Sisma, il sottosegretario Crimi a Tolentino:
«Un codice unico per la ricostruzione,
stop alle decisioni arbitrarie dei sindaci»

SUMMIT - Il delegato dal governo alle aree colpite dal terremoto ha incontrato primi cittadini e nel pomeriggio associazioni e comitati. Il governatore Ceriscioli: «Nel giro di un mese correttivi alla legge 189». Esposti alcuni striscioni di protesta contro la coalizione gialloverde (LE FOTO)
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Da sinistra Vito Crimi e Piero Farabollini

 

di Federica Nardi e Giacomo Gardini (foto di Fabio Falcioni)

«Nel giro di due, tre settimane, ci sarà il miglioramento della legge 189 sul sisma tramite il decreto sulla zona dell’Etna». A dirlo il governatore Luca Ceriscioli dopo l’incontro durato oltre due ore con il delegato alla Ricostruzione Vito Crimi. Nel decreto saranno anche previste misure aggiuntive per i Comuni più colpiti. Anche se non è chiaro né quali né in base a quale criterio.

crimi-tolentLo scenario: il Politeama di Tolentino. Una sala dove accogliere tutti i sindaci e delegati. O quasi: assenti per protesta i Comuni di Caldarola, Ussita, Pieve Torina, Camerino, Bolognola, Valfornace, Esanatoglia, Serravalle, Castelsantangelo, Fiastra, Castelraimondo e Muccia. In sala anche il commissario Piero Farabollini, il prefetto Iolanda Rolli, il direttore dell’Ufficio ricostruzione Cesare Spuri, i deputati Patrizia Terzoni (M5s) e Tullio Patassini (Lega), consiglieri comunali e tecnici. A fare gli onori di casa il sindaco Giuseppe Pezzanesi che dopo un breve saluto non è più intervenuto. Non graditi i giornalisti, nonostante la mozione proposta dal sindaco di Macerata Romano Carancini per farli assistere. Prima di entrare Crimi ha riservato un commento anche sul “caso Tolentino”, dove Pezzanesi non ha voluto le sae, in attesa degli appartamenti dell’Erap e dove oltre 200 persone vivono in container da due anni. «Credo che le scelte relative al sisma siano state affidate fino a ora ai sindaci perché sono le persone più vicine alla popolazione – ha premesso Crimi -. Detto ciò, per il futuro non si può più lasciare decisioni tanto arbitrarie ai sindaci: deve essere individuato un codice. Se un sindaco è in grado di fornire alloggi entro un termine stabilito di settimane, va bene, altrimenti si deve procedere con altre modalità. Deve essere tutto codificato. Non si può scrivere ogni volta una legge diversa per ogni evento catastrofico».

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Vito Crimi

Per monitorare la ricostruzione, a rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, «ci sarà un confronto con le Procure», spiega Crimi. Per il sottosegretario l’assenza dei sindaci dell’epicentro è comunque «un’occasione persa, spero che la loro scelta sia motivata dalle condizioni climatiche avverse. Raccontare in prima persona quali siano gli interventi da fare sarebbe stata un’opportunità utile per tutti». Nel pomeriggio Crimi ha incontrato cittadini, associazioni e comitati dei terremotati. Presenti il comitato “Rivas” di Pievetorina, “Insieme per ricostruire” di Montemonaco, “30 ottobre” di Tolentino, “Riviviamo Caldarola”, tutti uniti sotto un unico appello: riesame, semplificazione e miglioramento delle ordinanze.  Il coordinatore dei comitati Terremoto centro Italia Francesco Pastorella insieme ad altre persone ha anche esposto degli striscioni nella hall del Politeama con l’elenco delle promesse non mantenute dall’attuale coalizione di governo. La lamentela ha avuto effetto, tanto che Pastorella è uscito dall’incontro soddisfatto per l’accoglimento di diverse richieste: sgravi fiscali per assumere terremotati, sostegno ai familiari delle vittime, misure diverse per i Comuni più colpiti. Le intenzioni ci sono tutte, ma le certezze arriveranno solo con il decreto. Che dovrebbe anche dare un’accelerata alla ricostruzione in termini di personale degli Uffici ricostruzione e procedure. Il focus per adesso è sulla ricostruzione leggera: un problema però per comuni come Visso dove le case con inagibilità lieve sono poche rispetto a quelle seriamente danneggiate. Nelle Marche l’obiettivo stabilito da Ceriscioli è di riuscire ad approvare 100 progetti a settimana (oggi sono 30). Anche se, sottolinea Crimi, la «semplificazione non è una panacea, si parla di responsabilità. Le regole ci sono perché negli ultimi 10 anni ci sono stati sempre più casi di mala gestione. Quando provoca vittime, non si torna indietro. Non vogliamo avere sulla coscienza una ricostruzione sbagliata».

