Città amica della persona con demenza:
Macerata prima in Italia
“Centinaia di nuovi casi dopo il sisma”

IL PROGETTO - La presidente di Alzheimer uniti per l’Italia Manuela Belardinelli ha fatto il punto sulle cose fatte e sul programma a venire: "Lo spirito dell'iniziativa è che l’intera comunità si faccia carico di un disagio". La psicologa Coluccini: "Gli sfollati in stato di abbandono". Ecco gli altri appuntamenti in programma
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La bacheca dentro i locali di Circolamente

 

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Da sinistra Marika Marcolini ed Manuela Berardinelli

 

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

Macerata città amica della persona con demenza, la prima in Italia e forse a breve anche la prima in Europa a ripensare i percorsi urbani per renderli più accessibili a chi ha difficoltà mentali o motorie. “Possiamo fare da guida, è una sfida grande che prevede tante tappe”, ha spiegato la presidente di Alzheimer uniti per l’Italia Manuela Belardinelli, durante la conferenza stampa che stamattina in piazza Mazzini, di fronte al circolo dell’Ircer, ha fatto il punto sulle cose fatte e sul programma a venire. “Lo spirito del progetto – dice Berardinelli – è che l’intera comunità si faccia carico di un disagio. In questo caso della persona con demenza. L’architetto Gianluca Darvo che ha progettato anche il centro Margherita di Fano è stato in città e sta studiando alcuni percorsi per renderli più accessibili, saremmo i primi in Europa”. La demenza è una malattia  che va al di là dell’Alzeimer e che nella provincia, soprattutto dopo il sisma, ha colpito centinaia di persone. “Dopo il terremoto abbiamo fatto un censimento negli hotel – racconta la presidente -. Su circa 500 persone over 65 ci sono una settantina di casi di Alzheimer, ma gli altri sono o completamente apatici e depressi o vivono una realtà virtuale, senza cadenze giornaliere che non siano il pasto servito e la televisione. Anche gli psicologi ne sono rimasti sconvolti. Le persone hanno vissuto un doppio trauma: quello del terremoto e quello dello spostamento. Rischiamo che un intero territorio rimanga senza passato”. E rispetto al 2015 e al 2016 “ci sono stati 140 decessi in più, soprattutto tra gli anziani”.

ProgettoAlzheimer_MaricaMarcolini_ManuelaBelardinelli_FF-3-325x217IL PROGETTO – Nel punto di incontro Circolamente di piazza Mazzini gestito da Icer e Comune famiglie, pazienti e semplici curiosi si incontrano due volte a settimana da circa un anno. “Macerata è stata scelta come città pilota del progetto perché ha dimostrato nella sua storia di avere lo spirito di accoglienza che poi si è rivelato effettivo – dice Berardinelli -. Abbiamo abbinato agli incontri attività concrete. Ad esempio siamo stati all’opera, senza mettere i manifesti, così le persone hanno vissuto un momento bello tutte insieme. Siamo stati al cinema e prima a mangiare una pizza. Sembra strano ma alcuni non uscivano a mangiare una pizza da anni, perché purtroppo alla diagnosi spesso segue una chiusura totale alla vita sociale. C’è stata la passeggiata con il Nordic walking con i commercianti di piazza Mazzini che ci hanno regalato una vera e propria cena”. Nel progetto sono coinvolte le università marchigiane, l’università di Bologna, l’Inrca, l’Istao e l’associazione italiana di Psicogeriatria. Una lista infinita di ringraziamenti segno, dice l’assessore ai Servizi sociali Marika Marcolini che “la città ha risposto bene e l’augurio è che anche dopo i tre anni del progetto Macerata resti per sempre amica della persona con demenza”. I prossimi appuntamenti in calendario, oltre al pranzo di San Giuliano, sono il viaggio per l’Alzheimer fest (1,2,3 settembre a Gavirate), che vedrà anche una delegazione maceratese e la proiezione del cortometraggio “Lettere a mia figlia” di Giuseppe Alessio Nuzzo il 24 settembre. Appuntamento che potrebbe vedere anche la presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Da settembre partirà anche il Progetto scuole, a cui hanno aderito tutti gli istituti del capoluogo e che sarà calibrato a seconda dell’età degli alunni per sensibilizzarli sul tema.

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Letizia Coluccini

 

DALLA CITTA’ AL TERRITORIO – Discorso più complesso quello dell’assistenza agli sfollati dopo il terremoto. Un progetto c’era ma la burocrazia l’ha rallentato e ora da settembre dovrebbero partire le visite, due volte a settimana, nei camping della costa marchigiana per assistere psicologicamente le persone spaesate, depresse o malate che vivono negli alberghi. La psicologa Letizia Coluccini che si è occupata del censimento ha parlato di uno “stato di abbandono. Sono garantiti in modo eccellente i bisogni primari, dormire e mangiare, ma per il resto la giornata è vuota. Non c’è un impegno, un progetto o un obiettivo. Il rischio è per le persone anziane non ancora malate di demenza, abituate alla vita di montagna, alla loro giornata scandita e che ora si ritrovano in albergo chiuse in una stanza. Piano piano le funzioni cognitive e sociali peggiorano”.

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