«Scarichi bloccati nelle sae,
costretti a stappare le fognature»

SARNANO - I residenti dell'area San Cassiano convivono da mesi con i problemi agli impianti: prima cattivi odori che entravano nelle abitazioni provvisorie e ora i tombini che si intasano di continuo
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Da sinistra Antonio Virgili e Santino Venanzi

 

di Federica Nardi

Due volte a settimana, secchi pieni d’acqua in mano, Santino Venanzi e Antonio Virgili aprono i tombini dietro le loro soluzioni abitative d’emergenza e spurgano, armati di bastone e pazienza, il cumulo di acque nere che blocca gli scarichi. Nell’area sae di San Cassiano, a Sarnano (nove casette e altrettante famiglie), questo è l’epilogo di un problema che va avanti dalla consegna, lo scorso 31 gennaio.

Che qualcosa non andasse nelle fognature, gli abitanti del lato sinistro dell’area, se ne sono accorti presto. Prima «in alcune casette – spiega Venanzi -, c’era una puzza che non si poteva sopportare. Il problema era legato allo scarico del condizionatore che era collegato direttamente alla fogna nera ma senza collo d’oca, quindi la puzza tornava indietro. Vivevamo con la puzza di fogna in camera e in cucina fino a due mesi fa, chi più chi meno». Il problema era stato segnalato al Comune, che ha fatto intervenire le ditte e adesso, perlomeno la puzza, è svanita. Altro problema gli scarichi a terra. Virgili, che prima lavorava in fabbrica e ora a 69 anni è pensionato, si è trovato da un giorno all’altro a improvvisarsi «fognarolo», dice lui, ironizzandoci su. Dopo due anni da terremotati e a quasi un anno dall’entrata nella sae, conosce a memoria ogni curva degli impianti di fognatura e li illustra come un esperto. «Lì – spiega, indicando le prime casette del lato sinistro -, il problema è stato risolto. Invece qui gli operai hanno detto che non gli era stato chiesto di intervenire e ogni due, tre giorni, siamo obbligati ad aprire i tombini e stappare i tubi che si riempiono. L’acqua defluisce, la carta igienica no. Si accumula e blocca tutto».

Venanzi e Virgili (63 anni, ex contadino in pensione), sono una squadra rodata. Il primo prende un gancio e alza la copertura del tombino. Poi un bastone e sposta il cumulo dal tubo. Mentre il secondo aziona gli scarichi. Se non funziona, aprono anche il tombino più a monte e ci buttano dentro acqua con dei secchi per aiutare il deflusso. La puzza, specialmente nei giorni di sole, permea il cortile. «Devono assolutamente sistemare questo problema, devono modificare i tubi – dice Venanzi -. Come facciamo se nevica, piove e fa brutto tempo?». Inoltre fino a pochi mesi fa tutti gli scarichi delle sae «andavano a finire direttamente nel fosso del campo qua davanti. Una puzza che non ti dico. Poi hanno montato un sistema che tramite una pompa le porta alla fognatura principale». Puzze e fogne che si bloccano a parte, «qui ci troviamo bene», concordano sia loro che i loro vicini. Il Comune ha seguito passo passo la situazione e si è rivolto agli enti competenti perché il problema si risolva il prima possibile. Anche qui, come in altre aree sae come quelle di Visso e Pieve Torina, un altro problema segnalato è quello delle porte d’ingresso che stanno buttando fuori acqua. La situazione riguarderebbe quasi tutti gli ingressi dell’area.

Una delle porte di San Cassiano macchiate dall’umidità



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