Sae costruite sulla falda,
la fine lavori slitta di un anno:
70 famiglie ancora in cantiere

VISSO - Nell'area di Villa Sant'Antonio è arrivata una proroga di 229 giorni per la fine delle opere di urbanizzazione. E' la seconda volta che succede e le casette sono già abitate. Il problema ricorrente: la presenza di acqua a nemmeno un metro sotto terra. Un fattore che dal 2017 ha fatto lievitare i costi dell'appalto: da 2 a 5 milioni di euro
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Materiali accatastati sull’argine del fosso. Dietro: alcune sae dell’area Villa Sant’Antonio

di Federica Nardi

Il benvenuto a Visso, comune devastato dallo sciame sismico di due anni fa, lo danno le case sventrate di villa Sant’Antonio e a seguire un lungo fiume che fa mostra di materiali neri in plastica ammassati sull’argine in attesa della fine dei lavori. In zona questa è l’ultima area di soluzioni abitative d’emergenza (sae) per gli sfollati del sisma dove le cosiddette opere d’urbanizzazione, cioè quelle che dovevano essere consegnate prima delle casette vere e proprie, sono ancora in corso. Per consegnare il prima possibile anche in altri Comuni i residenti sono scesi a patti con i tempi dei lavori e sono entrati nelle sae con i cantieri in opera appena fuori dalla porta. Ma qui il cantiere finirà, secondo le carte, tra quasi un anno. Nell’area vivono circa 70 famiglie, per altrettante sae.

Gli sbancamenti nella zona sono iniziati nella primavera del 2017 e da allora i lavori non sono mai finiti. Le ultime casette realizzate dell’area Villa Sant’Antonio, sono già abitate da maggio. Nei documenti del ministero l’urbanizzazione degli ultimi due lotti (sono quattro in tutto) risulta terminata infatti il 6 maggio del 2018. Ma nel frattempo la Regione a dicembre, accogliendo la richiesta di variante del direttore dei lavori, ha prorogato la scadenza di 229 giorni. Quasi un altro anno intero. E’ la seconda volta che succede. La prima era stata a maggio scorso: erano stati dati 260 giorni in più. Sarebbero dovuti finire, senza la seconda proroga, qualche giorno fa. Il costo del cantiere, variante dopo variante, è lievitato da circa 2 a 5 milioni di euro. I problemi con l’area scelta sono stati subito chiari alla ditta che ha preso l’appalto. A spiegarlo il direttore dei lavori all’Erap Marche, in una nota di maggio 2018 in cui si chiede la prima variante con relativo aumento del prezzo di circa 1 milione. L’area infatti si trova vicino a un fiume, presenta una falda molto superficiale -con «acque sorgentizie presenti già ad una profondità di 70 centimetri», si legge nella relazione – sono necessari quindi molti lavori per sistemare il deflusso delle acque. Che creano problemi anche alle lavorazioni. E inoltre il progetto iniziale ha molte barriere architettoniche e vie troppo strette a fronte invece di numerosi mezzi (dato il numero di casette) che dovranno passare. Sono da sistemare anche i pali del telefono.

 

Tra maggio e agosto del 2018 vengono commissionate una redazione geologica per mille e 100 euro, sondaggi del terreno per quasi 18mila euro e due progetti per paratie e il consolidamento dell’argine per un totale di altri 23mila e 600 euro. Ma non basta perché il progetto sarà ancora da rivedere. Il 5 dicembre, circa otto mesi dopo la consegna delle sae ai residenti, il direttore dei lavori riscrive all’Erap: con il responsabile unico del procedimento, Stefano Stefoni della Regione, si sono concordati altri interventi. Il problema ricorrente: «notevole presenza di acqua». Si dovranno realizzare tra gli altri un rinforzo a valle dell’area per una maggiore protezione dal fosso delle Rote e tutta una serie di opere per convogliare l’acqua, contenerla, drenarla. Nuove condotte delle acque nere, la barriera stradale per i residenti, ghiaietto sulle vie (richiesta, si legge nel documento, dell’amministrazione), sostituzione di alcune ringhiere e così via. Altri 229 giorni di lavori e ulteriori 766mila euro. L’impresa che si occupa dei lavori è una delle conzorziate della C.E.V. Consorzio Edili Veneti. Si tratta della Laurentina gruppo Sabbatini srl, in associazione temporanea di impresa con Società adriatica di Vitali & Petrucci srl di Fano e con la PF Costruzioni srl di Rieti.

 



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