Trentatrè casette dopo l’esodo,
primi sorrisi per due Comuni
(foto-reportage)

SISMA, UN ANNO DOPO - Consegnati 11 moduli a Montecavallo e 22 a Pieve Torina dove il primo a prendere le chiavi è Raffaele Marsili, 91 anni: "Per me questa casa è perfetta". Un segno di speranza per chi ha vissuto dieci mesi di sofferenze: "Non siamo morti sotto le macerie ma siamo morti dentro. Questa vita ti consuma, speriamo si ricominci"
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Raffaele Marsili, 91 anni, riceve la chiave della casetta a Pieve Torina

 

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Santa Rustichelli

 

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

La nostalgia del ritorno a quasi un anno dal sisma di ottobre traspare più dal silenzio che dalle parole. Il primo a prendere le chiavi nell’area Le Piane di Pieve Torina è Raffaele Marsili, 91 anni. Seduto sulla sedia, l’emozione lo rende quasi indifferente alla piccola folla che ha appena varcato la soglia e si limita a dire che la casa “è perfetta”.

«Non siamo morti sotto le macerie ma siamo morti dentro, non so che impatto avrò con questa casa». Anche Santa Rustichelli ha da poco girato la chiave nella serratura della sua casetta fresca di consegna. Lo dice con il sorriso ma racconta di «dieci mesi molto impegnativi», della speranza di ricominciare dopo l’esodo sulla costa. «La casa è completamente inagibile e ci vorranno almeno dieci anni per ricostruirla, non so se la vedremo, questo tipo di vita ti consuma». Perché le casette sono un segno di speranza, come ha ripetuto più volte il governatore Luca Ceriscioli, ma dove il terremoto ha colpito più forte le macerie sono ancora là a ricordarne il trauma e i problemi. Lo dice anche il sindaco Alessandro Gentilucci: «Le persone avranno bisogno di tempo per ambientarsi di nuovo». 

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A Pieve Torina le 22 abitazioni consegnate oggi ad altrettante famiglie della zona sono circondate da un cantiere ancora in corso per ultimarne altre 103. Gli operai hanno lavorato ininterrottamente per consegnarle in tempo. Un sacrificio che ha regalato un giorno di festa a molti: tra Fiastra (prima area a essere inaugurata – leggi l’articolo), Montecavallo e Pieve Torina sono 42 le famiglie che hanno ritrovato una casa, anche se provvisoria, ma dotata di ogni comfort. Ci sono la tv, le pentole, gli allacci per istallare l’aria condizionata. La temperatura da sola si assesta su una ventina di gradi, le case sono di ultima generazione e subiscono poco o niente l’escursione termica.. “Speriamo si ricominci”, dice Rustichelli, che comunque, nonostante l’ambiguità di un ritorno a una normalità tutta da conquistare, già pensa a un domani di serate in compagnia e visite dei parenti insieme al marito Antonio Bernardini.

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Gli operai al taglio del nastro

 

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Rossana Ricci e Giovanni Giori

 

Rossana Ricci e Giovanni Giori hanno “girovagato un bel po’ – dicono aprendo la porta di un’altra abitazione a qualche metro di distanza – Ritornare è emozionante, se solo fosse la chiave di casa nostra sarebbe meglio. Ma speriamo che sia il primo passo per tornarci”. A Montecavallo, dove finalmente prende la rete telefonica, le undici casette sono state inaugurate un paio di ore prima, a un passo dal borgo puntellato, ma rinato con le attività e in negozi aperti. Il sindaco Pietro Cecoli dice che sono state ultimate in 40 giorni, “una schioppettata”.

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Maria Tesei

Anche all’ombra del crocifisso di ferro che svetta sul paese la gioia e la rabbia vanno di pari passo. “Si sono sbrigati tardi, dovevamo stare qua 4 mesi fa – dice Maria Tesei – Ho conosciuto tante persone gentili ma ci hanno fatto attraversare tutta la costa adriatica prima di tornare”. Filomena Di Carlo dice che le “piace tutto di Montecavallo, io sono cresciuta qui. Per noi che veniamo dal niente questa casa è un regalo bellissimo. L’apprensione c’era perché ogni volta rimandavano, ma per fortuna siamo qui adesso”. Le lacrime, se spuntano, spezzano una tensione durata mesi e mesi. “Non ci si sperava più – dice Loredana Tenconi – è un’emozione forte e bella”.

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Loredana Tenconi

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Al centro il sindaco di Montecavallo Pietro Cecoli consegna le chiavi delle casette

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Filomena Di Carlo

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Montecavallo

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A destra direttore del Servizio Protezione civile regionale David Piccinini

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Luca Ceriscioli

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Il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci insieme al presidente del consorzio Arcale Giorgio Gervasi

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Santa Rustichelli e Antonio Bernardi

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