«La ricostruzione ha bisogno di strade:
una galleria per collegare la montagna»

PROPOSTA - Massimo Testa del cda di Acqua Nerea, lancia un appello alla politica per migliorare la rete viaria da Visso alla superstrada: «Dobbiamo scommettere sul futuro dei luoghi che altrimenti rischiano la desertificazione totale»
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Un tratto della Quadrilatero

 

Una galleria da Serravalle a Visso per collegare il comprensorio dei comuni montani alla Quadrilatero. Questa la proposta di Massimo Testa, vissano e componente del cda di Acqua Nerea che già l’anno scorso aveva affidato a Cronache Maceratesi il suo appello per l’opera. Un’idea che, spiega Testa, «aveva destato l’attenzione di Perosino», ma che al momento resta senza frutti. A un anno dalla prima lettera, Testa torna a riflettere sul futuro del suo territorio. Duramente colpito dal terremoto ma anche dalla crisi e dallo spopolamento.

 

Ecco il testo del suo intervento:

«Le poche righe che ho scritto lo scorso anno, relativamente al quinto lato della quadrilatero per migliorare la viabilità dell’Alto Maceratese, hanno destato l’attenzione del dottor Perosino, il quale ha fatto una riflessione sull’argomento. Non ho sentito altre voci levarsi nell’interesse della viabilità per migliorare l’accesso a questi territori. Tutto il dibattito, si è svolto intorno alla ricostruzione di case, edifici pubblici e chiese. Penso che tutto ciò sia giusto ma non dobbiamo dimenticare che i collegamenti viari sono il sale dell’economia dei territori. Percorriamo ancora le strade tracciate dagli Antichi Romani che, oramai sono superate. La vitalità di un territorio , soprattutto se squassato dal sisma, si ricostruisce attraverso i collegamenti che favoriscono l’interscambio di merci, servizi cultura ecc. Ogni cittadino è disposto a intraprendere se le condizioni logistiche sono efficienti. Il turismo si muove in sintonia con tanti fattori. Per esempio uno, vedi la “Cultura”.  Abbiamo nel nostro territorio un legame Visso–Recanati, sancito dal Leopardi con l’Idillio “L’Infinito”, che tutti ci invidiano e che è conosciuto in tutto il mondo. Cerchiamo di costruire dei percorsi culturali, per valorizzare maggiormente questa ricchezza. Il nostro artigianato alimentare , aspetta di poter fare arrivare le bontà dei prodotti locali , ovunque nel mondo. Ci sono giovani che si sono messi in gioco per continuare ad esercitare i mestieri che sono stati nei tempi alla base del vivere del territorio. Quanti avrebbero resistito dopo la tragedia del sisma che ha sconvolto il territorio e le menti? I giovani della montagna lo stanno facendo, stanno mostrando la loro tenacia in mezzo al disagio totale. Non è vero che in questi territori non si possano svolgere attività economiche e culturali. La politica per questi luoghi deve avere una attenzione particolare . Deve curare l’ambiente che è la maggiore risorsa di cui disponiamo. La valorizzazione dell’ambiente, con concetti moderni, riesce a ripagare totalmente i costi per la realizzazione delle infrastrutture (galleria Serravalle del Chienti–Visso), di cui ho parlato lo scorso anno, la ricostruzione dei piccoli borghi e la rinascita di un territorio che per sempre potrà beneficiare dell’afflusso dei visitatori e di quanti nel territorio investiranno. Dobbiamo scommettere sul futuro dei luoghi che altrimenti rischiano la desertificazione totale. Ricostruire le abitazioni non ha alcun senso se contemporaneamente non si interviene sulla rete viaria e di conseguenza sull’economia . Politici, è giunta l’ora».

«Il quinto lato della Quadrilatero per rilanciare un entroterra devastato»



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