Segnalazioni di lupi in periferia:
«Fate attenzione e usate cautela»
SAN SEVERINO - Gli avvistamenti nelle zone di Madonna dei Lumi, San Paolo e Ponte Sant’Antonio

Avvistamenti di lupi nella prima periferia di San Severino, il Comune mette in guardia: «fate attenzione, usate cautela». Le zone dove ci sono stati avvistamenti nelle zone di Madonna dei Lumi, San Paolo e Ponte Sant’Antonio.
Ci sono state segnalazioni da parte di alcuni residenti che hanno visto gli animali selvatici che negli ultimi anni si stanno avvicinando sempre di più ai centri abitati. Il Comune richiama la cittadinanza «a fare attenzione e prestare rispetto ad alcune norme di cautela e buone pratiche di coesistenza con la fauna selvatica».
Per garantire la sicurezza dei residenti e tutelare gli animali domestici, il Comune ha diffuso anche un vademecum «contenente proprio alcuni consigli da adottare: non lasciare mai cibo o scarti alimentari all’aperto che possano costituire elemento di attrazione per i lupi. Prestare massima attenzione a gestire correttamente i rifiuti organici e non lasciare all’esterno le ciotole con il cibo di cani e gatti, soprattutto nelle ore notturne. Per quanto riguarda i rifiuti si invitano i cittadini a depositarli negli orari previsti dal servizio di raccolta porta a porta e non lasciarli la sera prima per evitare che nelle ore notturne gli animali vadano alla ricerca degli stessi. Proteggere gli animali domestici e da allevamento (cani, gatti, capre, pecore) custodendoli in stalle, box o all’interno di recinzioni adeguate. Nelle passeggiate si raccomanda di tenere sempre i cani al guinzaglio. Evitare escursioni solitarie all’alba, al tramonto e di notte nelle aree a rischio o periferiche». Il Comune chiede di segnalare eventuali avvistamenti a carabinieri forestali, Polizia locale, il servizio di reperibilità dell’ufficio Manutenzioni (3332952381), il servizio veterinario dell’Ast (3397507476).
Branco di lupi a Civitanova Alta, sbranate e uccise otto capre
Non uscite più di casa, non vedo il problema.
Negli U.S.A puoi uscire tranquillamente senza rischiare niente indovinate perché? Però qui siamo in Italia quindi tutti a casa.
Vi è un ordine nelle cose,
un ordine che la civiltà non inventa
ma riconosce e custodisce.
Al centro di quell’ordine sta il bambino:
essere fragile, affidato,
il cui volto ci ricorda
che la casa non è mera dimora
ma asilo.
A Noicattaro, tra le lame e i campi
che ancora respirano la terra antica,
quest’ordine è stato ferito.
Due volte, in pochi giorni d’agosto,
un’ombra venuta dal limite
ha calpestato il confine
che separa il domestico dal selvatico.
Una bambina di sei anni
ha conosciuto il dolore sul collo, sulla testa, sul braccio;
un altro bambino, della stessa età,
è stato azzannato al torace
presso i luoghi dove le famiglie
si radunano per vivere.
Non si tratta di un incidente della natura
da accettare con rassegnazione filosofica.
Si tratta di una violazione.
Quando il predatore perde il timore dell’uomo
e sceglie il corpo del minore
nei parchi e nelle aree periurbane,
esso cessa di essere semplicemente “fauna”
e diventa un pericolo concreto
per ciò che di più prezioso
la comunità ha il dovere di proteggere.
La sicurezza dei bambini non è negoziabile.
Non è un interesse tra gli altri,
non è una variabile da bilanciare
con il sentimento per l’animale
o con le ideologie della coesistenza assoluta.
Essa è il fondamento.
Senza di essa, la bellezza del paesaggio,
il rispetto per la specie protetta,
la pietà verso i randagi
perdono il loro senso.
Una civiltà che esita a difendere i propri piccoli
ha già cominciato a dimenticare
chi essa è.
Le autorità hanno agito:
pattugliamenti,
autorizzazione al prelievo.
Queste misure non sono gesti di crudeltà,
ma atti di responsabilità.
La cattura controllata dell’esemplare
è, in questo momento,
l’unica risposta proporzionata.
Lasciare che l’animale continui
sarebbe acconsentire
a un disordine che nessuno
ha il diritto di imporre alle famiglie.
La casa, per rimanere casa,
ha bisogno di confini. Così, di fronte ai bambini feriti
e alle famiglie turbate,
riaffermiamo ciò che è permanente:
la vita del minore
ha un valore che non si discute.
