Consiglio, via libera agli equilibri di bilancio.
Passa anche la mozione sull’angiografo
MACERATA - Approvate le variazioni i finanziare e la mozione del Pd che impegna il sindaco a ottenere dall'Ast una relazione sul macchinario donato dalla Fondazione Carima e ancora inutilizzato, con il cronoprogramma per la sua attivazione

di Alessandro Vallese
È tornato a riunirsi oggi il consiglio comunale di Macerata, dopo il rinvio di mercoledì scorso causato dalla mancanza del numero legale (leggi qui). Una seduta dedicata soprattutto ai temi di bilancio, ma che ha visto anche l’approvazione della mozione sull’angiografo dell’ospedale di Macerata, presentata dal consigliere del Partito Democratico Andrea Perticarari in seguito all’inchiesta dell’avvocato Giuseppe Bommarito su Cronache Maceratesi.

Tra i primi punti all’ordine del giorno è stata approvata la ratifica della variazione d’urgenza al bilancio di previsione finanziario 2026-2028 e al documento unico di programmazione 2026-2028, passata con 19 voti favorevoli, 5 astenuti e 5 contrari. Con lo stesso esito è arrivato anche il via libera alla verifica della permanenza degli equilibri generali di bilancio, che certifica il mantenimento dell’equilibrio dei conti dell’amministrazione per l’anno 2026.

A chiudere il dibattito c’è stata la mozione presentata da Andrea Perticarari sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche e sulla tutela dell’immagine della sanità maceratese, nata dopo l’inchiesta di Cronache Maceratesi relativa al nuovo angiografo donato dalla Fondazione Carima all’Ast di Macerata e ancora non utilizzato. La mozione impegnava il sindaco a richiedere con urgenza alla direzione dell’Ast una relazione dettagliata sulla vicenda e sullo stato degli altri angiografi attivi all’ospedale di Macerata, riferendone successivamente al Consiglio comunale. Inoltre, chiedeva di rendere pubblico il cronoprogramma per la piena riattivazione del nuovo angiografo. Il documento è stato approvato con 15 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astenuti.
Il Consiglio comunale si ferma ora per la pausa estiva. I lavori dell’assemblea riprenderanno nelle prossime settimane con la ripresa dell’attività istituzionale dopo l’estate.
Sette contrari e tre astenuti?
Bravo il Consigliere Perticarari che non fa cadere nell’oblio la denuncia fatta nei giorni scorsi dall’avv. Bommarito. La questione, se non si è ben capito (e mi rivolgo agli amministratori e politici), è estremamente delicata. Siamo infatti in presenza di una grave inefficienza che non è stata ancora sanata, sia per l’angiografo in questione che per l’altro della General Electric che non sembra godere di altrettanta buona salute.
Finalmente il Consiglio comunale alza la voce su un tema che riguarda direttamente la qualità della vita e della salute dei maceratesi. L’unanimità o comunque la trasversalità su certe richieste dovrebbe essere la norma: quando la sanità pubblica scricchiola, la politica locale ha il dovere morale di fare squadra e pretendere chiarezza dai vertici dell’Ast.
Ottima notizia! Dopo un assordante silenzio finalmente si muove la politica. Come se la denuncia dell’inadeguatezza dei sistemi angiografici dell’Ospedale di Macerata fosse una cosa normale non si è sentita nessuna dichiarazione dall’assessore alla sanità Calcinaro, sempre pronto al contrario a tagliare nastri e presenziare ad inaugurazioni. Neanche il Presidente Acquaroli si è fatto sentire, eppure i problemi sono presenti proprio nell’ospedale della sua Provincia. Possibile che a fronte di una denuncia per fatti così importanti nessuna autorità si è fatta viva per promuovere controlli e verificare come effettivamente stanno le cose?
Vorrei proprio ascoltare le motivazioni di chi si è astenuto o ha votato contro. Vi chiedo: se su quei macchinari andati in tilt ci fosse stato vostro figlio, vostro marito o voi stessi, avreste votato allo stesso modo? Sulla pelle della gente non si fa politica.
Si potrebbero sapere i nomi dei signori/e che hanno votato contro o si sono astenuti e le loro motivazioni? Fatto molto grave quando si tratta di sanità pubblica. Nella speranza, per carità, che a loro non debba mai servire.