Invenduto: le ditte si ritirano,
sfollati di nuovo nell’incertezza
«Chiediamo solo un po’ di stabilità»

SISMA - A oggi sono 150 le abitazioni acquistate a fronte delle oltre 300 assegnate ai terremotati. Solo a Sarnano 10 appartamenti sono fuori dall'operazione. Tutti erano già stati assegnati. Il sindaco Ceregioli: «Persone e aziende in difficoltà»
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di Federica Nardi

Ditte in difficoltà che si ritirano e sfollati che restano in albergo o in autonoma sistemazione. Almeno finché le case dove stanno restano in affitto. L’operazione invenduto della Regione e dell’Erap per ridare un tetto ai terremotati (che lo sono da più di due anni ormai) va a rilento e miete disagi. Sia per le imprese che hanno dovuto sostenere tutti i costi in anticipo ma soprattutto per le famiglie che avevano firmato l’assegnazione di appartamenti (rinunciando quindi anche alle soluzioni abitative d’emergenza), che adesso non arriveranno mai. Solo a Sarnano sono dieci gli appartamenti rimasti fuori. Assegnati più di un anno fa, l’Erap ha comunicato il dietrofront delle ditte una decina di giorni fa. Al Comune l’onere di consegnare la notizia ai diretti interessati. E’ andata insomma meglio in alcuni Comuni, dove gli sfollati pur in attesa degli appartamenti si erano già procurati le casette mobili (lamiera su ruote).

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Il sindaco Franco Ceregioli col governatore Luca Ceriscioli

«L’Erap ci ha detto che per quanto riguarda una ditta sono pronti a firmare il decreto, per l’altra quasi pronti e per l’ultima che ce l’ha fatta invece si è accumulato ritardo perché si erano persi una pec con la documentazione – spiega il sindaco Franco Ceregioli -. Così insomma sono passati altri mesi. Delle cinque imprese che avevamo in graduatoria, una non è riuscita ad anticipare tutti i costi e si è ritirata. L’altra invece è stata revocata perché aveva superato i tempi previsti. Tutta la tempistica data alle aziende è stata perentoria, mentre la parte pubblica è stata molto…”elastica”. Le assegnazioni le abbiamo fatte più di un anno fa, con un lavoro immenso dato che eravamo tenuti a seguire la graduatoria dell’Erap e assegnare gli appartamenti in quell’ordine. Gli assegnatari sono in difficoltà ovviamente. Alcuni restano ancora in albergo, altri sono in autonoma sistemazione. Ma anche in quei casi si tratta di affitti che possono quindi cambiare a seconda delle necessità dei proprietari. Inoltre anche le ditte sono in difficoltà perché anche quelle solide, in attesa dei pagamenti dall’Erap, sono esposte con le banche. Le persone chiedono solo un minimo di stabilità – conclude Ceregioli -, è una situazione psicologica pesante».

A oggi sono 150 gli appartamenti acquistati effettivamente in tutta la regione, su un totale di 366 entrati in graduatoria e già assegnati a famiglie terremotate. A Sarnano, sul sito Erap, non ne risulta ancora nessuno acquistato. Così come a Macerata. A Tolentino solo quattro a fronte degli oltre 20 promessi a chi attende una casa dove abitare. Alcuni comuni in provincia sono stati più “fortunati”. A Treia ad esempio sono stati acquistati tutti e 26 gli appartamenti previsti dalla graduatoria. La Regione ai tempi ha definito l’operazione come “il più imponente piano abitativo degli ultimi 40 anni”. Ma le iniezioni milionarie nel settore non hanno portato, stando così la situazione, benefici a tutti. Soprattutto ai terremotati. Già l’anno scorso, in un’informativa riservata al governatore Luca Ceriscioli e all’assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti, i tecnici di palazzo Raffaello avevano avvisato che l’operazione non era compatibile con i tempi dell’emergenza.

 



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