L’Aida omaggia i Sibillini,
500 biglietti per i terremotati

MACERATA - Due serate (11 e 14 agosto) per portare dentro lo Sferisterio le popolazioni del cratere. Iniziativa resa possibile da sponsorizzazioni. I paesaggi dell'Alto Maceratese e l'esodo degli sfollati entrano nell'opera diretta da Francesco Micheli
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Da sinistra il direttore artistico Francesco Micheli, il sindaco di Macerata, Romano Carancini, il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, e il sovrintendente del Macerata Opera festival, Luciano Messi

 

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di Maria Stefania Gelsomini

Lo Sferisterio chiama e il territorio risponde compatto: l’Aida si apre ai terremotati. “Alle spalle la paura, davanti lo Sferisterio”. Questo slogan del sindaco Romano Carancini riassume il senso delle iniziative di solidarietà concreta che lo Sferisterio ha voluto mettere in atto per restituire un sorriso e un po’ di fiducia alle popolazioni della provincia maceratese colpite dal sisma: due serate (11 e 14 agosto) per portare dentro lo Sferisterio e dentro l’opera i terremotati, un’iniziativa condivisa che vede uniti il Comune, la Provincia di Macerata e l’associazione Sferisterio. Oltre alla tradizionale serata riservata ai sindaci (quella dell’11 agosto), che si rinnova ormai da qualche anno, nell’ultima recita di Aida del 14 agosto verranno messi a disposizione 500 biglietti per gli abitanti delle zone più colpite dal terremoto, che verranno gestiti e distribuiti dalle comunità locali e ripartiti in base alla popolazione di ogni Comune (10 biglietti fino a 5.000 abitanti, 16 biglietti fino a 10.000 abitanti e 24 biglietti oltre i 10.000 abitanti). I Comuni della provincia coinvolti sono 43, tutti inseriti nel famigerato cratere, esclusa Macerata. Iniziativa meritoria sì, ma nessuno entra gratis in teatro sia ben chiaro, perché entrambe le iniziative sono sostenute da una società che si accolla in toto le spese dei biglietti (resi disponibili a prezzi ribassati dallo Sferisterio). La serata dei sindaci è sponsorizzata dalla Atlantico srl, la ditta che si è aggiudicata la riqualificazione dell’illuminazione di Macerata, la seconda serata è a carico della Vemac (leader in Abruzzo e Marche nella vendita dei materiali per l’edilizia) che organizzerà anche un servizio gratuito e personalizzato di navette per prelevare i partecipanti nel loro sito attuale di residenza.

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«Dopo il terremoto la paura di non farcela è stata tanta – ammette Carancini – ma oggi abbiamo la convinzione di aver fatto tutto il possibile per il teatro, per la musica e per il territorio». Concetto caro anche al presidente della Provincia Pettinari, che ha voluto ospitare la conferenza stampa odierna nella sala consiliare della Provincia, riservata solo ad occasioni speciali. “Accanto alla serata istituzionale con i sindaci, in cui l’intero territorio provinciale è rappresentato simbolicamente, la serata per i terremotati esprime la nostra vicinanza, la solidarietà vera, la coesione e la speranza. Il nostro territorio è stato colpito duramente ma insieme si possono superare problemi e ostacoli. Non tutte le città e le zone sono state colpite allo stesso modo, occorre essere obiettivi e riconoscere, senza competizione, chi ha più bisogno. Nonostante i danni e le innumerevoli difficoltà questo è un territorio ricco di eccellenze, non è stato distrutto, sono tantissimi i motivi per visitarlo». E quando i terremotati entreranno dentro lo Sferisterio, troveranno i Sibillini e un omaggio al loro dramma dentro l’Aida di Francesco Micheli che parla ormai, da maceratese acquisito, del “nostro” e non più del “vostro” territorio: «Dopo il terremoto dovevamo capire come potevamo essere presenti, lo abbiamo fatto per prima cosa dimostrando che il colpo ci ha messo in ginocchio ma non ci ha abbattuto, e lavorando per dar vita al festival migliore possibile, con tante iniziative variegate e due serate in più rispetto al 2016».

Ma la dimostrazione della vicinanza del direttore artistico e dello Sferisterio alle persone colpite dal terremoto costrette ad abbandonare la propria terra, è andata oltre. Nella celebra aria “O cieli azzurri”, in cui Aida rievoca l’Etiopia, i verdi colli e le fresche valli della sua terra natia, si potranno riconoscere, a differenza dell’edizione 2014, il paesaggio dei Sibillini e l’esodo di tanti sfollati da borghi devastati, magari verso il mare, come fu quello di Aida verso la sabbia d’Egitto. «È importante – ha ribadito il sovrintendente Messi – che lo Sferisterio sia visto come luogo simbolo, catalizzatore e motore di questo territorio. Il nostro coinvolgimento diretto in queste iniziative è un segnale simbolico, profondo ma importante di uno Sferisterio credibile e identitario, attorno a cui si aggregano altre forze». Un altro segnale concreto di solidarietà sarà la serata di Pieve Torina del 10 agosto in collaborazione con il consorzio Marche Spettacolo, con musica ed eventi dal tramonto alla mezzanotte.

Intanto, dopo la replica della Madama Buttefly di ieri sera e in attesa della prima di Aida di domani, torna in scena stasera la Turandot del duo Ricci-Forte, con la sostituzione all’ultimo momento della soprano svedese Iréne Theorin, che a causa di un serio infortunio in seguito a una rovinosa caduta in centro storico a Macerata è stata costretta ad abbandonare il ruolo della principessa di ghiaccio. A sostituirla sul trono e in groppa all’orso polare sarà la soprano France Dariz.

 

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