La protesta di 33 famiglie:
“Palazzine con danni lievi
ma i lavori non iniziano”

TOLENTINO - I residenti di alcuni stabili di via Proietti lamentano, in una lettera inviata al commissario Errani e al governatore Ceriscioli, di essere costretti fuori casa da mesi: "Avviando celermente le opere potremmo ritornare ritrovando benessere psichico e fisico. Ci sono molti appartamenti abitati da persone che hanno handicap". La Regione: "A breve l'Erap darà il via ai lavori"
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Le palazzine di via Proietti a Tolentino

 

Sono 33 famiglie e attendono di poter rientrare in un blocco di palazzine di via Proietti, a Tolentino, dove vivevano prima del sisma e dove, dicono, i lavori si potrebbero fare in tempi brevi perché i danni sono lievi. Dopo le scosse di ottobre la loro vita è sospesa tra alloggi con il contributo per l’autonoma sistemazione o container. Ora hanno scritto una lettera al commissario Vasco Errani, al presidente della Regione Luca Ceriscioli, al sindaco di Tolentino per chiedere una cosa semplice: quando potranno far rientro nelle loro abitazioni visto che i danni alle palazzine di via Proietti, che vanno dal civico 6 al 12, sono lievi (classificati in categoria B). «Perché ancora non sono iniziati i lavori di ristrutturazione o messa in sicurezza?» chiedono le famiglie nella lettera. E lamentano che in questo modo, con il passare dei mesi, l’edificio è «in balia di incuria e disfacimento». Ok i tempi lunghi per problemi e burocrazia «ma sappiate che 33 famiglie avviando celermente i lavori potrebbero tornare nelle loro case, ritrovando così benessere fisico e psichico considerando che molti appartamenti sono abitati da persone portatrici di handicap anche gravi, ritrovando soprattutto la dignità di essere persone». Dopo essere state costrette a lasciare la loro casa, queste famiglie si trovano a vivere fuori Tolentino «per non parlare poi dei soldi che viene a costare allo Stato il contributo di autonoma sistemazione, facendo due conti della serva, al mese per 33 famiglie si viene a spendere circa 20mila euro – scrivono nella lettera –, non considerando l’introito mancato degli affitti, soldi che poi ricadrebbero comunque nelle tasche dei contribuenti. Riteniamo quindi che la soluzione migliore sia quella di sistemare in breve la palazzina, considerando che si tratta di lavori prontamente eseguibili».

In seguito alla sollecitazione dei residenti, la Regione spiega che «per la ristrutturazione occorre attendere l’approvazione di un piano con relativi finanziamenti poiché si tratta di un’opera pubblica. Ciò, a differenza delle abitazioni private che, secondo la norma, godono del contributo immediato alla presentazione del progetto. Il costo delle ristrutturazioni del condominio in questione è stato inserito con priorità di finanziamento nell’ordinanza numero 27 del commissario Errani. A breve l’Erap potrà dare il via ai lavori».



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