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«Basta allarmismi sulla discarica.
I siti non li sceglie Acquaroli»

RIFIUTI - Silvia Luconi, sottosegretario alla presidenza della giunta: «Chi dice no a una scelta ha anche il dovere di indicare una soluzione alternativa, concreta e praticabile. Iniziamo a discutere anche sul termovalorizzatore». Intanto c'è un'interrogazione dei consiglieri regionali d'opposizione Michele Caporossi e Massimo Seri. Luca Buldorini: «Dal Pd ci si aspettava soddisfazione e non polemiche per una soluzione impattante che si allontana da Macerata»

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Silvia Luconi consiglio foto

Silvia Luconi

«Sulla nuova discarica provinciale serve serietà. Non servono allarmismi, né il tentativo di trasformare una questione complessa nell’ennesima polemica politica. La scelta dei siti non compete alla Regione né al presidente Acquaroli». Così Silvia Luconi, sottosegretario regionale, respinge al mittente le critiche arrivate sull’affaire discarica. 

Per Luconi «tirare in ballo Acquaroli significa spostare il dibattito dal piano delle responsabilità a quello della propaganda. L’iter riguarda gli organismi competenti, a partire dalla Provincia, dall’Ata e dall’assemblea dei sindaci. Il presidente Gentilucci, appena insediato alla guida della Provincia, si trova oggi a dover accompagnare una decisione che il territorio attende da anni: una scelta difficile, delicata, ma non più rinviabile. In questa fase serve rispetto per chi, nei ruoli istituzionali competenti, è chiamato ad assumersi responsabilità concrete e a metterci la faccia su decisioni che alcuni altri, troppo spesso, preferiscono solo commentare dall’esterno».

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La votazione di ieri

E poi ancora: «Per questo sorprende che chi conosce bene la materia e ha anche ricoperto in passato ruoli apicali o li riveste ancora oggi, soffi sul tema addirittura dagli “spalti” del Consiglio provinciale o con note stampa parlando di atti di prevaricazione e furbate. La necessità di individuare una soluzione non nasce certo adesso. Già nel 2018, dagli stessi vertici del Cosmari, in una stagione politica diversa da quella attuale, si richiamava la necessità di programmare una nuova discarica.

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Chi dice no a una scelta ha anche il dovere di indicare una soluzione alternativa, concreta e praticabile. Su un tema come questo non si può ragionare per fazioni o per contrapposizioni politiche. Altrimenti il risultato è solo quello di spostare il problema altrove, con conseguenze, anche economiche, che poi ricadono sui cittadini».

Per Luconi «questo non vuol dire accettare qualsiasi scelta. Ogni valutazione deve essere fatta con criteri chiari, verifiche tecniche serie e pieno rispetto dei territori. I tecnici chiamati a supportare il percorso sono professionisti competenti e immagino che questi principi saranno tenuti come base di partenza in ogni valutazione. Invece di parlare di ipotetici dispetti e di arroganza di questo o quello, sarebbe forse più auspicabile provare a dare soluzioni e sviluppare ragionamenti politici seri. Questo non significa essere di parte, ma semmai avere sensibilità verso quei territori che hanno già avuto una discarica propria: Macerata ne è un esempio, insieme a Tolentino, Morrovalle e ad altre realtà.

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Angelo Sciapichetti, Sandro Bisonni e Leonardo Catena

«Allo stesso modo – conclude il sottosegretario -, sarebbe importante dimostrare attenzione anche verso quei luoghi che ancora oggi pagano un prezzo alto in termini impiantistici. Oggi la discarica è necessario ma se vogliamo ridurre davvero il ricorso alle discariche, dobbiamo avere il coraggio di discutere seriamente anche di termovalorizzazione di ultima generazione. Le Marche, a differenza di quasi tutte le altre regioni italiane, continuano a non disporre di un impianto di questo tipo. Se guardiamo oltre, ci accorgiamo che in molte realtà europee la chiusura del ciclo dei rifiuti passa anche attraverso tecnologie moderne e controllate».

MICHELE CAPOROSSI

Michele Caporossi

Intanto nel centrosinistra non si placano le polemiche. I consiglieri Michele Caporossi e Massimo Seri hanno inviato una interrogazione all’amministrazione regionale riguardo l’individuazione di una nuova discarica in provincia di Macerata: «Considerato che questo colpo di mano, di natura esclusivamente politica, penalizza comuni di piccole dimensioni amministrati da sindaci di centrosinistra (Montefano e Pollenza) o civici (Loro Piceno) mentre si salvano comuni più grandi (di centro destra) che nella graduatoria ora stravolta avevano siti nelle prime posizioni».

«Una forzatura» l’ha definita la questione discarica Angelo Sciapichetti nel corso dell’assemblea di ieri «stanno andando avanti a colpi di maggioranza». «Il Partito Democratico appare oggi infastidito dal fatto che Macerata stia uscendo dalla graduatoria dei siti individuati per ospitare la nuova discarica provinciale – è la replica di Luca Buldorini, ex vice presidente della Provincia -. Francamente sorprende.

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Luca Buldorini

Perché di fronte ad un percorso che sta progressivamente allontanando dalla città di Macerata una prospettiva così impattante per il territorio, ci si aspetterebbe soddisfazione, non polemiche. Ci si aspetterebbe un applauso istituzionale verso il lavoro svolto e verso il confronto avvenuto ieri in Ata, non dichiarazioni che sembrano trasmettere il rammarico per una scelta che non ricadrà sulla città».

«Il Partito Democratico voleva forse che la nuova discarica fosse realizzata a Macerata? – è l’interrogativo di Buldorini – Per mesi si è tentato di costruire una narrazione politica attorno a questa vicenda. Oggi però restano i fatti: Macerata si sta allontanando da quella prospettiva e qualcuno, invece di esserne sollevato, sembra contrariato. Io continuo a ritenere che il dovere delle istituzioni sia quello di difendere il territorio, tutelare i cittadini e lavorare con equilibrio e responsabilità, soprattutto su temi così delicati. Per il resto, lascio ogni valutazione ai cittadini».

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