Castelsantangelo, frazione nel limbo
Farabollini: «Zona instabile»
«Ma gli studi dicono altro»

SISMA - La microzonazione di Gualdo parla di «sostanziale stabilità dell’area investigata», ma il commissario con le sue dichiarazioni mette in discussione tutto. Il geologo Facciaroni, originario della zona, chiede maggiore attenzione: «Non ci sono evidenze di frane attive. E' più di un anno che la perimetrazione è stata approvata dalla Regione. Il commissario chiarisca le sue intenzioni»

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L’area sae della frazione di Gualdo, Castelsantangelo

 

di Federica Nardi

Da un lato la parola del commissario alla Ricostruzione Piero Farabollini, dall’altra quella delle carte ufficiali. Nel mezzo una comunità che non sa che fine farà il suo paesello, in attesa di risposte da oltre un anno. A Gualdo di Castelsantangelo serpeggia un grande scontento dopo che Farabollini ha detto che l’area è a forte rischio, classificandola tra le più gravi dal punto di vista geologico. Già a luglio scorso infatti gli studi di microzonazione dicevano proprio il contrario e ora i tempi rischiano di allungarsi.

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Piero Farabollini

«Sottoporrò all’Ufficio ricostruzione una lista delle aree più gravi dove servono approfondimenti. Una a caso: Gualdo di Castelsantangelo, dove la microzonazione ha visto un’area instabile molto estesa. Nonostante questo c’è stata anche la realizzazione delle sae». Piero Farabollini ha chiuso così l’intervento a porte chiuse di martedì di fronte alla platea dei sindaci del cratere maceratese. Pur mancando il sindaco del Comune chiamato in causa dall’esempio, Mauro Falcucci (tra i “disertori” della riunione per protesta), l’uscita del commissario alla Ricostruzione ha scatenato una grande preoccupazione nei gualdesi. A Cronache Maceratesi, all’uscita dalla riunione, Farabollini infatti aveva portato lo stesso esempio, ribadendo la necessità di approfondire l’area. Nella frazione di Gualdo non solo ci sono le soluzioni abitative d’emergenza ma anche delle attività commerciali in corso di delocalizzazione. Farabollini risulta irreperibile per ulteriori spiegazioni. Tuttavia i documenti e le relazioni della microzonazione raccontano una realtà molto diversa da quella prospettata dal commissario. Nella relazione dello scorso luglio relativa alla microzonazione di Gualdo si legge che «l’aspetto morfologico principale è rappresentato dall’accumulo di un vasto movimento franoso che ha interessato una porzione del versante occidentale del Monte Spina di Gualdo. Questo, avvenuto in tempi remoti (paleofrana), non ha mostrato fenomeni di riattivazione recenti, come testimoniato d all’assenza di lesioni, provocate da tali movimenti, nei numerosi edifici che costituis cono il centro abitato e che risalgono, talora, ad alcune centinaia d’anni. Da un’attenta analisi geomorfologica dell’area emerge una sostanziale stabilità dell’area investigata».

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La mappa di Gualdo negli studi di microzonazione

La frana insomma risale a qualche migliaio di anni fa. Nelle mappe dello studio geologico l’area delle sae (in giallo nella foto) non risulta tra l’altro in quella indicata come “zona di attenzione per instabilità di versante” (in grigio nella foto), che comprende il resto della frazione. Ma questo dato, come spiega anche Fabio Facciaroni, geologo e originario di Gualdo «deriva da un rapporto Ispra che non viene aggiornato dal 2007. E che tra l’altro probabilmente non è frutto di rilievi sul campo ma di foto interpretazione. Nel Pai Gualdo non è segnalata come zona a rischio. Non ci sono evidenze di frane attive, né prima né dopo il sisma. Non può diventare questa una scusa per dire che non si può fare. Ogni passaggio, ogni indagine, costano mesi di tempo. E’ più di un anno che la perimetrazione è stata approvata dalla Regione. Il commissario chiarisca le sue intenzioni».

 

 


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