Casini d’agosto

COMMENTO - I due episodi che hanno riguardato la vicepresidente della giunta regionale delle Marche: l'epiteto "gentaccia" a due terremotate e il fratello nominato da Spuri coordinatore sub dirigenziale delle attività tecniche della ricostruzione
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di Fabrizio Cambriani

Con un micidiale uno-due mediatico, Anna Casini, vicepresidente della giunta regionale delle Marche, grazie a due distinti episodi, riesce a guadagnarsi le prime pagine di tutti i giornali. Un record assoluto difficilmente eguagliabile. Ma andiamo con ordine, seguendo la cronologia del suo profilo Facebook. Mercoledì 2 agosto, verso le nove di sera, la vicegovernatora se la rideva come il Franti del libro Cuore, alle spalle della consigliera regionale Romina Pergolesi. Condivideva la Casini, un post di un sedicente medico e scienziato, il quale dissentiva dagli argomenti della Pergolesi a proposito dei vaccini. Una palese sconfessione – secondo l’esponente del governo regionale – che faceva fare una “figura barbina” alla grillina, con tanto di invito a leggere il post. Appena due giorni dopo scoppiava la prima grana. Da un blog si apprendeva di come la Casini, nella seduta del consiglio regionale di martedì primo agosto, avesse apostrofato due terremotate, che si erano recate a seguire i lavori dell’assemblea regionale, con l’appellativo di “gentaccia.” La notizia si diffondeva per tutto il pomeriggio, mentre dalle redazioni si cercavano conferme, oppure smentite, finché a metà pomeriggio era la stessa Casini a confermarla sempre dal suo profilo Facebook. La spiegazione della governante non smentiva l’epiteto di “gentaccia” rivolto alle due terremotate, ma precisava che sentendosi “minacciata, peraltro in un luogo istituzionale, ho chiesto che le signore venissero allontanate.” Seguiva lunga discussione sul social con tanto di botta e risposta con una delle dirette interessate. A questo punto i quotidiani nazionali (eccetto i blasonati giornaloni che sia detto per inciso, in tre anni hanno perduto qualche centinaio di migliaio di lettori) rilanciavano la notizia prima sul web poi su carta. N

casiniceriIl secondo episodio fa data sempre martedì primo agosto. L’ingegnere Cesare Spuri, direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione post-sisma, firma un decreto con cui nomina coordinatore sub dirigenziale delle attività tecniche della ricostruzione, per le aree di Ascoli  e Fermo, tale Gian Carlo Casini, fratello della nominata Anna, vicepresidente della giunta regionale delle Marche. Seguono immediatamente ferocissime polemiche con tanto di esposti alla procura e alla autorità di garanzia. Ma a proposito di Gian Carlo Casini, per comprendere meglio il suo ruolo e contestualizzare la sua funzione è bene avere qualche istante di pazienza e riavvolgere il nastro fino alla fine del marzo scorso. Guido Castelli è il sindaco di centrodestra di Ascoli Piceno. È amato dai suoi, ma anche benvoluto dagli avversari. È stato consigliere regionale per un paio di legislature e potrebbe essere la candidatura giusta del centrodestra – come ha osservato tempo fa un noto sociologo della Politecnica – per aspirare a diventare il prossimo governatore, con un notevole margine di successo. Ebbene il 30 marzo scorso il buon Castelli in pieno consiglio comunale perde la pazienza e sbotta testualmente: “Sono da due mesi che Ascoli è vittima dell’assenza delle verifiche sugli edifici danneggiati dalle scosse sismiche. Chiederò una commissione d’inchiesta regionale, per verificare se questi ritardi siano dovuti a (Gian) Carlo Casini, fratello della vicepresidente della Regione. Una commissione d’inchiesta che dovrà fare luce su questi ritardi e spiegarne i motivi. Certamente i messaggi trasversali del Partito Democratico non ci fanno assolutamente paura.” Perché Castelli fa riferimento al Partito Democratico? Perché secondo lui è in atto un’operazione da parte dell’ufficio Ricostruzione, mirato a favorire i Comuni governati dal centrosinistra. In particolare Offida e Castorano.

