Parcaroli-Tittarelli, ultimo atto:
i 10 voti e il thriller del primo turno
Poi i ricorsi, la carta Mari e la spinta Salvini
MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Campagna elettorale chiusa questa sera al termine di due settimane senza respiro. Domenica e lunedì, alle urne, la sfida tra Gianluca Tittarelli, per il centrosinistra, e il primo cittadino uscente Sandro Parcaroli, per il centrodestra. Cosa è successo sin qui dopo gli "sconfitti non sconfitti" e le esultanze premature. Sono 36.441 le persone chiamate ai seggi

di Matteo Zallocco
Macerata sceglie il sindaco. Domenica e lunedì 36.441 elettori saranno chiamati alle urne per un ballottaggio che arriva al termine di una campagna elettorale combattuta e di un primo turno deciso da appena dieci voti. Da una parte il sindaco uscente Sandro Parcaroli, dall’altra lo sfidante Gianluca Tittarelli.

I risultati del primo turno
Si riparte dallo 0-0. E da quell’incredibile lunedì 25 maggio. Alle 19,48 di quel giorno il Pd regionale diffonde un comunicato ufficiale sulla sconfitta: «Il Partito Democratico delle Marche prende atto dell’esito delle amministrative. Nei Comuni di Macerata, Fermo, Senigallia e San Benedetto, le nostre candidate e i nostri candidati non sono riusciti a ribaltare il governo locale del centrodestra». Le dichiarazioni di resa erano arrivate anche dal candidato sindaco Gianluca Tittarelli e da altri esponenti della coalizione di centrosinistra.
Poco dopo nella sede elettorale di Sandro Parcaroli partono le prime esultanze con molti esponenti del centrodestra – capitanati dal commissario provinciale della Lega Mauro Lucentini – che si lasciano andare ascoltando i risultati in arrivo dai seggi.

L’esultanza del centrodestra
Poi entrambe le coalizioni restano caute. I due candidati rimangono nascosti per qualche ora, fino all’epilogo arrivato poco prima dell’una con l’ultima sezione scrutinata: quella della scuola De Amicis, per un finale da libro Cuore. A notte fonda si precipitano tutti in Comune: Parcaroli si è fermato al 49,96% non vincendo al primo turno per soli dieci voti. Si andrà al ballottaggio. Nei giorni successivi il centrodestra presenta due ricorsi al Tar per il riconteggio. Il primo verrà discusso il 18 giugno, con istanza dichiarata inammissibile. Inammissibile pure la seconda istanza, il cui verdetto è arrivato oggi.

Gianluca Tittarelli e Romano Mari che in caso di vittoria del centrosinistra sarà il vicesindaco
Tittarelli che nella campagna elettorale del primo turno aveva passato troppo tempo insieme ai big nazionali del Pd e degli altri partiti, chiude un colpo a effetto con l’ingresso in squadra di Romano Mari, presidente dell’Ordine dei Medici, molto apprezzato nel mondo cattolico, per cercare di riportare al centro una coalizione sbilanciata a sinistra andando a caccia del voto moderato. Una mossa che lo porta per la prima volta in vantaggio a livello mediatico con il centrodestra che resta concentrato sui ricorsi al Tar e insegue Mari (vedi il vocale diffuso dalla chat interna). Tittarelli sigla anche un accordo con Marco Sigona, altro candidato che si era presentato in solitaria al primo turno. Il candidato sindaco del centrosinistra è molto presente a Piediripa, Villa Potenza e Sforzacosta visto il dominio di Parcaroli nelle frazioni al primo turno. Stasera infine la chiusura della campagna elettorale con Helena Pieroni, balzata alle cronache per i commenti choc di Luca Paolorossi.

