L’Edicola della stazione torna a casa
«Un piccolo grande risultato»
MACERATA - Oggi porte riaperte dopo oltre due anni. Il titolare Fabrizio Compagnucci: «Prima, nei pressi del binario uno, era difficile accedere per via del cantiere. Questa mattina già tanti complimenti dai clienti»

L’edicola della stazione
Il locale originario dell’Edicola della stazione di Macerata riapre le porte dopo oltre due anni, il titolare Fabrizio Compagnucci: «Siamo felici di essere tornati. Già tanti clienti si sono complimentati per i lavori svolti».
Quando le lancette dell’orologio della stazione indicavano le 7, Compagnucci, ha rialzato la serranda dell’Edicola della stazione. Lì nel locale storico, dove la saracinesca era abbassata da circa due anni e mezzo, da quando sono iniziati i lavori per la ristrutturazione dell’edificio. Insieme al locale, è stata riaperta anche la recinzione del cantiere e liberata la piazza, dove oggi c’è una spaziosa area pedonale. Intanto proseguono i lavori di ristrutturazione della stazione.
«Tornare qui è un piccolo grande risultato – gioisce Compagnucci -. Durante il periodo dei lavori ci siamo spostati. Eravamo confinati nel cantiere, nei pressi del primo binario. Tornare qui è un miglioramento tangibile. Siamo felici e ringrazio i clienti che hanno continuato a seguire l’edicola nonostante tutte le difficoltà del caso. Prima era difficile anche entrare. Questa mattina sono arrivati già tanti complimenti dai nostri clienti. Ora risparmiano anche tempo per entrare».
Per quanto riguarda i servizi «è sempre attiva la rivendita dei giornali, dei biglietti per i treni. C’è anche la possibilità di servirsi del deposito bagagli e della spedizione dei pacchi».
L’edicola è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15,30 alle 20. La domenica serrande aperte solo la mattina.
(A. Lu.)
Ottimo. Hai fatto bene Fabrizio a tenere duro. L’ edicola della stazione è anche la tappa domenicale degli affezionati ai giornali di carta.
Finalmente, dopo 2 anni di lavoro forzato.
Dopo il lavoro forzato va assolutamente battezzata Edicola Jean Valjean.