E’ già tempo del post Errani,
dalla finestra della ricostruzione
si riaffaccia Giulio Silenzi

SISMA & INCARICHI- Con le dimissioni del commissario straordinario prende quota il nome dell'ex vicesindaco di Civitanova che potrebbe tornare in Regione con un ruolo di consulente del governatore
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Giulio Silenzi

 

di Monia Orazi 

Potrebbe essere l’ex vicesindaco di Civitanova, Giulio Silenzi, uno dei consulenti che affiancheranno il presidente della Regione Luca Ceriscioli nel suo ruolo di vice commissario per la gestione della ricostruzione post terremoto. Il nome dell’ex amministratore, politico di lungo corso che all’epoca del terremoto del 1997 era assessore alla Regione Marche, circolava già prima delle elezioni comunali di Civitanova a giugno. La voce del popolo si diceva convinta che a Silenzi in futuro sarebbe spettato un ruolo nella gestione della ricostruzione e adesso con la prossima fine del mandato di Errani ed i nuovi maggiori poteri attribuibili a Ceriscioli, il presidente potrebbe scegliere proprio lui per un ruolo di responsabilità, considerando anche dal punto di vista amministrativo e politico è rimasto libero, rivestendo soltanto la carica di consigliere comunale di opposizione. Un ruolo che vede molto impegnato l’ex vicesindaco, che spesso segnala come sua abitudine sui social le criticità dell’amministrazione locale, ma in cui difficilmente lo si immagina, conoscendo la sua personalità. Il curriculum politico di Silenzi che il prossimo 4 ottobre compirà 66 anni, ha visto il debutto come sindaco di Monte San Giusto nel 1975, carica ricoperta sino al 1990. Lo stesso anno Silenzi sbarca in Regione come segretario del consiglio fino al 1993 e consigliere regionale fino al 1995. Viene nominato assessore regionale al turismo ed ai lavori pubblici sotto la giunta del presidente Vito D’Ambrosio nel 1995 con il quale affronta il terremoto del 1997, resta in carica sino al 2000, diventando poi fino al 2002 presidente del gruppo consiliare regionale degli allora Democratici di Sinistra, poi nuovamente assessore regionale fino al 2004. Viene eletto presidente della Provincia di Macerata nel 2004 raccogliendo il 53,3 per cento dei voti. Perde la sfida con Franco Capponi per la Provincia nel 2009. Rientra in arena nel 2012 per le elezioni comunali, alle primarie lo batte Tommaso Claudio Corvatta che viene eletto sindaco e di cui lui sarà il vice. Si ripresenta a sostegno di Corvatta alle recenti elezioni dove vince però il nuovo sindaco Fabrizio Ciarapica. Attualmente Silenzi svolge il ruolo di docente di educazione fisica all’Itis di Fermo.

Oltre a voci ricorrenti, anche se al momento mancano conferme ufficiali, una serie di circostanze depongono a favore di questa scelta. Ceriscioli ha già scelto come sua consulente in materia di economia Sara Giannini, da sempre politicamente vicina all’ex vicesindaco di Civitanova. Se Silenzi tornasse in Regione, ambiente frequentato per lunghi anni e di cui conosce molto bene ingranaggi e complessità della macchina amministrativa, troverebbe ad attenderlo due fidati funzionari con cui è stato a stretto contatto negli ultimi cinque anni di mandato amministrativo a Civitanova. L’ex segretario comunale Piergiuseppe Mariotti da febbraio è diventato dirigente regionale, mentre nel giugno scorso è approdato in Regione anche l’ex responsabile dei lavori pubblici di Civitanova ingegner Stefano Stefoni, che ora segue da vicino tutte le pratiche per l’installazione delle Sae. In questo periodo estivo Silenzi ha partecipato a tutti i concerti di Risorgi Marche di cui è stato entusiastico sostenitore, postando sui social video e foto. E’ sempre arrivato ovunque in sella alla sua inseparabile bici.

comi

Francesco Comi

Intanto sulle imminenti dimissioni di Vasco Errani si susseguono le reazioni, dopo le prime a caldo di diversi sindaci. Oggi è intervenuto il segretario regionale Pd Francesco Comi: “Il contributo di Vasco Errani è stato molto importante in questi mesi difficili e di emergenza per garantire un ruolo di coordinamento tra regioni, enti locali e governo nazionale ma soprattutto per impostare al meglio gli strumenti e le normative necessari. A lui la nostra gratitudine – scrive Comi sul suo account Fb – va detto che le sue dimissioni sono un fatto naturale. Era del tutto evidente che, prima o poi, superata la fase emergenziale, il governo restituisse protagonismo ai territori attraverso il ruolo di coordinamento dei presidenti di regione. Ora con una nuova governance più territoriale tutti i protagonisti dovranno impegnarsi senza alibi a rafforzare l’impegno per la ricostruzione”. Per la deputata grillina Patrizia Terzoni sulle dimissioni di Errani “ci si poteva scommettere sopra” e ricorda che il M5S aveva osteggiato la nomina del commissario straordinario. “Mettere lì una figura come lui, totalmente politica e già reduce da svariati inciampi nella gestione del post terremoto dell’Emilia, ci pareva un errore madornale ed i fatti non ci hanno smentito di una virgola, visto che ad oggi neanche mezzo mattone è stato ancora rimesso al posto dov’era prima delle scosse”. Conclude la deputata: “Nessuno perderà il sonno nel non vedere Errani gironzolare come un’anima in pena tra i mucchi di macerie, ma il suo impalpabile anno da commissario e il suo fugace addio sono l’ultima istantanea, dopo il dietrofront di Curcio, del flop dei due governi dell’ultimo anno, nella gestione del post sisma”.

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