Quella notte del 24 agosto,
due le vittime maceratesi

RICORDO - A Caldarola una donna, Milena Nardi, morì per lo spavento. Un parrucchiere che lavorava a Civitanova, Alessandro Neroni, fu estratto dalle macerie ad Amatrice dove era andato a trovare i suoi famigliari

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La copertina dell’annuario di Cronache Maceratesi

 

Alle 3,36 del mattino del 24 agosto un terremoto di magnitudo 6.0 con epicentro ad Accumoli, devasta il centro Italia. 299 morti, 388 i feriti. Il sisma rade al suolo Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto. Il terremoto si avverte, forte, anche nel Maceratese. Qualcosa che non si sentiva più da quasi 20 anni, dalle scosse del 1997 che colpirono Umbria e Marche. Il terremoto di Accumoli causa danni nella nostra provincia soprattutto nei centri sui Sibillini, in particolare a Ussita, Visso e Castelsantangelo sul Nera. Ma anche in diversi altri centri vengono registrati crolli, da Bolognola, a San Ginesio, a Caldarola, a Gualdo, a Loro Piceno. Una donna a Caldarola, Milena Nardi, muore per lo spavento. I media di tutta Italia si precipitano nei luoghi più colpiti dal terremoto. Racconti del terrore arrivano dai 4 centri che il terremoto ha devastato. Un sisma che ha fatto moltissime vittime anche perché è arrivato nel cuore della notte, tra l’altro in comuni che erano pieni di vacanzieri. Tra le vittime anche un parrucchiere che lavorava a Civitanova, Alessandro Neroni. Aveva 42 anni ed era originario di Amatrice. Il 24 agosto si trovava nella cittadina laziale, era andato a trovare i suoi famigliari. E’ stato estratto dalle macerie della casa dove è cresciuto dopo 24 ore. Con lui c’era anche un amico, Juri, che è invece stato estratto vivo. Neroni viveva a Montecosaro, aveva un negozio di parrucchiere a Civitanova, in via Diva. In provincia il sisma del 24 agosto ha fatto una vittima: Milena Nardi, 49 anni, di Caldarola. La donna, commerciante ambulante di giocattoli, ha accusato un malore durante la scossa delle 3,36. Nonostante i soccorsi, non si è più ripresa.

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Tra chi si è salvato c’è Giorgia Rinaldo una bambina di 4 anni che è stata estratta viva dalle macerie a Pescara del Tronto. A salvarla i vigili del fuoco di Macerata che si occupavano di aiutare i terremotati. La sorella maggiore di Giorgia, invece, è morta sotto le macerie. Nell’incubo di Amatrice, dove sono morte oltre 200 persone, c’era anche una famiglia di Treia che si è salvata. «Siamo dei miracolati» ha detto Elisabetta Antolini che la notte del terremoto era insieme al marito, ai due bambini, al cognato e ai suoceri sono riusciti a fuggire dalla casa in cui si trovavano. «Ad un certo punto ha iniziato a saltare tutto. Stringevo i bambini che per fortuna non capivano quello che stava accadendo – ha raccontato Elisabetta –. E’ stato come un bombardamento». La scossa delle 3,36 ha fatto sì che molte persone in provincia e nella stessa Macerata uscissero dalle loro case per paura. Nel corso della notte ci sono state altre scosse di assestamento. Alle 4,33 è stata registrata quella con magnitudo maggiore: 5.3 con epicentro vicino a Norcia. I danni causati dal terremoto in provincia sono diventati evidenti nel corso dei giorni successivi. Tra gli edifici danneggiati maggiormente la casa di riposo di Castelsantangelo da dove gli anziani sono stati evacuati. Tra le strutture che hanno riportato lesioni anche il ponte sul lago di Castreccioni, a Cingoli. Le lesioni dei piloni 10 e 11 si sono poi aggravate in seguito alle scosse del 26 e 30 ottobre e in seguito a queste è stato chiuso in via precauzionale.

(articolo scritto da Gianluca Ginella per l’annuario di Cronache Maceratesi) 

 

 

 

 

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