Terremoto, un anno dopo
Ceriscioli: “Presto nuova cabina di regia,
risultati ottenuti da chi ha lavorato bene”

REPORT - Il bilancio della Regione nella gestione del post sisma: "Si andrà progressivamente verso una modifica, anche normativa, che sposterà progressivamente il baricentro della ricostruzione sui territori: Regioni, Comuni e, aggiungerei, le Province". Il governatore cita Sarnano come esempio positivo: "Simbolo di efficienza e collaborazione". Sul commissario Errani: "Lo conosco, lavorerà fino all'ultimo giorno". VIDEO
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La conferenza stampa di questa mattina in Regione

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di Nunzia Eleuteri

“Ci sono tutti gli strumenti e le risorse economiche per ricostruire. Nella gestione del post terremoto si andrà progressivamente verso una modifica, anche normativa, che sposterà progressivamente il baricentro della ricostruzione sui territori: Regioni, Comuni e, aggiungerei, le Province”. Lo ha detto il presidente delle Marche Luca Ceriscioli, nella conferenza stampa di bilancio delle attività svolte dalla Regione ad un anno dal sisma. “Il premier Gentiloni nominerà un Commissario unico, (leggi) –  ha ricordato – che sarà affiancato dai 4 sub commissari, ma l’obiettivo è  trasferire sempre più ruoli e resposabilità sui territori. Il commissario alla ricostruzione Errani  comunque – ha aggiunto – lavorerà fino all’ultimo giorno: ci ha già convocato lunedì per una nuova cabina di regia”.

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I numeri del terremoto sono stati evidenziati con delle slide: 87 comuni nel cratere, 90 fuori dal cratere ma con segnalazione di danni, 3978 i kmq interessati, 31.979 gli sfollati, 184 milioni i costi dell’emergenza, 27 i comuni che hanno chiesto la Sae(soluzioni abitative di emergenza) e 35 le aree in cui è iniziato il montaggio di 606 casette, 78 cantieri aperti e 69 milioni di euro spesi per i lavori di urbanizzazione, 125.420 le tonnellate di macerie rimosse (2000 al giorno), 218 le stalle realizzate ed allestite e 100 fienili.  

5-e1503403655132-398x400Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ha letto e spiegato con orgoglio questi numeri addentrandosi anche nel cronoprogramma Sae dei singoli comuni elencando le date dell’approvazione layout e le date dei fine lavori: “Entro fine anno il 90% delle casette sarà stato consegnato. Siamo impegnati in una importante rendicontazione che serve non solo per fare il punto della situazione ma anche per attingere ai finanziamenti europei – ha dichiarato – Le soluzioni abitative di emergenza hanno fatto molto discutere ma è necessario vedere come funzioni la procedura.

1-8È il Comune che deve dapprima individuare il fabbisogno e l’area per il posizionamento delle casette. Se l’area risulta idonea dal punto di vista idrogeologico, la Regione provvede alle gare per l’urbanizzazione e il montaggio delle casette.  Spesso ci sono stati problemi proprio nella individuazione di queste aree non facili da individuare nelle nostre zone montane così complesse per l’orografia dei terreni. Solo a questo sono dovuti alcuni ritardi. Le casette poi sono assegnate ai Comuni che decideranno come operare per l’ingresso delle persone. Per quanto riguarda la raccolta delle macerie (stimate nell’ordine di 1 milione e 100mila tonnellate) – ha continuato il presidente Ceriscioli – si prevede il termine dell’operazione entro dicembre 2018. Localmente ad operare sono le aziende municipalizzate e i comuni. La Regione può adoperarsi solo dopo le ordinanze. Solo 6 Comuni su 53 hanno consegnato il cronoprogramma della rimozione macerie. Abbiamo voluto dare un maggior coinvolgimento ai Comuni proprio perché possano identificare al meglio le necessità del territorio”.

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Il taglio del nastro delle Terme di Sarnano

E proprio in merito ai comuni, Ceriscioli ha sottolineato che chi ha saputo andare a fondo ha ottenuto già risultati: “Pochi giorni fa eravamo a Sarnano che è stato davvero il simbolo dell’efficienza per la ricostruzione. Con impegno è stata delocalizzata la sede delle terme che abbiamo già potuto inaugurare. Sempre a Sarnano, il 15 settembre aprirà una scuola completamente nuova. Un lavoro di grande collaborazione. Ripeto che, se si lavora bene, ci sono tutte le carte in regola per raggiungere ottimi traguardi. Dire che il governo non ha dato le risorse è assolutamente inesatto: 333 milioni per le scuole, strutture sanitarie ed opere pubbliche, 248 mln per il turismo e il rilancio del territorio, 160 mln per l’agricoltura, 286 mln per il ripristino delle strade, 20 mln per la sanità, 120 mln per i beni culturali. Un totale di 1 miliardo e 100 milioni di euro che ci permettono di ripartire e ricostruire. Fondi disponibili già dal primo anno mentre ci sono realtà che hanno atteso 7 anni per averli”.

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Il presidente della Regione ha poi elogiato il lavoro svolto dal commissario straordinario per la ricostruzione: “Errani ha deciso di lasciare il suo incarico il giorno della scadenza. Lo conosco bene e so che comunque lavorerà fino all’ultimo momento come ha sempre fatto; sarà sostituito da un nuovo commissario che il governo sta cercando di individuare ma nel contempo si sta pensando di dare maggiori poteri e competenze ai territori.  In un anno tanta gente ha lavorato notte e giorno senza conoscere ferie né riposo domenicale. Questa è anche una occasione per me per poter ringraziare tutti. Tanto altro ancora da fare in questo anno e in quelli successivi, non ci fermiamo e andiamo avanti in modo deciso. Sono 150 le aziende marchigiane che stanno lavorando per la ricostruzione e anche questo è un grande segnale di ripartenza per l’economia della regione”.

Tra i presenti, gli assessori regionali, il responsabile della Protezione civile delle Marche Davide Piccinini, il direttore dell’ufficio speciale di ricostruzione Cesare Spuri e i dirigenti degli uffici della Regione.

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Fabrizio Cesetti

L’assessore al bilancio, Fabrizio Cesetti, ha confermato il grande lavoro svolto dagli uffici competenti e in particolare dal presidente Luca Ceriscioli che “ha predisposto un impianto normativo adeguato e all’altezza e ha ottenuto le risorse economiche in tempi rapidissimi. Di tutto questo – ha sottolineato Cesetti – va tenuto conto. Voglio assolutamente valorizzare l’impegno e tutto quello che ha fatto il presidente della Regione Marche in questo difficile anno del sisma”.

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Abbiamo chiesto al presidente della Regione se fossero in atto accorpamenti di servizi nei piccoli comuni: “Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, all’inizio qualche sindaco si è mostrato favorevole ma quando si è trattato di individuare l’area sono saltati gli accordi – ha risposto –  A quel punto non potevamo che ricostruire il pregresso poiché il servizio va assolutamente garantito. Peccato perché ogni anno torna la paura per i piccoli comuni di perdere iscritti e classi. Questa poteva essere un’occasione per andare oltre e riprogettare il futuro dei nostri territori. Qualcosa però si sta muovendo e a breve ne daremo notizia”.

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