
Da sinistra Andrea Casini, Jacopo Lasca e Massimo De Luca
di Mauro Giustozzi
L’edilizia rialza la testa. Ma restano criticità legate al monte ore lavorate non linea con la media del passato, l’età sempre più over 50 degli addetti, aziende del territorio che non superano i 10 dipendenti e problematiche legate a norme e regolamenti della ricostruzione post sisma. Con la spada di Damocle del depotenziamento del Durc, la congruità di presenze in un cantieri aperto col numero di operai impiegati, che il commissario alla ricostruzione Piero Farabollini sembra intenzionato a sospendere. Un 2018 che si chiude con molti segni positivi dopo una lunga striscia di anni che hanno visto il segno meno prevalere in questo settore trainante dell’economia provinciale, capace di innescare altri quindici settori produttivi collegati. A fare il punto della situazione, grazie ai dai forniti dalla Cassa edile, sono stati Jacopo Lasca della Filca/Cisl, Andrea Casini Fneal/Uil e Massimo De Luca Fillea/Cgil. «Il 2018 si chiude positivamente per l’edilizia provinciale –ha esordito Jacopo Lasca- con un + 50,57% del numero di lavoratori nel settore che passano dalle 2.650 unità del 2017 alle 3.990 unità del 2018, +32,95% delle ore lavorate denunciate, ed un aumento di ore denunciate per singolo lavoratore che passano dalle 83 ore medie mensili del 2017 alle 104 del 2018, dato importante ma non sufficiente che sottolinea ancora una importante zona di lavoro grigio. La media da raggiungere sarebbe quella delle 168 ore mensili e siamo ancora lontani dall’ottenerla. In aumento anche la massa salari che aumenta del 57,32% nei lavori pubblici e del 27,71% nei lavori privati». Nei dai snocciolati dalla Cassa Edile per quanto riguarda la tipologia di imprese in questo anno sono 373 le imprese industriali e 359 quelle artigiane. Di queste 473 sono le imprese attive con sede in provincia e 272 quelle provenienti da fuori. Nota negativa rimane la struttura organizzativa delle imprese edili considerato che ben 701 aziende su 745 in totale impiegano meno di 10 dipendenti. Un limite strutturale significativo e sul quale bisognerebbe aprire una riflessione per far fronte comune rispetto alla grande sfida che la ricostruzione ci impone. Rimane preoccupante anche il dato relativo all’età media dei lavoratori occupati nel settore. Ben 1.200 dipendenti su 3.988 sono over 50 anni».
«Dietro le luci purtroppo rimangono le ombre. –ha sottolineato Andrea Casini- Su 462 aziende invitate ad iscriversi in Cassa Edile perchè operanti nel settore solamente 139 si sono attivate. 151 non hanno fornito nessuna risposta ad un obbligo normativo previsto sia dalla legge Regionale che dal D.l. 189/2016 relativo ai lavori del cratere. Ben 70 aziende hanno comunicato che, pur lavorando in cantiere, non applicano il contrato nazionale dell’edilizia. Un fenomeno preoccupante sul quale stiamo vigilando attentamente in collaborazione con l’Ispettorato e l’Inps. Dietro a questo fenomeno spesso si nascondono meccanismi di illegalità, dumping contrattuale con le aziende sane del territorio ed evasione contributiva». Massimo De Luca ha infine ricordato ciò che è stato ottenuto dai sindacati edili in questo anno che si sta concludendo e soprattutto i primi impegni per il 2019. «Ci siamo battuti per l’attivazione del Durc di congruità –ha ricordato- che purtroppo ora viene messo a rischio da scelte del nuovo commissario per la ricostruzione, per il raggiungimento di un protocollo importante con il Comune di Camerino e la sottoscrizione del contratto provinciale del settore. Accogliamo in modo positivo la convocazione del 27 dicembre in Regione del tavolo tecnico sulla ricostruzione post sisma. Ci auguriamo possa essere l’occasione per sottoscrivere un protocollo importante per garantire una ricostruzione di qualità all’insegna delle legalità e all’attenzione per le aziende e i lavoratori del territorio. Infine nei primi giorni del 2019 andremo alla firma del protocollo sulla ricostruzione del polo scolastico di Macerata e l’avvio delle richieste di incontro per tutte le altre scuole che verranno cantierizzate a partire dal’Itis Divini di San Severino».
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