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Anna Casini

La risposta a mezzo stampa di Gian Carlo Casini alle accuse non si fa attendere ed è la seguente: “Non avrei mai pensato di dover rispondere al sindaco della mia città per questioni inerenti la mia professione – ha affermato Casini – l’attacco rivoltomi per colpire politicamente mia sorella, che ricopre un ruolo importante in Regione, è completamente fuori luogo e una caduta di stile senza precedenti: sferrare un simile colpo in un momento così tragico, per un mero tornaconto politico, è un gesto inedito e disdicevole. Mi sembra assurdo dover rendere conto della mia carriera lavorativa pubblicamente e a te – con cui in questi mesi difficili ho avuto professionalmente a che fare – tuttavia mi trovo costretto a presentarmi: sono un dipendente della Regione Marche dal 1997 – dice Casini – ho lavorato, trasferendomi a Muccia, alla fase di emergenza e di ricostruzione a seguito degli eventi sismici che colpirono la Regione Marche nel 1997, di quelli del Molise nel 2002, de L’Aquila nel 2009 e dell’Emilia Romagna nel 2012. Ho ricoperto il ruolo di segretario generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Tronto dal 2005. Ho quindi costruito la mia carriera lavorativa prima che mia sorella entrasse in politica. Per evitare ogni possibile polemica, pur avendo i requisiti per farlo, non ho risposto all’interpello per ricoprire il ruolo di dirigente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione Sisma 2016 – continua Casini – non ho partecipato a concorsi per dirigenti della Regione Marche e da ultimo, ho evitato di prendere parte all’interpello per direttore della Protezione Civile Regionale. Non sono più neanche segretario generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Tronto. Mi sorprende che il sindaco non ricordi le tante telefonate che abbiamo avuto nei giorni successivi agli eventi sismici per cercare di impostare al meglio la fase dell’emergenza e della ricostruzione. In quei giorni non c’è mai stata da parte mia una sottovalutazione delle sue richieste, anche quando qualche giorno fa mi ha chiesto di formare i colleghi dell’ufficio tecnico comunale di Ascoli per accelerare le verifiche di agibilità post sisma, istanza che ho prontamente eseguito. Ecco perché è ancora più sorprendente, e mi ferisce, un attacco pubblico che non ha nulla a che vedere con la ricostruzione – conclude Casini – un attacco che è offensivo non tanto per la mia persona, quanto per la verità dei fatti che i cittadini hanno il dovere di conoscere: il lavoro con il Comune di Ascoli, che è anche la città in cui vivo, è stato svolto dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e io non sono il direttore. Mi aspetto un’immediata correzione delle accuse che ha mosso il sindaco alla mia persona. Se ciò non dovesse avvenire, mi troverà costretto a tutelare la mia immagine professionale nelle sedi delegate”.

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Comi e Casini all’assemblea nazionale del Pd

Ad oggi, a difesa del fratello della vice presidente della giunta, si sono schierati Angelo Sciapichetti assessore regionale e Francesco Comi, segretario regionale del Pd che con un lungo e articolato post su Facebook – ormai Comi fa come il povero Bin Laden che comunica solo sui social – ci ha interrotto pure le vacanze. Silenzio invece da parte del presidente Ceriscioli. Da parte nostra, e in attesa di leggere prossime notizie sulle eventuali collocazioni della suocera di Carrescia o della nuora di Morgoni, osserviamo il tutto, con distacco e filosofeggiando anche un po’ su quanto piccolo sia il mondo. Solo un paio di mesi fa, infatti, era scoppiata la polemica su come la mamma del parlamentare Emanuele Lodolini fosse stata inserita nella segreteria di Ceriscioli, in qualità di vicecommissario straordinario alla ricostruzione. Oggidì ci tocca scrivere delle polemiche sull’incarico del fratello della vicepresidente Casini. Il tutto, ben consapevoli che a differenza di quelli che ci governano, i quali hanno tutti genitori, figli e fratelli straordinariamente geni, noi – come cantava Vecchioni – abbiamo tutti parenti così, così…

 

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