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Sisma, lettera dalla frazione fantasma:
«Non ci hanno riconosciuto i danni
della casa in zona rossa» (VIDEO)

SARNANO - Maurizio Mariotti scrive al commissario Piero Farabollini segnalando una situazione insostenibile: «Non abbiamo più nemmeno l'appartamento Erap. Quando ci toglieranno il cas non sappiamo come fare»
lunedì 24 Dicembre 2018 - Ore 19:31 - caricamento letture
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San Cassiano, Sarnano

 

San Cassiano, frazione di Sarnano, è un borgo fantasma dal sisma. Arriva idealmente da qui la lettera di Maurizio Mariotti, indirizzata al commissario per la Ricostruzione Piero Farabollini. Mariotti è uno dei terremotati di Sarnano che, insieme alla sua famiglia, aspettava di entrare nell’appartamento assegnato dal Comune ma che non è più disponibile a causa dei problemi delle ditte coinvolte nell’operazione invenduto dell’Erap per ridare un tetto agli sfollati (leggi l’articolo). «Nonostante i danni della casa che si trova in zona rossa non rientriamo nei contributi dello Stato – dice Mariotti -. La casa dell’Erap non è più disponibile e finito il cas non sappiamo come pagare tutte le spese e andare avanti». Con la lettera anche un video: solo il rumore dei passi e le immagini della distruzione del sisma.

I danni alla sua casa, fotografati da Maurizio Mariotti

«Siamo una delle tantissime famiglie terremotate delle Marche e ci rivolgiamo a lei sperando di risolvere il nostro non piccolo problema. La nostra casa si trova nella frazione di San Cassiano nel comune di Sarnano ed è uno delle zone più colpite dal sisma del 2016. Attualmente, dopo il terzo trasloco, abitiamo a Sarnano usufruendo del Cas. Siamo sfollati dal 24 agosto del 2016 per la frazione è stata subito classificata zona rossa poi con la scossa del 30 ottobre ha ricevuto il colpo di grazia. La nostra abitazione ha retto abbastanza bene, riportando danni non gravi ma importanti. Nonostante ciò i tecnici che hanno effettuato il sopralluogo l’hanno classificata categoria A-F (fuori per rischio esterno) non tenendo conto dei lavori necessari per poter rientrare (coppi divelti, canna fumaria completamente spaccata e da collocare esternamente ma soprattutto rafforzare le mura esterne lesionate in modo passante su un terzo della struttura). Intervento che da un preventivo molto approssimativo verrebbe a costare circa 90mila euro. Nonostante il ricorso con perizia asseverata ci è stata confermata in maniera molto arrogante la scheda A-F. Per qualcuno forse siamo una seccatura ma vorremmo sapere per quale motivo non dovremmo rientrare nei contributi dello Stato se i danni sono stati provocati dal terremoto.

Si parla continuamente di convivenza con il sisma “perchè il territorio è altamente sismico, quindi bisogna abituarsi, fare prevenzione” e poi? Noi vogliamo tornare nella nostra casa perchè tirata sù con 25 anni di sacrifici e anche se dopo il sisma commercialmente non ha più valore è sempre nostra e non possiamo permetterci di acquistarne un’altra. Vorremmo viverci un po’ più tranquilli aspettando altre scosse, perchè sappiamo tutti che ci saranno. Forse i tecnici che hanno compilato la scheda non sanno cosa si prova ad essere sbattuti da una parte all’altra, al buio, senza riuscire ad aprire la porta della camera mentre di là senti cadere mobili e quant’altro col terrore che stia sprofondando tutto insieme ai tuoi figli. Credo che oltre ai danni strutturali vada anche tenuto conto della zona dove si è verificato l’evento. A San Cassiano non c’è più niente! Solo due case su venti sono rimaste in piedi! Sono tre anni che viviamo nell’incertezza; abitazioni assegnate dall’Erap nel mese di ottobre 2017 e con una comunicazione del 12 dicembre 2018 “non più disponibili”: siamo veramente stanchi di bugie e sprechi assurdi. Concludendo, in molti hanno perso tanto, se non tutto, con il sisma ma noi non ci sentiamo, e non ci devono essere, terremotati di serie B. La preghiamo vivamente di verificare quanto denunciato perchè una volta tolta la zona rossa non usufruiremo più del Cas quindi dovremo pagare l’affitto, il mutuo della casa fino al 2025 e fare i lavori per sistemarla, spese che non possiamo sostenere. Chi non capisce queste problematiche è meglio che rimanga al calduccio nel suo ufficietto evitando di mettere nei guai che ne ha già tanti. Nella certezza di essere nel giusto e nella speranza di essere aiutati e non affossati dalle istituzioni auguriamo un sereno Natale e un felice 2019 a tutti».

Invenduto: le ditte si ritirano, sfollati di nuovo nell’incertezza «Chiediamo solo un po’ di stabilità»

 

 

 

 



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