Ischia, il genero di Marilena:
“Ha trovato la morte
nell’isola che aveva scelto come casa”

TRAGEDIA - Dino Pecorari è il marito di Elena Zani, la figlia dell'ex infermiera 65enne tra le due vittime del terremoto. La coppia è partita ieri da Civitanova: "Aveva comprato un mini appartamento qui, nuovo e molto carino. Lunedì sera si trovava da un'amica a Casamicciola. Avevamo provato a chiamarla, ma non rispondeva. Non avremmo mai pensato potesse essere lei". La donna risultava ancora residente a Monte San Giusto, domani l'autopsia
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Marilena-Romanini

Marilena Romanini

 

“Avevamo provato a contattarla, ma non rispondeva. Non avremmo mai immaginato ci fosse lei tra le vittime”. Sono le parole di Dino Pecorari, il genero di Marilena Romanini, una delle due donne morte nel terremoto di Ischia (leggi l’articolo). La 65enne è rimasta sepolta dal crollo di una casa in piazza Maio a Casamicciola: lunedì sera era andata a trovare un’amica. Originaria di Brescia, dal 1997 risulta residente a Monte San Giusto, in via Vittorio Emanuele, nel centro storico, ma in realtà da qualche anno si era trasferita nell’isola. Aveva lavorato come infermiera all’ospedale di Recanati e per un periodo anche a Civitanova, ora era in pensione. Lascia una figlia, Elena Zani che vive col marito Dino Pecorari a Civitanova, e un altro figlio in nord Italia. “Era venuta qui a Ischia per una vacanza, per le acque termali – racconta il genero, che ieri ha raggiunto l’isola con la moglie – poi aveva deciso di restarci. Si trovava bene, e così aveva deciso di prendere qui un mini appartamento, nuovo e carino. Lunedì sera era andata a trovare un’amica a Casamicciola. Era una persona tranquilla, esuberante, che amava viaggiare”. I parenti ora stanno cercando di sbrigare le pratiche tra caserma dei carabinieri e ospedale. “Lo abbiamo saputo ieri verso mezzogiorno – continua Pecorari – e all’inizio pensavamo si trattasse della donna coinvolta nel crollo del cornicione della chiesa. Appena possibile siamo partiti e ora ci troviamo in un casino pazzesco, ma piano piano ne verremo a capo”. L’autopsia sul corpo della 65enne sarà eseguito domani all’ospedale di Napoli, così come per l’altra vittima, Liana Balestrieri, 59 anni, residente a Ischia e mamma di sei figli. Solo dopo il nulla osta dell’autorità giudiziaria le salme saranno restituite ai familiari per i funerali.

terremoto-ischia-12-1-e1503503275302-300x400LE INDAGINI – Non solo le parole del capo della protezione civile Angelo Borrelli, che aveva parlato di “costruzioni realizzate con materiali scadenti”, ma anche la procura di Napoli che sta valutando l’ipotesi di aprire un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Questi i primi risvolti relativi alla tragedia causata da un terremoto di 4.0. “Sono nel quadro ordinario delle valutazioni possibili in questo momento – ha dichiarato Giovanni Melillo, capo della procura di Napoli, ai microfoni di Radio 1. Melillo ha poi specificato che si tratta di un “quadro complesso e bisognoso di approfondimenti”. La procura è in attesa di due relazioni, quella della protezione civile e quella dei vigili del fuoco, che ha richiesto nell’ambito di una indagine conoscitiva. Solo dopo l’analisi delle due relazioni potrebbe essere aperta un’inchiesta. Le relazioni sono state chieste ieri contestualmente a un primo sopralluogo effettuato dai due pm Maria Teresa Orlando e Michele Caroppoli.

(redazione CM)

 

 

 



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