Camerino come la vorrei,
progetti per la ricostruzione

SISMA - Il team dello studio dell'architetto Mario Cucinella, che dovrà preparare il piano strategico per la ricostruzione, in alcuni incontri ha raccolto le idee dei cittadini. Chiesta più sicurezza in centro, abbattimenti strategici, piste e percorsi ciclabili, espansione da San Paolo verso il centro, o in alternativa verso Torre del Parco
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Alcuni gruppi al lavoro alla Rocca Borgesca

di Monia Orazi

La Camerino dei desideri, in attesa che inizino i lunghi anni della ricostruzione, si è materializzata nei recenti incontri tra i cittadini ed il team di giovani architetti che collaborano con l’archistar Mario Cucinella, incaricato dal Comune di redigere il piano strategico per la ricostruzione. Per due pomeriggi consecutivi, al fresco degli alberi secolari e con di fronte lo splendido panorama della Rocca Borgesca, cittadini e professionisti si sono confrontati su alcuni aspetti per rendere più vivibile Camerino e per progettare come dovrà avvenire la ricostruzione, nel laboratorio di progettazione partecipata “Workshop per la ricostruzione”, con l’ultimo incontro previsto per lunedì 26 giugno alle 18,30 sempre alla rocca, per definire gli ultimi aspetti, in vista della presentazione del documento, il prossimo 31 luglio. Il punto di partenza posto dal gruppo di lavoro è stato quello di immaginare una città riqualificata al meglio, per poi raccogliere le idee dei diversi gruppi di cittadini, intorno ai temi di viabilità e mobilità, mura cittadine ed accessibilità, risorse economiche e culturali, demolizioni e soluzioni alternative, Camerino da vivere, Camerino ed il territorio, il centro ed i quartieri perifici.

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Uno dei gruppi di lavoro

Tra le idee dei cittadini quella di fare una rete di percorsi lungo le mura e che si dipartono a raggiera verso i dintorni con idoneo arredo urbano ed illuminazione notturna. E’ stata lanciata l’idea di ripulire parte delle mura dalle piante, per mostrarle in tutta la loro imponenza. Espressa l’idea di riqualificare la zona del Pincetto, con gli spazi che erano delle associazioni in cui ricavare case destinate a giovani coppie e destinare la zona dell’ex caserma a polo museale e biblioteca. Particolarmente dibattuta la situazione di Santa Maria in via, snodo cruciale per l’accesso al centro storico. Evidenziata la possibilità di costruire un tunnel per l’accesso sicuro in centro e di recuperare soltanto parzialmente l’edificio sacro, con le rovine che restano a testimonianza del terremoto. La complessità dei sotterranei presenti sotto al palazzo arcivescovile e la grotta borgesca ha lasciato intuire che si potrebbe valorizzare una rete di percorsi sotterranei, con le cisterne e le rovine romane sotto piazza Marchetti da recuperare e rendere fruibili. Chiesta dai cittadini la massima sicurezza all’interno del centro storico, predisponendo una serie di demolizioni strategiche e punti di raccolta. La necessità di invertire la tendenza allo spopolamento della città, si è legata alla richiesta di riportare al più presto i residenti, anche recuperando dove possibile, in modo veloce palazzi con danni lievi. Ipotizzata una rete di piste ciclabili, di cui una verso Castelraimondo, il cammino dell’antica via Lauretana.

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Strutture provvisorie alle Mosse

Chiesti marciapiedi nei quartieri periferici, una strada di collegamento tra Vallicelle ed il centro, il recupero di contenitori vuoti nel centro (ex tribunale, ex scuola Betti, ex licei) per parcheggi e spazi di aggregazione. Lanciata l’idea di ridurre la cubatura di alcuni grandi edifici, quando saranno ricostruiti, sia nel centro che in zona Vallicelle, nella zona dell’ex chiesa di San Francesco lanciata l’idea di fare una sorta di anfiteatro, spazi per spin off nella zona di San Filippo. La valorizzazione delle frazioni è legata a percorsi storici, enogastronomici, ai cammini della Resistenza, a sentieri che si dipartono dal centro. Per l’espansione della città sono state individuate due alternative, o sull’asse nord verso Torre del Parco e Castelraimondo, in una futura prospettiva di unificazione dei due comuni, magari con il ripristino della vecchia tranvia che li collegava, oppure la ricollocazione funzionale in spazi verdi non ancora edificati, come la zona tra Montagnano, San Paolo ed il centro storico, per evitare di dilatare eccessivamente il centro abitato. Per il turismo è stata lanciata la proposta di fare di Camerino un brand, puntando sulle esperienze possibili da vivere, in modo da avere diverse tipologie di fruizione. L’idea di avere a disposizione un centro polifunzionale per le associazioni è nata da uno dei tavoli. Hanno partecipato per il team Cucinella Maria Beccaria, Elena Biasion, Martina Ruini, Ksenyia Shkroban, Alberto Tomasino, Laura Zevi, coadiuvate dalle professioniste dell’associazione Ascolto Attivo di Marianella Sclavi, Agnese Bertello e Stefania Lattuille.

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Pianta di casette e strutture provvisorie a Vallicelle

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