Rapina e lesioni alla ex, condannato.
Assolto dalla violenza sessuale

MACERATA - La sentenza del Tribunale: 1 anno e 8 mesi. La difesa: «Sulla rapina, si riferisce, certamente, ad un litigio del tutto episodico in cui il nostro assistito prese il cellulare della ex coniuge. Valuteremo di fare appello». I maltrattamenti derubricati in minacce

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valentina romagnoli

L’avvocato Valentina Romagnoli

di Alessandro Luzi

Una serie di accuse dalla violenza sessuale, alla rapina di cui sarebbe stata vittima la ex moglie, rivolte ad un 43enne: ieri la sentenza. L’uomo è stato assolto dall’imputazione di violenza sessuale «perchè il fatto non sussiste» mentre i maltrattamenti in famiglia sono stati derubricati in minacce. Alla fine: 1 anno e 8 mesi per minacce, lesioni e rapina per un 43enne che era imputato al tribunale di Macerata. 

Nel corso del processo la vicenda che coinvolgeva i due ex coniugi è stata ricostruita lungo le udienze. L’accusa (pm Vincenzo Carusi), aveva inizialmente sostenuto che la rapina contestata al 43enne sarebbe avvenuta il 10 settembre 2023 a Macerata. Quel giorno, dice l’accusa, l’imputato avrebbe aggredito la donna alle spalle (i due erano già separati), facendola cadere a terra. Lì si sarebbe impossessato del cellulare della ex che, sempre secondo l’accusa, sarebbe rimasta ferita riportando 7 giorni di prognosi. Per la rapina il pm aveva poi chiesto l’assoluzione. Sempre quel giorno, secondo l’accusa il 43enne, prima di riconsegnare il cellulare alla donna, avrebbe cancellato tutti i messaggi tra loro due. Inoltre, sempre quella sera, per l’accusa l’imputato avrebbe minacciato la moglie e le persone che erano con lei dicendo frasi del tipo «tanto vi porto tutti giù con me» e l’avrebbe insultata. 

roberta bizzarri

L’avvocato Roberta Bizzarri

All’uomo venivano contestati anche una serie di presunti episodi di maltrattamenti nei confronti della donna, che partivano da giugno 2011, giorno del matrimonio. Contestazioni che i giudici hanno riqualificato in minacce.

Da quel periodo, dice l’accusa, l’uomo avrebbe utilizzato dei motivi di poco conto per iniziare a litigare con la moglie dicendole cose del tipo «tanto ti mando prima o poi all’ospedale tutta rotta per una settimana». A luglio del 2022 i due hanno interrotto il rapporto continuando comunque a convivere.

In un altro episodio avvenuto il giorno della firma davanti all’avvocato per la richiesta di separazione, il 43enne si sarebbe arrabbiato e avrebbe accusato la donna di essere la causa di quanto stava avvenendo, l’avrebbe insultata e le avrebbe detto di essere una cattiva madre di famiglia.

In un altro caso avrebbe detto alla ex frasi del tipo «hai 24 ore per tornare a casa perché se entro 24 ore non torni avremo tutti quanti le conseguenze». Nel pomeriggio di quel giorno la donna è andata a fare denuncia e il 43enne l’avrebbe minacciata dicendole «mi sono attrezzato».

L’uomo era finito sotto accusa con la contestazione di aver approfittato di essere solo nella stessa stanza con la donna e lì l’avrebbe immobilizzata, tentando con forza di baciarla e l’avrebbe palpeggiata. Fatto che secondo l’accusa sarebbe avvenuto il 25 agosto 2023. Per questa accusa il 43enne è stato assolto.

«Riteniamo che la sentenza abbia fatto chiarezza su due punti essenziali dell’accusa – ha detto l’avvocato del 43enne, Valentina Romagnoli -. Il nostro assistito non ha mai perpetrato atti di maltrattamenti a danno della ex coniuge, men che meno alla presenza delle figlie minori della coppia. Allo stesso modo, l’assoluzione con formula piena dall’accusa di violenza sessuale, certifica l’innocenza del nostro cliente anche su questo punto.

Per quanto riguarda la condanna per rapina, in concorso con lesioni e minacce, ci riserviamo di leggere le motivazioni della sentenza. Si riferisce, certamente, ad un litigio del tutto episodico in cui il nostro assistito prese il cellulare della ex moglie e lei riferì di essere in quell’occasione caduta, urtando un gomito. La questione, dal punto di vista fatturale e giuridico, è ampiamente controversa. Tanto è vero che, anche per questo capo di imputazione, il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione (così come per il maltrattamenti e la violenza sessuale). Faremo ogni valutazione sull’appello una volta letta la sentenza integrale».
La donna è parte civile, tutelata dal legale Roberta Bizzarri.

*A tutela della presunta vittima il nome dell’imputato non viene indicato 

Maltrattamenti alla ex moglie, maceratese finisce in manette


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