Omicidio di Marco Pennesi,
fermata la fidanzata:
sentita, ha ammesso i fatti
CIVITANOVA - Isabella Di Mattia, 33 anni, è stata indagata per omicidio volontario del compagno, ucciso ieri in casa. Interrogata nella notte, sostiene di essersi difesa. Il coltello trovato insanguinato nella borsetta. Il delitto è avvenuto tra le 14 e le 15,30. La ragazza portata in carcere a Pesaro

Marco Pennesi e Isabella Di Mattia
di Gianluca Ginella
Omicidio di Marco Pennesi, fermata per omicidio volontario la compagna, Isabella Di Mattia, 33 anni, originaria di Teramo. La ragazza è stata interrogata nel corso della notte. Ha ammesso i fatti dicendo di essersi difesa, questa la sua versione, ed è stata portata al carcere di Villa Fastiggi di Pesaro. Ieri era stata trovata all’interno della mansarda di via Matteotti, sul lungomare nord di Civitanova, al civico 272, in cui viveva ed è stato ucciso il 62enne Pennesi. Per la procura di Macerata a ferire mortalmente l’uomo con una coltella al braccio e due colpi sferrati con un corpo contundente è stata la donna.

Isabella Di Mattia
Nel corso della perquisizione è stato trovato, nella borsetta della donna, un coltello a serramanico sporco di sangue. Per gli inquirenti l’arma sarebbe compatibile con le ferite inferte a Pennesi. Il coltello è stato sequestrato. Dalle dichiarazioni raccolte dagli inquirenti, è emersa la presenza della donna nell’appartamento già dal primo pomeriggio.
Erano stati i vicini di casa, una famiglia pakistana, a dare l’allarme. Tra le 14 e le 15 si erano sentite delle urla ed erano andati a controllare. Ad aprire la porta era stata Isabella Di Mattia che aveva detto, riferiscono i vicini, «Marco è andato all’ospedale, sta bene». Ma non convinti da quelle parole aveva lanciato l’allarme e sul posto per controllare era arrivato il cugino di Pennesi che, intorno alle 19, ha trovato il corpo del 62enne. Si trovava nella camera da letto, disteso a terra. Sul posto ieri sono intervenuti polizia, carabinieri, 118. Poi il medico legale, Antonio Tombolini, e il pm Enrico Riccioni per svolgere le indagini. Secondo le prime informazioni l’uomo sarebbe morto dissanguato. Sul corpo trovata una coltellata al braccio e delle ferite al capo che sarebbero state sferrate con un corpo contundente (resterebbe da chiarire cosa sia stato usato).

La fidanzata ieri è stata trattenuta a lungo sulla volante, Di Mattia era in uno stato di semicoscienza, per lo più sarebbe rimasta sull’auto a dormire. Intorno alle 22,30 è stata portata in commissariato. Lì nel corso della notte è stata interrogata dalla polizia, che procede con le indagini, e dal pm Enrico Riccioni che coordina l’inchiesta.

Secondo quanto è stato ricostruito dagli inquirenti l’omicidio è avvenuto tra le 14 e le 15,30. I vicini di casa hanno sentito delle urla, una lite, poi più niente. Secondo gli inquirenti la coppia era conosciuta per frequenti contrasti che gli stessi inquirenti ritengono possano essere conseguenti l’abuso di alcol e stupefacenti.

Il commissario Riccardo Zenobi con il pm Enrico Riccioni
La 33enne nel corso dell’interrogatorio, durato circa 2-3 ore, ha ammesso di aver ucciso lei il compagno. Ha però spiegato, da quanto emerge, che si sarebbe difesa e di averlo ferito mortalmente al culmine di una lite legata, a detta della ragazza, dagli atteggiamenti prevaricatori dell’uomo. Una versione che è al vaglio della procura. La donna è indagata per omicidio volontario, aggravato dal rapporto sentimentale.
Ucciso in casa a coltellate: trovato morto un 62enne. Sospettata la fidanzata
E’ lecito attendersi dagli inquirenti la conferma che anche questo ennesimo tragico fatto di sangue trovi la propria genesi nell’alcol e nella droga (circostanza accennata pure nelle prime dichiarazioni riportate nell’articolo).
…non convinti da quelle parole aveva lanciato l’allarme. Mah, italiano creativo.