Muccia, riapre il centro storico
Spuri: “Allerta dalla procura antimafia
sui fondi per la ricostruzione”

SISMA - Cerimonia e dibattito con il direttore dell'ufficio per la ricostruzione: "L'uffIcio a Caccamo è stata una scelta baricentrica". Il sindaco Mario Baroni ha promesso le 165 casette richieste arriveranno il 30 settembre. Sciapichetti ha fatto un po' un mea culpa sugli "errori commessi": "Ma il terremoto ha avuto numeri impressionanti e sicuramente la macchina delle emergenze non poteva essere pronta"
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di Maurizio Verdenelli

(foto di Luciano Carletti)

Sì, è vero: il procuratore generale presso la procura antimafia ci ha convocato per metterci in guardia in riferimento ai finanziamenti per la ricostruzione. I soldi arriveranno presto e sono tanti. Naturale che occorra non abbassare la guardia, anzi…da due mesi dunque l’allerta è massima e i controlli sono state avviati”. La società marchigiana è notoriamente sana, ma la malavita organizzanta allunga i suoi tentacoli anche in questo territorio come ormai report e dossier stanno indicando in proposito”. Parole dell’ingegner Cesare Spuri, direttore dell’ufficio per la ricostruzione regionale, questa sera a Muccia in piazza della Libertà nel corso di un dibattito – coordinato da chi scrive – seguito alla riapertura del centro storico. Una cerimonia importante, nel senso di una ripartenza ideale del paese al confine dell’Umbria dove sono rimasti solo 400 abitanti. Spuri ha detto anche di più. Il riferimento è alle polemiche scoppiate in queste ore sull’ubicazione dell’ufficio per la ricostruzione. La scelta, che è stata condivisa col commissario Errani e il suo vice, ha un significato evidentemente baricentrico. “Caccamo è l’intersezione precisa tra due statali ed è quindi il luogo di maggiore avvicinabilità da parte delle comunità del cratere sismico.

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Un luogo dove si possono “lavorare” le 2mila pratiche, ad esempio di Sarnano, le 4 mila di Tolentino o le 3500 di San Severino”. Alla cerimonia ha partecipato anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti. Il sindaco di Muccia, Mario Baroni, ha promesso le 165 casette richieste arriveranno il 30 settembre. Sciapichetti ha fatto un po’ un mea culpa sugli “errori commessi”: “Ma il terremoto ha avuto numeri impressionanti e sicuramente la macchina delle emergenze non poteva essere pronta”. Ha detto un grande grazie a tutti i sindaci con particolare indicazione allo stesso Baroni e a Pietro Cecoli, primo cittadino di Monte Cavallo, presente oggi a Muccia. “Tre i punti da cui ricominciare – ha dichiarato Sciapichetti -. La consegna delle Sae avverrà nei mesi di agosto, settembre, ottobre e saremo quindi nelle previsioni, mentre tarderà la ricostruzione leggera che era prevista entro il 31 luglio. Immediato sarà l’acquisto dell’invenduto: migliaia di case che la Regione farà proprie per darle all’Erap e quindi agli sfollati. In direzione dell’agricoltura, sicuramente le stalle saranno pronte in vista dell’inverno”. Al convegno hanno preso parte oltre il sindaco Baroni, l’ingegner Spuri e l’assessore Sciapichetti anche il direttore di Coldiretti, Nasini, e il giornalista Claudio Bianchini in rappresentanza di Foligno: “E’ in corso un gemellaggio tra la città umbra e Muccia” ha annunciato lo stesso Bianchini, “rendendo così forte il legame tra due città che hanno subito il sisma”.

 

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