Matteo Salvini ieri a Macerata con Sandro Parcaroli
Un solo big della politica nazionale è tornato a Macerata per il ballottaggio: il leader della Lega Matteo Salvini. Il vice premier ieri ha lanciato la volata del suo pupillo Sandro Parcaroli durante un incontro a “Le Case”. Subito dopo la vittoria delle comunali del 2020 Salvini era stato il primo ad arrivare in città per festeggiare con Parcaroli e incontrare il vescovo. Ma stasera Parcaroli ha chiuso la campagna elettorale in piazza Vittorio Veneto con tutto il centrodestra e i suoi “angeli custodi”: il governatore Francesco Acquaroli e il commissario alla ricostruzione Guido Castelli.

La scheda elettorale
COME SI VOTA – Sono 36.441 i maceratesi chiamati alle urne in 44 seggi, tutti privi di barriere architettoniche. Per quanto riguarda la scheda di voto, di colore azzurro, a sinistra, appare per primo Gianluca Tittarelli, sorteggiato al primo posto, seguito, a destra, da Sandro Parcaroli. Sotto i nomi dei due candidati un rettangolo con le liste a sostegno (identiche a quelle del primo turno perché non si sono verificati apparentamenti ufficiali): Il voto è valido anche quando l’espressione del voto stesso sia stata apposta fuori dallo spazio concernente il nominativo del candidato, ovvero sul contrassegno di un gruppo o di una lista collegati. È nullo il voto dato a un candidato sindaco e contestualmente alla lista che sostiene l’altro candidato.

Gianluca Tittarelli e Sandro Parcaroli durante le celebrazioni della Festa della Repubblica
A Macerata è il sesto ballottaggio nella storia per la scelta del sindaco, da quando esiste la legge elettorale a doppio turno (legge 81 del 1993): nel 1993 prevalse Gian Mario Maulo, nel 1997 Anna Menghi, nel 2000 Giorgio Meschini, nel 2010 e nel 2015 Romano Carancini.

La chiusura della campagna elettorale di Parcaroli con Acquaroli, Gentilucci e Castelli
I DUE CANDIDATI SINDACO – Sandro Parcaroli (Lega + Civici), imprenditore – ama sottolineare che è stato il primo in Italia a commercializzare il prodotto Apple – compirà settant’anni il prossimo novembre. E’ sposato, ha due figli inseriti nell’azienda che negli ultimi cinque anni e mezzo ha lasciato per indossare la fascia tricolore. Sei le liste del centrodestra a suo sostegno: Fratelli d’Italia, Lega + Civici, Forza Italia, Udc, Noi Moderati + Civici Marche e i Maceratesi per Parcaroli. Parcaroli è stato eletto cinque anni fa, il 22 settembre 2020, battendo al primo turno il candidato del centrosinistra Narciso Ricotta. In un’intervista rilasciata a Cronache Maceratesi, ha detto di voler «riportare i giovani in città». Riguardo ai fondi del Pnrr: «Bisogna avere progetti seri per vincere i bandi». Ha definito il suo sfidante una «brava persona, a capo di una coalizione troppo sbilanciata a sinistra, guidare un Comune non è come mandare avanti un centro commerciale».

La chiusura di Gianluca Tittarelli con Helena Pieroni
Dall’altro angolo del “ring”, c’è il candidato della coalizione di centrosinistra, il civico Gianluca Tittarelli, 56 anni, direttore del centro commerciale Valdichienti a Piediripa e presidente della Pallavolo Macerata. Lascerebbe entrambi i ruoli in caso di elezione a sindaco, come aveva dichiarato durante la sua prima intervista rilasciata a Cronache Maceratesi subito dopo l’ufficialità della sua candidatura (leggi l’articolo). A sostegno ci sono il Pd e le civiche Uniamo Macerata e Casa Riformista, Avs, 5 Stelle, i comunisti di Savi e Lattanzi, Potere al popolo, Strada Comune. La scorsa settimana Tittarelli ha annunciato che sostenerlo ci sarà anche Romano Mari, possibile vicesindaco in caso di vittoria e ha fatto l’accordo con l’ex candidato sindaco Marco Sigona (Officina delle Idee). In una intervista a Cronache Maceratesi Tittarelli ha parlato di una Macerata come «una città spenta e slegata», attaccando Parcaroli: «Del suo mandato non salvo nulla».
Ora il silenzio elettorale.







































