Sisma, Cupi ancora senz’acqua:
azienda e 300 pecore a rischio

VISSO - Nella frazione l'approvvigionamento avviene con le cisterne. L'allarme lanciato dalla famiglia Ciammaruchi della società agricola Il Pastorello: "Siamo allo stremo, va trovata una soluzione al più presto". La Regione ha appena stanziato 250mila euro per trovare un nuovo punto di prelievo
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Le pecore sopravvissane

 

A Cupi di Visso la sorgente è scomparsa dopo il terremoto. Oggi, a distanza di mesi, nulla è cambiato: l’acqua viene portata da una botte che riempie le condutture. Ma ormai non basta, soprattutto per chi ha un’azienda agricola con oltre 1.000 animali. Ovini e bovini sono allo stremo, e i proprietari rischiano di dover chiudere i battenti. E’ il caso della società agricola Il pastorello, gestita dalla famiglia Ciammaruchi, che alleva una specie caratteristiche: le pecore sopravvissane. “Da agosto dell’anno scorso siamo in queste condizioni, abbiamo mille pecore e 25 bovini – racconta Sandra, la madre del titolare – i capannoni dovremo demolirli e le case sono inagibili. Viviamo tra container e casette. Oltre 300 ovini tra l’altro sono sotto strutture di plastica e stanno per partorire e tra 15 giorni vorremo riaprire anche il caseificio che abbiamo ricostruito da soli. Ma senza acqua come facciamo? Ormai Visso si sta lentamente ripopolando, non ci sono più le dieci persone di quest’inverno, e se qualcuno non trova una soluzione chiuderemo. Il Comune aveva realizzato un pozzo che è durato un mese e poi si è asciugato, l’acqua c’è, bisogna solo trovare il punto giusto e rifare la conduttura. Ma adesso ci hanno detto che è compito della Regione. Ma ormai siamo arrivati allo stremo se non risolvono il problema, non ce la faremo, e saremo costretti a rinunciare al lavoro che facciamo da quando siamo nati”. Il Comune ha chiesto alla Regione infatti 250mila euro per intervenire, che sono stati stanziati e a breve, assicura il sindaco, inizieranno i lavori per trovar un nuovo punto dove attingere l’acqua.

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Barbara Cacciolari

 

“Il problema dell’acqua che è il bene primario per gli animali e gli uomini, deve essere risolto obbligatoriamente il prima possibile – aggiunge Barbara Cacciolari, vice coordinatrice regionale di Forza Italia –  anche perché i cittadini stanno sostenendo un costo esorbitante per il trasporto delle cisterne. Anzi, si sarebbe già dovuto risolvere, invece abbiamo assistito a un rimbalzo di responsabilità tra Comune e Regione. Quindi speriamo che la macchina si metta in movimento il prima possibile, perché ne va della sussistenza dell’azienda stessa. E speriamo che non muoiano i capi che stanno per partorire: perderemmo un patrimonio zootecnico importante”.



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