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Cas, l’ultima bozza
dimentica gli sfollati fuori regione

SISMA - Nel documento per cui manca solo l'ok delle Marche viene tolto il contributo anche a chi ha una casa agibile nel proprio Comune o in uno confinante. Le sae, per chi viveva in affitto, si pagano
martedì 29 Gennaio 2019 - Ore 19:55 - caricamento letture
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Angelo Borrelli, capo della Protezione civile nazionale

 

di Federica Nardi

Appennino Umbro-Marchigiano, terra di confini labili. Ma non per la Protezione civile, che con l’ultima bozza della riforma del contributo di autonoma sistemazione, taglia fuori dai fondi chi è andato a vivere fuori regione dopo aver perso la casa. Se qualche sfollato insomma, magari per comodità, ha preferito residenza o domicilio a Colfiorito invece che a Porto Recanati, all’approvazione dell’ordinanza si vedrà togliere il contributo. E non finisce qui. Chi ha avuto casa lesionata e ne ha un’altra non occupata nel Comune di residenza o confinante, perderà allo stesso modo il cas. Non si considerano insomma i gestori di B&b o chi vive affittando occasionalmente ai turisti. Così, oltre al danno all’attività economica, perderanno anche il sostegno dello Stato. Nell’ultima versione del documento tornano anche le “sae in affitto”: chi prima pagava l’affitto in casa, ora pagherà le mensilità nella sae come in una casa popolare con uno sconto del 30 percento. Per approvare il documento manca solo l’ok della Regione Marche.

A mantenere il cas alle attuali condizioni saranno quattro categorie. Chi ha casa inagibile e non ha altra casa agibile nel proprio o in un Comune confinante. Gli affittuari, solo se il locatario presenta il progetto per la riparazione dei danni lievi e solo se si impegnano e rientrare nella casa dove vivevano inaffitto. In base all’Isee, chi ha perso la fonte di reddito a causa del sisma. E infine chi si è separato (anche senza pronunciamento giudiziario), nel senso che i coniugi non verranno più considerati un unico nucleo familiare. Per gli altri cambiano diverse cose.

Per chi era in affitto (e non intende rientrare dov’era prima) il cas diventa la differenza tra l’attuale e il precedente affitto, per un massimo di 600 euro mensili. A chi vive in comodato d’uso gratuito andrà la metà del cas. Si riconferma l’idea di pagare il Cas a chi decide di comprarsi o costruire un’altra casa, sia dentro che fuori cratere: ai proprietari 30 mensilità anticipate del contributo, agli affittuari sei (finanziamento a metà per chi ha avuto danni lievi). Per chi vive ancora in albergo a due anni e mezzo dal terremoto, la proroga è fino al 30 aprile 2019. In alcuni casi potrebbe anche slittare ulteriormente. Dal documento, inoltre, non si capisce se la riforma del cas riguarderà solo chi viveva in case con “danni lievi” (schede Aedes B) o anche i danni pesanti, che non vengono mai menzionati nelle premesse. Qualche riconferma rispetto alle bozze precedenti: il cas smette di essere erogato dopo dieci mesi dalla concessione di contributo per i lavori dei danni lievi. Agli studenti 300 euro mensili. Per calcolare il cas conteranno anche i badanti (con un impegno in casa non inferiore di 25 ore settimanali).

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