Micucci Cecchi difende Parcaroli:
«Certa sinistra l’ha buttata sul personale»
Micozzi: «Mai attaccato i competitors»

MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Il candidato dei Maceratesi per Parcaroli: «Che senso ha offendere il candidato sindaco per una sua non marcata inclinazione a pronunciare i discorsi? Una distrazione rispetto ai veri argomenti di riflessione». L'esponente di Officina delle idee: «Un tifo da stadio senza precedenti. La città non merita questo ma una maggiore attenzione alle sue necessità»

- caricamento letture
gianluca micucci cecchi

Gianluca Micucci Cecchi

«Una parte della sinistra ha alzato i toni buttandola sul personale. Una distrazione rispetto ai veri argomenti di riflessione. Così non si fa». Così Gianluca Micucci Cecchi, candidato tra le file della lista Maceratesi per Parcaroli, a sostegno del sindaco uscente. 

«Ogni cosa è presa a pretesto per coinvolgere in situazioni imbarazzanti il candidato sindaco Parcaroli spingendolo all’angolo – esordisce l’avvocato  Micucci Cecchi – e pretendendo da lui dichiarazioni o smentite in relazione a esternazioni pronunciate ora dall’uno ora dall’altro personaggio di turno, indipendentemente dal colore politico. Non si fa così. Leggiamo i programmi, giudichiamo i progetti, guardiamo quanto fatto per la città, sentiamo i cittadini e concentriamo la nostra discussione su queste cose, è questo l’invito che voglio esprimere a tutti quelli che oggi sono coinvolti in questa coda di campagna elettorale».

Micucci Cecchi i chiede «che utilità e che senso ha per questa città offendere il candidato sindaco per una sua non marcata inclinazione a pronunciare i discorsi oppure deriderlo sostenendo la sua presunta incapacità di gestione e visione politica? Nessuno sostiene che sia immune da difetti o che abbia azzeccato tutto quello che ha fatto, però altro è condurre una battaglia sul piano dei confronto politico altro è offendere la persona. Io stesso sono certo di aver rappresentato al sindaco, in maniera anche forte, problematiche, a mio giudizio e a giudizio del gruppo che rappresento, affrontate da Sandro Parcaroli in maniera secondo noi non in linea con le aspettative di tutti i componenti della coalizione di cinque anni e mezzo fa e le proporzioni espresse dall’elettorato di allora. Ma le mie posizioni critiche riguardavano questioni di principi politici o alcuni argomenti di carattere pratico soprattutto nel periodo di presidenza Apm, non il buon lavoro fatto da questa amministrazione nel suo complesso».

Secondo Micucci Cecchi «ci sono assessori che hanno saputo dare il meglio di sé contribuendo alla crescita di questa città come non si vedeva da tanto tempo e la prova che quello che dico è vero, ce l’ha offerta il risultato della prima parte di queste elezioni con il numero di preferenze di buona parte degli assessori uscenti di gran lunga superiore non solo a quello di moltissimi altri candidati della coalizione di centrodestra ma certamente di quasi tutti i candidati di centrosinistra; un pessimo lavoro o un lavoro non compreso non avrebbe potuto produrre un risultato, in termini di gradimento, come quello che si è visto».

«Colpire Parcaroli oggi e in quella maniera – prosegue – vuol dire non avere argomenti concreti di discussione o, forse, non riuscire proprio a discutere di politica, ma soprattutto vuol dire colpire il buon governo, vuol dire colpire il buon lavoro, vuol dire dichiarare lucidamente e in maniera dolosa la volontà di distruggere quanto di buono fatto e interrompere, pericolosamente e sconsideratamente , il percorso positivo avviato in ogni settore della pubblica amministrazione maceratese con particolare riferimento a lavori pubblici, cultura e servizi sociali. L’uomo Parcaroli non rappresenta se stesso solamente ma una coalizione, un gruppo di persone che con dedizione, attenzione, senso di responsabilità e sensibilità ha lavorato in maniera lungimirante per prendere per mano una città e accompagnarla verso il futuro. Allora, quando diciamo no a Parcaroli, facciamo bene attenzione perché stiamo dicendo no ai progetti realizzati, a quelli futuri, a chi ha lavorato, a chi ha creduto al buon lavoro, agli uffici che vi si sono dedicati e alle persone che ne fanno parte».

***

Micozzi_SIGONA_FF-10

Paolo Micozzi

Attacchi che per l’avvocato Paolo Micozzi, candidato con Officina delle idee a sostegno di Marco Sigona che ha raggiunto l’accordo con il candidato sindaco di centrosinistra Gianluca Tittarelli: «Noi di Officina delle idee crediamo in questo modo di fare gli interessi della città e non abbiamo mai attaccato frontalmente i nostri competitors. Abbiamo deciso di presentarci da soli all’appuntamento elettorale non per volontà di protagonismo, ma solo perché nell’ambito della coalizione di centrosinistra avevamo chiesto, invano, le primarie».

Micozzi parla di «un tifo da stadio senza precedenti nel corso di questa lunga campagna elettorale per le amministrative di Macerata. Eppure una riflessione si dovrebbe fare; il vero obiettivo è l’interesse comune o solo di parte? A mio sommesso parere la città non merita questo ma una maggiore attenzione alle sue necessità. Leggo che la corsa per garantirsi un seggio in Comune sia dettata da scelte economiche ma si dovrebbe riflettere sul fatto che il gettone di presenza percepito dai consiglieri è davvero poca cosa. L’interesse non è quindi economico ma dettato dalla volontà di contribuire ad un miglioramento di interessi collettivi che, necessariamente, non corrispondono alla somma di tutti gli interessi particolari. D’altro canto va detto che rispetto al 2020 abbiamo avuto sedici liste invece di venti e circa cento candidati in meno».

«Ora dopo il 24 e 25 maggio scorsi abbiamo scelto di sostenere la candidatura di Gianluca Tittarelli – spiega Micozzi – perché evidentemente il primo turno elettorale ha dimostrato che gli elettori lo hanno preferito e, pertanto, la nostra scelta è perfettamente lineare con gli obiettivi che ci eravamo dati. Il nostro programma elettorale aveva delle priorità, welfare, quartieri e frazioni, cultura, centro storico ed Università; l’Ateneo è un “parco culturale dentro il centro storico, con etnie, lingue, volti, esperienze. Questa è stata per sette secoli l’Università
di Macerata e questo noi vogliamo che sia. Se ci si mette insieme con un progetto, un’idea della città, questa è una via d’uscita. Fare sistema ci rende invincibili” aveva detto l’ex rettore Unimc Francesco Adornato. I temi di cui ho fatto cenno, insieme a molti altri, sono anche nell’agenda elettorale di Gianluca Tittarelli e quindi, come scriveva Kafka, non sprechiamo tempo a cercare gli ostacoli: potrebbero non esserci.

Articoli correlati


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X