«Misure drastiche di semplificazione»,
Crimi a porte chiuse
lancia la sfida ai sindaci del cratere

SISMA - Il delegato alla Ricostruzione ieri ha paventato un taglio netto alle procedure. Ai primi cittadini: «Aspetto le vostre proposte. Spero che questi atti di coraggio diventino una battaglia di tutta la comunità». Sul tavolo anche il problema delle assicurazioni per il terremoto, bloccate nelle casse statali

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Vito Crimi in assemblea con i sindaci a Tolentino

 

di Federica Nardi

«Io il coraggio di proporre misure drastiche di semplificazione ce l’ho. In questo coraggio però vorrei avervi dietro. Io spero che questi atti di coraggio diventino una battaglia di tutta la comunità. Perché sapete bene che quando si parla di semplificazione sembra che stai aprendo al possibile illecito. Non è sempre così». Vito Crimi ieri, a porte chiuse, si è rivolto così ai sindaci del cratere sismico maceratese riuniti al Politeama di Tolentino, dopo aver ascoltato i loro interventi sulle criticità a due anni dal terremoto. Un discorso di un tenore diametralmente opposto a quanto detto in apertura, dove il sottosegretario e delegato dal governo alla Ricostruzione, aveva ricordato che la «semplificazione non è una panacea» e che «le regole ci sono perché negli ultimi 10 anni ci sono stati sempre più casi di mala gestione».

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Vito Crimi

Insomma, tempo due ore e Crimi ha aggiustato il tiro, e di molto. Il sottosegretario si è detto pronto al «coraggio della semplificazione». Ammettendo anche di aver «tenuto il piede sul freno nell’ultimo mese quando i colleghi parlamentari mi hanno sottoposto decisioni molto coraggiose. Perché ho detto: aspettiamo un attimo, vediamo prima il quadro generale. Io presenterò il mio conto al governo, dicendo “questo è quello che serve”. E spero sia l’ultimo definitivo provvedimento che tocchi la legge 189 (quella sul sisma, ndr) e risolva il 90 percento dei problemi». Crimi attende proposte sintetiche dai sindaci nelle prossime due, tre settimane. I correttivi, comprese misure aggiuntive per i Comuni più colpiti, dovrebbero arrivare con il decreto dedicato alle aree colpite dallo sciame sismico dell’area etnea. Uno dei problemi maggiori evidenziati da alcuni sindaci durante l’assemblea privata con Crimi è stato quello dell’impossibilità di spendere i soldi delle “assicurazioni terremoto” che molti enti avevano stipulato negli anni passati. L’ex commissario alla Ricostruzione, Paola De Micheli, infatti con un’ordinanza aveva fatto confluire le somme liquidate ai Comuni nella struttura commissariale, destinandole al piano delle opere pubbliche. I Comuni che non avevano ancora impiegato le somme (la data discrimine è il 19 dicembre del 2017) se le sono viste finire insomma nelle casse statali, senza poter decidere pienamente dove e come investirle. Nel caso di Cingoli c’è anche pendente un ricorso al Tar, proprio perché il Comune ha bisogno dei soldi dell’assicurazione per acquistare il terreno dove ricostruire la scuola. Un problema che Crimi ha ammesso di non conoscere e per cui valuterà eventuali soluzioni.

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