Sisma, il punto della Fillea Cgil
apre nuovi scenari sui cantieri:
«Emergono altre gravi anomalie»

MUCCIA - Tavola rotonda nella tensostruttura con i vertici nazionali, regionali e provinciali del sindacato. Presente anche l'assessore regionale Angelo Sciapichetti: «Vanno dette le cose come stanno altrimenti la gente perde fiducia. I tempi di un terremoto sono disperatamente lunghi»
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L’area container di Muccia, oggi sotto la neve

di Federica Nardi

«Nelle sole Marche, 42.265 gli edifici pubblici e privati inagibili. Al primo dicembre scorso, sono prevenute solo 3.945 richieste di contributo, pari a circa 10% del totale. Quindi, ad oltre due anni dalle principali scosse, quelle approvate dalla nostra Regione sono circa il 30% di quelle presentate (neanche 3% circa del totale del cratere). Sempre al primo di dicembre, sono stati aperti 1.172 cantieri. Questi due anni non sono stati un bell’esempio da esportare». Un bilancio negativo ma carico di proposte quello che traccia Massimo De Luca, segretario provinciale della Fillea Cgil, a due anni dal sisma che ha colpito il centro Italia e il Maceratese. L’occasione: il convegno del sindacato dedicato a ricostruzione e ai temi dei diritti e della legalità.

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Massimo De Luca

Un filo rosso che ha ispirato fin dall’inizio la Cgil tutta, in prima linea per monitorare e denunciare quello che non è andato. Anche nei cantieri e negli appalti dell’emergenza e della ricostruzione, che è appena agli inizi. Il luogo scelto è simbolico: la tensostruttura di Muccia. Fuori qualche centimetro di neve, che ricopre anche la distesa delle aree sae. Quelle dove i terremotati stessi hanno denunciato pavimenti marci e funghi che spuntano dagli angoli a causa delle infiltrazioni. Al tavolo Alessandro Genovesi, segretario generale nazionale della Fillea, Giuseppe Galli, segretario regionale Cgil, Graziano Gorla della segreteria nazionale Fillea, Maria Maranò della segreteria nazionale Legambiente e l’assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti. A fare gli onori di casa il sindaco Mario Baroni, ampiamente scontento della situazione del suo comune dove la ricostruzione, già solo nelle pratiche di gara, va a rilento. Grande assente il commissario alla Ricostruzione Piero Farabollini, previsto in programma ma non pervenuto.

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Mario Baroni

La tavola rotonda ha illustrato anche il rapporto dell’osservatorio sisma di Fillea e Legambiente su sae, scuole, macerie, tutela del lavoro, legalità, con dati e proposte operative. Tanti quindi i temi sul tavolo, anche già noti alla cronaca: zone rosse ancora inaccessibili, denuncia di illegalità nei cantieri (sia delle sae che ad esempio nel campus di Unicam), ditte non in regola, ricostruzione che non parte. Anche nel tratto viario da Visso a Castelluccio – la strada che passa per Castelsantangelo – De Luca spiega che «stiamo riscontrando anomalie abbastanza gravi». Lì l’appalto è Anas. Con così tanti fronti aperti una delle situazioni più problematiche dell’emergenza ha riguardato non solo le persone ma anche il patrimonio culturale. Maranò parla di una vera e propria «debacle delle istituzioni nazionali e regionali». Sono mancati depositi, manca personale, non tutti i depositi sono adeguatamente attrezzati per la sicurezza dei beni recuperati. Ma il grande tema è soprattutto quello della legalità nei cantieri. Genovesi avvisa: «Il tema della velocità delle pratiche è da affrontare con coraggio. La Fillea era pronta a lasciare la progettazione esecutiva in capo all’azienda, a prevedere anche affidamenti diretti sotto una certa soglia. Ma in cambio chiedevamo: il contratto edile per tutti, i subappalti certificati anche con la certificazione antimafia, il durc di congruità. Così si regge l’equilibrio tra velocità e legalità».

fillea-cgil-muccia-1-325x183Sciapichetti chiede a gran voce «un confronto serrato tra tutte le parti o non ne usciamo. I tempi sono disperatamente lunghi ma sono quelli del terremoto. Non dobbiamo creare aspettative false: la ricostruzione impiegherà dai 15 ai 20 anni. Dire che l’ordinanza 14 avrebbe riportato le scuole per settembre è stata una cavolata, così come dire che le casette sarebbero arrivate in sette mesi. Certo che poi le persone perdono fiducia. Io queste cose non le ho mai dette perché dico la verità. Bisogna modificare la situazione senza creare aspettative inutili». Sulla questione sae, Sciapichetti rimarca che «il sistema non ha funzionato, e lo dice il capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Noi come Regione non abbiamo potuto fare niente perché il bando era precedente. Se non abbiamo ancora denunciato Arcale e Cns è perché c’era l’emergenza di consegnare le casette. Quello che si è verificato dentro è inammissibile. Anche fossero state tre, per quello che costano, non dovevano creare nessun problema». L’impegno del sindacato ha comunque permesso l’attivazione negli ultimi mesi del Durc di congruità e del settimanale di cantiere. Uno strumento che monitorizza in anticipo le dinamiche produttive di ogni singolo cantiere trasmettendo alle Prefetture locali e alle Casse Edili il programma dei lavori della settimana successiva con l’elenco nominativo, la qualifica, il nome dell’impresa e l’elenco delle singole partite iva e dei lavoratori che verranno impegnati su quel singolo sito produttivo.

 



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