L’Appennino dopo la ricostruzione
protagonista a Symbola

TREIA - Tanti gli interventi al festival della Soft economy che anticipa il seminario che si svolgerà venerdì e sabato. Stefano Boeri, consulente del commissario Errani, ha proposto formule per il coinvolgimento della popolazione. L'architetto Cristini ha evidenziato le criticità del territorio. Il docente Unicam Massimo Sargolini, ha sottolineato la necessità di mantenere le comunità. Domani il focus finale, tra i presenti il sindaco di Norcia
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(foto di Francesco Mentonelli – Halleymedia, per Symbola)

 

L’Appennino che verrà, dopo la ricostruzione dal terremoto, è stato assoluto protagonista della seconda giornata di lavori del festival della Soft Economy, in programma a Treia, che anticipa il seminario estivo di Symbola di venerdì e sabato prossimo. La mattinata è stata l’occasione per analizzare il quadro introduttivo ai temi cruciali per la ricostruzione, secondo lo slogan di Symbola “Dov’era, come sarà” che strizza l’occhio al futuro, cercando direttrici di sviluppo per le aree interne dell’Appennino, lungo l’asse dello sviluppo sostenibile, della valorizzazione del protagonismo delle comunità locali e dell’integrazione in una rete solidale e di reciproca responsabilità, tra istituzioni e cittadini.

Giovanni Lolli

Intensa la testimonianza del vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli sulla tragedia di Rigopiano. L’assemblea plenaria è stata seguita nel pomeriggio da tavoli tematici, sulla rigenerazione territoriale e la ricostruzione con le Officine del Riuso, il consulente del commissario straordinario Errani, l’architetto Stefano Boeri, il laboratorio internazionale sulle Montagne del Mediterraneo, l’identità e la cultura dello sviluppo sostenibile, l’intersezione tra il progetto delle aree interne e le “comunità verdi”, il cui sviluppo è guidato dal principio di rispetto e valorizzazione dell’ambiente. Si è trattato di un primo momento di approfondimento, che continuerà nella giornata di domani, con il tavolo finale sui focus della ricostruzione al quale parteciperanno rappresentanti di associazioni di categoria, i rettori degli atenei marchigiani, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno e di Macerata Romano Carancini, rappresentanti del mondo istituzionale, dei sindacati. Nel pomeriggio, sempre al teatro comunale di Treia l’approfondimento sullo spazio urbano delle aree interne con le linee guida per il Padiglione italiano alla biennale di architettura di Venezia, che alle 17,30 vedrà protagonista Enrico Borghi della Fondazione Montagne Italia, Aldo Bonomi dell’Aaster, l’architetto Mario Cucinella curatore del Padiglione, Esmeralda Valente del Mibact e Fabio Renzi segretario della Fondazione Symbola.

Stefano Boeri

Nella giornata di oggi, una piccola “ricetta” su come ricostruire è stata lanciata durante il focus tematico sulle linee guida per la ricostruzione, al quale sta lavorando il gruppo coordinato da Stefano Boeri, consulente del commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani. Boeri ha indicato come cruciale il rapporto tra la necessità di garantire la sicurezza antisismica e l’opportunità di conservazione di manufatti, edifici e anche dello stesso paesaggio. Per l’architetto la temporaneità delle strutture alternative è un fattore esteso nel tempo, altro nodo problematico il protagonismo dei comuni, di questo si terrà conto nell’elaborazione delle linee guida a cui si sta lavorando. Per le questioni cruciali Boeri ha proposto forme di coinvolgimento dei residenti, ha proposto un bando internazionale per la ricostruzione della chiesa di San Benedetto a Norcia. La difficile situazione del Maceratese è stata denunciata dall’architetto Luca Maria Cristini, dell’ordine di Macerata il quale ha evidenziato l’alto livello di danni, nella diocesi camerte su 486 chiese ben 350 presentano danni gravi, evidenziando come la realtà locale sia meno sotto i riflettori rispetto a Norcia, tra le criticità evidenziate la mancanza di pianificazione, per le zone Sae e i depositi di macerie, nonostante il 1997 si è partiti da zero.

Da Rieti l’architetto Stefano Eleuteri ha proposto piazze tecnologiche virtuali, ‘riempite di senso’ per contrastare lo spopolamento. Critica la situazione a Teramo, come annunciato dall’architetto Giustino Vallesi con 5.500 sfollati di cui 1.500 negli alberghi della costa e 17mila richieste di sopralluogo. All’Aquila invece, ha evidenziato Sandro Annibali i piani di ricostruzione dei comuni colpiti dal sisma del 2009 sono stati approvati soltanto l’anno scorso e ci sono ben sei paesi in cui si sovrappone il cratere del 2016 a quello del terremoto dell’Aquila. Ad Ascoli gli architetti hanno fatto un coordinamento, che da Arquata, Comune simbolo del terremoto, è partito per incontrare la popolazione come specificato da Valeriano Vallese, da cui sono scaturite alcune proposte per contrastare lo spopolamento: la cessione di immobili con indennizzo, l’acquisizione di patrimonio immobiliare da parte dei comuni per restituirlo antisismico, l’assegnazione a canone zero per chi si impegna a restare per almeno cinque anni, sostegno tramite il programma delle aree interne alle attività economiche ed alle zone montane, il tutto sullo sfondo di 4 milioni di tonnellate di macerie. Il docente Unicam Massimo Sargolini, del comitato scientifico che collabora con Errani e del comitato aree interne, ha posto al centro del suo intervento la necessità di mantenere le comunità, per poter creare le future direttrici di sviluppo, oltre alla necessità di sapere per chi si va a ricostruire, chi saranno i fruitori dei nuovi borghi, rinati dalle ceneri del sisma. Alfiero Moretti, l’omologo umbro dell’ingegner Cesare Spuri già braccio destro di Errani durante il sisma dell’Emilia ha denunciato che i comuni non hanno la capacità di visualizzare una ricostruzione territoriale sistematica, si è espresso contro un modello unico di ricostruzione, ma ha evidenziato la necessità di avere dei pilastri, su riconoscimento dei contributi, gestione emergenza ed unità di aggregazione, che dovrebbero valere ad ogni sisma, mentre nei decreti del sisma del ’97, del terremoto del 2009 e di quello del 2016 persino i termini sono diversi.

Lorenzo Bellicini

Marco Frey

Fabio Renzi

Luca Dal Pozzolo

Flavio Corradini

Pietro Marcolini

Luca Lo Bianco

Giampiero Sammuri



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