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Da sinistra Vito Crimi e Cesare Spuri

Discorso diverso per gli Uffici ricostruzione. «Saranno riesaminati e potenziati – ha anticipato il sottosegretario -. Popolarli con personale comandato si è rivelato assolutamente sbagliato». Dello stesso avviso Cesare Spuri, che ha sottolineato l’importanza di un numero di impiegati adeguato: «L’ufficio ricostruzione si trova con oltre 100 dipendenti in meno di quelli necessari ai lavori. Gli enti locali non possono permettersi di distaccare 60 dipendenti: ne hanno bisogno. I fondi inutilizzati fino a ora saranno utilizzati per raggiungere quota 300 dipendenti previsti». Rimostranze nel pomeriggio anche in merito al contributo di autonoma sistemazione (Cas). In molti hanno invitato il sottosegretario Crimi a rimodulare le procedure di assegnazione del contributo, soprattutto alla luce delle numerose irregolarità emerse nel corso degli ultimi due anni. «Sull’ordinanza per la rimodulazione del Cas manca soltanto l’intesa con la regione Marche – ha dichiarato Crimi – La normativa in merito subirà una svolta non appena disporremo del via libera di tutti». Crimi ha ribadito più volte l’approccio nuovo nella decisione in materia sisma: la partecipazione. Approccio che ha convinto pure Ceriscioli, ormai in pace anche con il commissario Farabollini dopo le polemiche degli scorsi mesi: «Aver avvicinato la fase legislativa agli amministratori del nostro territorio è un traguardo importante – ha ammesso il presidente – Il metodo partecipativo, su cui tanto ha insistito Crimi, coinvolgerà leggi e normative, cosa che fino a ora non c’è stata. In futuro, il confronto bilaterale con i sindaci sarà di fondamentale importanza». Per quanto riguarda le perimetrazioni l’annuncio arriva invece da Farabollini. «Quelle chieste sono state liquidate. Prevedono anche un piano attuativo che ha bisogno di linee guida che stiamo predisponendo con il comitato tecnico-scientifico per uniformare i criteri. Ci vorrà almeno un mese». Un commento anche sul caso specifico di Castelsantangelo: «Stiamo predisponendo un piano per andare a studiare le aree instabili e daremo al comune le risorse per le perimetrazioni. Nel caso della frazione di Gualdo la perimetrazione deve essere approfondita». Era prevista anche un visita ai container e al Cosmari, ma è saltata per il ritardo accumulato durante la giornata e per la necessità di raggiungere Camerino in tempo per l’altro incontro programmato.

(Ultimo aggiornamento alle 19)

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I cartelloni esposti all’ingresso

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Da sinistra Francesco Pastorella e Vito Crimi

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Flavia Giombetti del comitato 30 ottobre

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Noemi Orazi del comitato Riprendiamoci il futuro

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Tullio Patassini

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Da sinistra Patrizia Terzoni, Gian Mario Mercorelli e Martina Cicconetti

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Filippo Sensi, consigliere comunale di Visso

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Patrizia Terzoni

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Da sinistra Romano Carancini e Cesare Spuri

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Da sinistra Luca Ceriscioli, Romano Carancini e il questore Antonio Pignataro

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Da sinistra Filippo Saltamartini e Antonio Pignataro

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A sinistra il prefetto Iolanda Rolli. Al centro il deputato Tullio Patassini

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Rosa Piermattei

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Emanuele Tondi

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Franco Ceregioli

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Giovanni Zavaglini

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Piero Farabollini

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