Via Maffeo Pantaleoni,
nuova vita per le palazzine inagibili:
l’ipotesi si fa strada

MACERATA - Oltre 60 le famiglie interessate con case lesionate dal sisma. Incontro con l'amministrazione per valutare una demolizione e una costruzione ex novo invece della ristrutturazione. L'assessore Ricotta: «Con le norme che ci sono non sarebbe attuabile: ma l’impegno che abbiamo preso con gli amministratori condominiali è quello di recarci assieme ad incontrare il commissario Farabollini»

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La palazzine inagibili di via Maffeo Pantaleoni

 

di Mauro Giustozzi

Il futuro dei quattro edifici di via Maffeo Pantaleoni a Macerata sgomberati a seguito dei danni subiti dal terremoto del 2016 potrebbe passare non per una ristrutturazione dell’esistente ma per la demolizione e la costruzione di nuove case? Con le attuali normative ciò non sarebbe possibile, ma uno spiraglio sembra affacciarsi grazie anche all’affiancamento dei condomini, oltre 60 le famiglie interessate, da parte dell’amministrazione comunale interessata ad una riqualificazione urbana dell’intera area che si trova proprio di fronte al complesso residenziale Le Spighe. L’ipotesi in campo sarebbe quella non di chiedere più soldi allo Stato, ma di poter affiancare al contributo per la ricostruzione classico quello fiscale del sisma-bonus che comprende ristrutturazioni, adeguamenti sismici, efficientamento energetico. Una detrazione fiscale che, se non potesse essere recuperata dagli stessi condomini che magari non dispongono di redditi elevati, potrebbe comunque essere girata alle aziende interessate alla ricostruzione di queste palazzine. Edifici datati, che risalgono agli anni Cinquanta, ed il cui recupero nell’attuale conformazione sarebbe comunque dispendioso e certamente non pari alla costruzione di edifici con nuove tecnologie antisismiche e materiali degli anni Duemila. L’ipotesi è scaturita da un’assemblea di due dei quattro condomini coinvolti dalla problematica legata al futuro che dovrà avere questa zona del capoluogo che si trova ad immediato ridosso della parte storica di Macerata. Ed a cui, oltre agli amministratori di condominio, ha preso parte anche Narciso Ricotta assessore comunale ai Lavori pubblici.

ViaPantaleoni_Inagibili_FF-2-650x434«Gli amministratori dei condomini ed il tecnico incaricato dagli stessi –ha affermato Narciso Ricotta- hanno illustrato la situazione ed i condomini hanno valutato, assieme al Comune, di fare un’istanza al commissario per la ricostruzione Piero Farabollini, per valutare la possibilità di demolire gli edifici esistenti costruendone di nuovi. Questo percorso non costerebbe un euro in più allo Stato, in quanto i condomini chiederebbero il contributo per la ricostruzione facendolo sommare al sisma-bonus, la detrazione fiscale spettante a chi ristruttura e mette a norma la propria abitazione, anche in caso di demolizione e ricostruzione. Cosa che, con le normative attuali, però non è possibile». La prospettiva sarebbe quella di andare anche nella direzione di una riqualificazione urbana dell’intera area, costruendo abitazioni con le tecnologie più moderne presenti sul mercato, cercando di migliorare l’esistente, magari con la creazione di garage sotto alle nuove case, spazi inesistenti allo stato attuale anche in caso di ristrutturazione di quello che c’è. «Per riuscire in questo è necessario superare però il discorso di effettuare una ricostruzione che deve essere fedele a com’era prima –sottolinea sempre Ricotta- Ricostruire in modo più sicuro, moderno e dando uno sguardo anche alla riqualificazione urbana è un aspetto che come Comune ci interessa moltissimo e saremmo disposti ad intervenire per facilitare la riqualificazione di quell’area. Come amministrazione questa non è un’idea che nasce oggi ma l’abbiamo valutata anche subito dopo aver visto i danni che queste abitazioni hanno avuto, in relazione anche alla loro vetustà. Certo, al momento questa ipotesi, con le norme che ci sono, non sarebbe attuabile: ma l’impegno che abbiamo preso con gli amministratori condominiali è quello di recarci assieme ad incontrare il commissario per la ricostruzione per valutare se ci sono possibilità per far fruttare al meglio il denaro pubblico che si andrà a spendere nelle abitazioni di via Pantaleoni».




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