo le controdeduzioni dell’amministrazione, Carbonari ha preferito non entrare nei dettagli. “In questa fase la comunicazione dell’Autorità di Vigilanza è coperta dello stesso segreto istruttorio di un procedimento penale e lo sarà fino a quando l’Autorità non arriverà alla decisione finale, ragion per cui – ha spiegato Carbonari – preferisco attenermi alle regole. Ci tengo però  a sottolineare – ha spiegato – che non siamo ad una decisione definitiva. Io ho fatto un esposto all’autorità comunicando via via l’evoluzione dei fatti e l’Autorità ha deciso di indagare, fino a quando sono arrivati a questa prima relazione. Sono anche stato chiamano per sapere se volessi essere ascoltato, ma io credo che valgano di più i documenti delle mie parole. Probabilmente anche io presenterò entro venti giorni con delle controdeduzioni e sarà alla fine il soggetto terzo a dire se è stato fatto tutto bene oppure no. Io ho sollevato dei dubbi, ma se a quel punto per l’autorità sarà tutto a posto ne prenderò serenamente atto. In questo momento non si può parlare sui giornali, in quanto ritengo che il segreto valga più della comunicazione”. Claudio Carbonari, amareggiato per la “mistificazione e  l’acredine” con cui è stato accolto il suo esposto all’autorità di vigilanza, ha ricordato che già da tempo aveva “invitato l’amministrazione a trovare una soluzione migliore”, tenendo poi a precisare che, come consigliere di opposizione, ha esclusivamente “fatto il mio dovere. Quello di cui però non si parla e di cui parlerò ampiamente al termine dell’istruttoria – ha concluso Carbonari – è quanto il costo dell’impianto sia lievitato rispetto alle previsioni iniziali. E questi sono soldi pubblici, sono soldi dei cittadini”.

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