«Esclusione del Popolo della famiglia?
Solo mancato accordo sul simbolo»
POST ELEZIONI - Deborah Pantana capolista di Macerata Unica-Noi Moderati-Civici Marche risponde a Mario Adinolfi. «Se c’è stato un malinteso da parte di qualcuno che è apparso, anche solo lontanamente, come una forma di scortesia o di disattenzione, assolutamente inconsapevole, nei confronti di una donna con disabilità, me ne rammarico profondamente»

Deborah Pantana
«Nessuna esclusione, solo un mancato accordo sul simbolo. Il mio impegno nel sociale parla per me», così Deborah Pantana che risponde a Mario Adinolfi, leader del Popolo della famiglia che questa mattina era intervenuto dicendo che «avevamo chiuso un’intesa, da me autorizzata, per schierare il simbolo del Popolo della Famiglia all’interno del logo di Macerata Unica» ma da Noi Moderati «improvvisamente è scattato un veto contro il Pdf» e ha parlato di «atteggiamenti assai scortesi verso la dirigente nazionale Cristiana Di Stefano».
Deborah Pantana, capolista di Macerata Unica – Noi Moderati – Civici Marche, formazione della coalizione a sostegno di Sandro Parcaroli, dice di aver letto «con profondo dispiacere le dichiarazioni di Mario Adinolfi riguardo a una presunta esclusione di una candidata con disabilità all’interno della nostra lista Macerata Unica – Noi Moderati – Civici Marche.
Da donna, da amministratrice e da persona che ha dedicato gran parte della propria vita al sociale, sento il dovere di rispondere con il cuore in mano, ma anche con la doverosa chiarezza politica. Se c’è stato un malinteso da parte di qualcuno che è apparso, anche solo lontanamente, come una forma di scortesia o di disattenzione, assolutamente inconsapevole, nei confronti di una donna con disabilità, me ne rammarico profondamente. Chi mi conosce sa che il rispetto verso le donne e il sostegno agli ultimi sono la difesa più grande e il faro di tutta la mia storia politica e personale. Il mio impegno nel sociale è da anni sotto gli occhi di tutti i maceratesi, e il consenso ricevuto in questa tornata elettorale lo sento proprio come il riconoscimento del lavoro svolto sempre al fianco degli ultimi, come avvenuto anche durante la mia esperienza da presidente di un consultorio familiare di ispirazione cristiana».
Pantana ci tiene a respingere con fermezza le accuse di insensibilità rivolte alla lista: Noi Moderati ha fatto della difesa dei diritti delle persone con disabilità una bandiera identitaria, dentro e fuori dal Parlamento. Si pensi all’impegno costante della nostra senatrice Giusy Versace, che sarà presto a Macerata, da anni smuove le coscienze politiche, grazie alla quale sono stati stanziati fondi storici per le protesi e gli ausili per lo sport amatoriale, ed è stato istituito per la prima volta l’Intergruppo parlamentare per la disabilità. Dire che escludiamo la disabilità significa ignorare la nostra stessa storia.
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