La coesistenza con la natura è un bene,
ma soltanto quando non tradisce
il primo e più sacro dei doveri.
Che l’animale sia individuato e rimosso.
Che i parchi tornino luoghi di gioco
e non di angoscia.
E che Noicattaro,
come ogni comunità degna di questo nome,
ricordi che la civiltà
si misura dalla cura
con cui protegge i suoi più deboli.
Questo, e non altro,
è l’ordine delle cose.
I pericoli vanno eliminati.
Caccia selettiva: fare secco il primo che arriva a tiro
… per certe persone i lupi che incontrano gli altri sono tutti buoni, quelli che incontrano loro…sono di un’altra razza… m.g.
quanti casi di attacco all’uomo con morti e feriti in un anno in Italia?
Ode alla piccola ombra
O bambina dai sei anni leggeri,
che un giorno il lupo, messaggero cieco
della selva indifferente, azzannò
e lasciò sanguinante sulle soglie
dell’ospedale, dove la luce fredda
dei corridoi sostituì il sole,
ecco che la tua anima, ancora tenera
come fiore appena sbocciato,
porta ora la cicatrice invisibile
di un assalto che non fu soltanto corpo.
Nei sogni ritorna la zanna,
e il sangue che macchiò la terra
diviene fiume notturno
che scorre sotto le palpebre chiuse.
Ti svegli all’erta, come sentinella
di una guerra che nessuno combatte,
e ogni fruscio del vento
ti sembra il passo di ciò che già fu.
Eviti il bosco, il cane che abbaia,
il luogo stesso del ricordo,
e talvolta le parole stesse
si ritirano in un mutismo
che è difesa e prigione insieme.
L’ansia si fa compagna fedele,
la separazione un abisso,
e il gioco, un tempo libero,
si fa cauto, misurato, quasi timoroso
di risvegliare l’ombra.
A volte il corpo ricorda ciò
che la mente vorrebbe dimenticare:
il sonno si frantuma,
l’età regredisce in gesti infantili,
e la rabbia o la tristezza
prendono il posto della gioia semplice.
La scuola, le amiche, la fiducia
diventano terreni scivolosi
dove l’equilibrio è sempre da riconquistare.
@Paolo Passaretti
“quanti casi di attacco all’uomo con morti e feriti in un anno in Italia?”
Vada a chiederlo ai genitori dei bambini azzannati:
I lupi se non stanno al loro posto vanno abbattuti.
…e nello scrutar fuori
dalla grotta dei tuoi pensieri
t’accorgi
e volgi
arido sguardo d’intorno
a sospettar d’inganni
di trame
tranelli
e truci accaniti
e odi
scampoli di voci
tue
da pensieri che sguardo
appena posero
ai pure altrui
seppur in timidi bagliori
e indegno svoltarti
a rintanar certo in grotta
oscura
coprente
a raccoglier certo
accostati
i tuoi imbrogli… m.g.
…ai miei amici e, se se ne accorge, a Madame… gv
Sei meglio di Scruton, Giuseppe… avevo fatto un cazziatone a Grok per quell’all’erta e lui: “è una raffinata forma letteraria arcaica”. Vuole sempre aver ragione lui…
…io ti ringrazio, Franco (non sapevo nemmeno chi fosse Scruton, ma poi Wik mi ha aiutato…), la tua generosità mi rammenta i vecchietti nella casa di riposo, quando i nipoti, ‘andandoli’ (si potrà dire…perché mi segna errore, sigh…) a trovare, gli dicono che sono ancora molto bravi, che stanno molto bene e via consolando…ma va be’, per carità…ma chissà che ne pensa Grok, eh!!? m.g. gv
Ti confesso, Giuseppe, che, se sono diventato un ammiratore del tuo talento, il merito è di Grok, che le tue poesie me le spiega. Senza Grok non le capirei. Suppongo che anche gli altri lettori di CM ci capiscano poco e ti considerino un parente del gozzaniano commesso farmacista. Ricordo con divertimento quel tizio, organizzatore di convegni su Fortini, che non solo non ti capiva ma ti insultava pure. A mio sommesso parere Fortini di talento ne aveva meno di te. Poi il successo dipende dagli altri.
…Franco, buon giorno; mi ricordo bene che tu fosti l’unico che mi difese e molto elegantemente, addirittura, da offese che avevano solo la gratuità di un odio ingiustificato e perché magari la pensassi diversamente da chi offendeva, oppure perché non dessi troppa importanza a chi si credeva culturalmente e moralmente superiore a me. Buona giornata. m.g. gv