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Ceriscioli, la svolta social
è un boomerang

DALL'ANNUNCIO sul finanziamento per la chiesa di San Giovanni a Macerata il profilo del governatore è stato inondato di commenti negativi per la gestione del sisma. Ogni difesa dello staff non fa che aizzare una popolazione sfinita dagli annunci a cui non seguono soluzioni pratiche
sabato 22 Dicembre 2018 - Ore 11:16 - caricamento letture
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Luca Ceriscioli (foto del profilo Facebook)

 

di Federica Nardi

Un video e un annuncio: 3,2 milioni di euro per il sisma. Dove? A Macerata. Per cosa? Per la chiesa di San Giovanni. E la frittata social del governatore Luca Ceriscioli è fatta: 170 commenti sotto il post del presidente, forse uno o poco di più di appoggio. Il resto insulti e considerazioni estremamente negative (anche sotto la notizia pubblicata sulla pagina di CM). Da qualche settimana Ceriscioli ha dedicato ai social e a Facebook in particolare un’attenzione rinnovata. Condivide spesso contenuti, risponde (il suo staff) ai commenti, anche a quelli più aspri. Ma ogni volta che tocca il tema terremoto il messaggio si trasforma in un boomerang. E l’annuncio relativo a San Giovanni sembra solo l’inizio.

Una casa a Visso, sventrata da due anni

Con le sae che marciscono e hanno problemi legati agli impianti o alle urbanizzazioni, il video con l’annuncio in pompa magna del finanziamento regionale con fondi del sisma per una chiesa di Macerata ha scatenato l’ira della popolazione colpita dal sisma. Che, anche se in molti casi non ha più servizi essenziali, uno smartphone e internet è perfettamente in grado di usarli. Non è la prima volta che capita, in casa Pd. L’anno scorso l’allora commissario alla Ricostruzione Paola De Micheli condivise parte di un discorso tenuto ben lontano dai territori colpiti dal sisma in cui annunciava, in sintesi, che tutto stava andando benissimo. Peccato che non era vero (come non lo è oggi) e le persone commentarono per ristabilire la realtà. Il caso di Ceriscioli però è diverso. Quello che i commentatori più inclini al dialogo e meno all’insulto elettorale (letimotiv «in Regione si vota tra due anni») gli ricordano è che mentre si finanzia una chiesa ci sono persone che non lavorano, situazioni abitative precarie eppure costosissime (le sae), interi territori da ripensare, scuole da ricostruire. Una valanga di dissenso che ha portato lo staff addirittura a integrare il post iniziale e poi a scriverne un altro, dedicato solo alla situazione delle sae. «In un post precedente molti mi hanno segnalato la situazione delle Sae. Voglio essere chiaro. Sono davvero arrabbiato per la situazione», scrive Ceriscioli. Uno degli ultimi video condivisi mostra il governatore a passeggio sotto la neve, nell’area sae di Arquata. Qualcuno gli chiede: «Perché non va anche nelle zone dove ci sono le cassette marce?». La risposta del presidente: «E’ già in programma, ci andrò presto».

Il campanile della chiesa di San Giovanni

Alcuni contestano alla Regione di essersi arrabbiata con le ditte costruttrici delle sae «con due anni di ritardo» e che Ceriscioli stesso ha tagliato il nastro in quelle aree dove ora gli sfollati sono nuovamente fuori casa. E ancora intoppi continui nelle pratiche di delocalizzazione delle attività. Gli rinfacciano, insomma, una chiesa di Macerata, per quanto importante, non sia una questione risolutiva in questo momento. Ceriscioli ha tempo fino al 2020 per scontare con le sue forze il debito di comunicazione e credibilità che il Pd ha maturato nei territori del cratere. Un debito che è cresciuto ogni volta che dal governo nazionale dem – e questo lo ammette lo stesso Ceriscioli -, si sono fatti annunci che già si sapeva non sarebbero corrisposti a tempistiche reali. Oppure, ad esempio, ogni volta che risorse per il sisma hanno provato a finire nel Pesarese. Un termine inoltre – “cratere” – traslato dal terremoto Aquilano, che mal rappresenta la “landa sconfinata” su cui si sono abbattute le scosse. Quattro regioni coinvolte. Decine di comuni, solo nel Maceratese. E poi i morti nel sud delle Marche, con la scossa del 24 agosto 2016.

Chiesa di San Giovanni: 3,2 milioni per il recupero



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