Delitto Sarchiè,
Torrisi chiede di patteggiare
La figlia Jennifer: “Sono amareggiata”

OMICIDIO - Il 61enne indagato per favoreggiamento, ricettazione e riciclaggio potrebbe chiudere la vicenda con 1 anno e 11 mesi. La procura ha dato l'ok, però starà al gip dire se la richiesta sia stata tempestiva
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Domenico Torrisi

Domenico Torrisi

di Gianluca Ginella

Omicidio di Pietro Sarchié, Domenico Torrisi chiede di patteggiare (è accusato di favoreggiamento, ricettazione e riciclaggio): ok dalla procura ma ora starà al gip dire se la richiesta sia stata tempestiva. Se tutto dovesse andare secondo i piani, Torrisi, assistito dagli avvocati Tiziano Luzi e Maria Squillaci, patteggerà un anno e 11 mesi e 500 euro di multa. Una pena che la procura ritiene possa essere congrua per le contestazioni che vengono mosse al 61enne catanese che vive a Gagliole. Per Torrisi, così come per gli altri indagati che erano sottoposti a misura cautelare, la procura aveva chiesto il giudizio immediato cautelare. Ma tutto sembra andare in una direzione che non è quella del processo in corte d’assise. A parte il discorso di Torrisi, i due indagati principe del delitto Sarchiè, Giuseppe Farina e suo figlio Salvatore, a cui viene contestato il reato di omicidio volontario, hanno chiesto, attraverso i loro legali, di fare il processo con rito abbreviato. Subordinato a documentazione relativa alla movimentazione dei telefoni degli indagati. Su questa richiesta la procura si è opposta ritenendo dovesse venire allegata all’atto di presentazione della richiesta di abbreviato. In via secondaria i difensori degli imputati chiedono il rito abbreviato secco. Infine al momento non avrebbe fatto sapere se intenda accedere a riti alternativi il quarto indagato, Santo Seminara, che deve rispondere di favoreggiamento, ricettazione, riciclaggio. Il delitto di Pietro Sarchiè risale al 18 giugno del 2014 quando, secondo la procura, venne ucciso da Giuseppe e Salvatore Farina che lo freddarono a colpi di pistola per una questione di concorrenza sulla vendita ambulante di pesce.

 

Intanto la notizia del possibile patteggiamento richiesto dai legali di Torrisi suscita commenti nella famiglia Sarchiè. «Sono molto amareggiata. E’ incredibile questa notizia – spiega la figlia Jennifer Sarchiè a nome della famiglia – neanche il nostro avvocato ne era a conoscenza, abbiamo avuto la conferma dai giornali. Si può non fare neanche un giorno di carcere per un delitto come questo? Siamo tutti indignati, questa persona non farà neanche un giorno di carcere, non è possibile». A lasciare perplessi i familiari di Pietro Sarchiè è il fatto che Torrisi possa accedere a questa misura alternativa, senza considerare quanto indicato dalle indagini: «Torrisi secondo noi non è stato marginale, non può finire tutto così, un semplice patteggiamento e una multa, così non pagherà nulla, come può essere possibile? Resterà libero, rischiamo anche di incontrarlo, non è giusto, questo non è il rispetto per la nostra famiglia».

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