Corvatta, un anno da sindaco
“Vi spiego cosa vuol dire
essere di sinistra”
L'INTERVISTA - Il primo cittadino di Civitanova ad un anno dall'insediamento traccia un primo bilancio e i prossimi traguardi. Riempire di senso “l'essere di sinistra” con solidarietà e concretezza
Un cappuccino al ginseng per pranzo (alle 15) perchè “chi ha tempo di fare pranzo?”, l’ultimo appuntamento della giornata alle 14.30, si ritaglia un’ora per l’intervista e poi via di corsa in ambulatorio. La giornata di Tommaso Corvatta, sindaco di Civitanova è frenetica. Tante ore di lavoro fra il suo ufficio al secondo piano e l’ambulatorio sul corso. Il 21 maggio del 2012 vince le elezioni e riconsegna al centrosinistra le redini di Palazzo Sforza dopo 18 anni di centrodestra.
“E’ già passato un anno? – chiede mentre cominciamo l’intervista – il tempo è proprio volato, tanto per fare una metafora: è come quando sei giovane e pensi di fare tante cose, hai tante aspettative, poi arrivi e ti accorgi che la realtà è diversa. Un anno fa al momento dell’insediamento pensavo che nel primo anno avrei fatto molte più cose di quelle che siamo riusciti a fare. Una lentezza che è dovuta in parte all’inesperienza, in parte alle difficoltà di interagire con una macchina amministrativa da migliorare e poi il bilancio. Oggi però mi sento di dire che stiamo cambiando passo, che c’è un miglioramento generalizzato. E pur in questa situazione di difficoltà abbiamo portato il bilancio consuntivo del 2012.
Quali progetti si sono concretizzati in questo anno?
“Piccole cose, ma significative. Abbiamo aperto lo sportello multifunzione il sabato per agevolare l’accesso a chi lavora e deve presentare o richiedere documenti. Nel primo sabato di attività in tanti si sono rivolti allo sportello che ha funzionato alla perfezione. E poi abbiamo diretto lo sguardo anche verso le periferie, a breve apriremo il centro civico a Santa Maria Apparente, il prossimo sarà quello di San Marone, abbiamo idea di vendere le strutture comunali che abbiamo nel quartiere per ricavare due centri civici. Per quanto riguarda le opere pubbliche abbiamo creato la pista ciclabile delle polemiche sul lungomare. Non è possibile però ancora giudicare, è solo il primo step e a breve faremo il collegamento ciclabile fra la pista sud e quella nord allo scopo di creare un unico corridoio”.
In questo anno si sono dovuti affrontare anche alcuni nodi ancora da sciogliere come area Ceccotti e la questione delle grotte di Civitanova Alta, a che punto siamo?
“Sulle grotte abbiamo scelto una soluzione radicalmente diversa rispetto a quelle di chi ci ha preceduto e che avevano un carattere quasi vessatorio nei confronti della popolazione. Noi abbiamo voluto guardare alle grotte non solo dal punto di vista amministrativo, ma come un’opportunità e per questo con fierezza oggi possiamo dire che Civitanova è rientrata in un progetto pilota per lo studio delle cavità. Il Ministero ci ha inviato due tecnici che elaboreranno un progetto in collaborazione con la protezione civile. Sulla Ceccotti c’è stata un’altra importante inversione di tendenza e di fatto abbiamo stoppato quel progetto esistente, intraprendendo un percorso che tenga conto anche delle esigenze della città e non solo dei proprietari. I tempi ovviamente non saranno rapidissimi, ma in qualche modo accollandoci questa responsabilità abbiamo cambiato il destino della città”.
Civitanova è stata al centro dell’attenzione mondiale il mese scorso, quando tre cittadini si sono suicidati, un evento drammatico che ha avuto una lettura politica. Si è fatto qualcosa in questo mese per il sociale?
“Sì, fra qualche giorno presenteremo un progetto di prevenzione sociale. La solidarietà costituisce la parola chiave con la quale vogliamo dare un’impronta ben precisa a questa amministrazione. L’assessore Sglavo sta lavorando tantissimo e di questo la ringrazio. In sostanza con questo progetto andiamo ad integrare la gestione dei servizi sociali. Nei nostri uffici arrivano casi limite, quando ormai la situazione familiare, economica o morale dell’individuo è diventata cronica. Con il progetto di prevenzione sociale istituiremo un assistente sociale che grazie ad un sistema di rete allargato a medici, scuole, forze dell’ordine, riesca a individuare alcune situazioni delicate, ma non al limite secondo dei parametri che vengono determinati dagli uffici. E’ solo il primo step, a questo seguirà un progetto di promozione sociale. Entrambi mi stanno molto a cuore e hanno l’obiettivo di cambiare la cultura di questa città sulla solidarietà. Civitanova è cresciuta moltissimo nel passato, era ricca e benestante, ma ha maturato un individualismo che oggi in tempo di crisi diventa pericoloso. La promozione sociale serve per mettersi a disposizione del prossimo. Per questo stiamo organizzando anche un appuntamento chiamato la Festa della solidarietà, sarà qualcosa di molto bello umanamente, coinvolgente”.
A breve partirà anche la raccolta differenziata con microchip, come è stato accolto dalla cittadinanza questo intervento?
“Devo dire che nel settore ambiente abbiamo registrato i risultati più importanti, cito solo che in pochissimi mesi siamo riusciti a sbloccare il panettone di ghiaia che da anni deturpava il lungomare. Siamo stati in visita a Capannori per quanto riguarda i rifiuti. Pur essendo una città con un numero di abitanti simile a Civitanova in realtà non ha un flusso turistico che in parte scompensa e crea problemi alla differenziata. Con il nuovo sistema contiamo di migliorare le performance. Stiamo discutendo inoltre di un altro progetto che potrebbe presto vedere la luce. Si tratta di un sistema di illuminazione intelligente che permette di modulare la luce e di arricchire il lampione di funzioni come il wi fi e di avere un rilevamento sulle polveri sottili. Stiamo vedendo la convenzione e definendo alcune specifiche”.
L’opposizione nel criticare le scelte fatte in questo anno spesso ricorda come Civitanova sia salita alla ribalta nazionale solo per alcuni eventi segnati da polemiche, dal triplice suicidio a via Almirante fino alla scelta di ospitare a Natale alcuni Rom a casa sua. Cosa risponde su queste obiezioni?
“Ecco, torniamo al discorso della solidarietà e al motivo per cui è necessario promuovere politiche differenti. A Civitanova, anche a causa della crisi che tocca tutti i settori c’è un egoismo strisciante e questo diventa terreno fertile per gli stereotipi. Ho l’obiettivo ambizioso di far maturare una coscienza più tollerante. Qui c’è tanta voglia di lavorare, ma anche un individualismo sfrenato. Mi piacerebbe che vi fosse più partecipazione e voglia di costruire, che i civitanovesi maturassero un maggiore senso di comunità. Non mi stupisce pertanto che il centrodestra abbia fatto opposizione su bagatelle velenose fino a colpire sul personale. Io ormai non ci faccio più caso, a soffrirne però è la mia famiglia, per questo sarebbe opportuno ritrovare un maggior senso civico”.
In ultima analisi la politica: qual è dopo un anno il giudizio sulla tenuta della maggioranza e sul lavoro della giunta? E’ vero come qualcuno ironizza che ci sono tre sindaci?
“al di là delle vicende di alcuni singoli consiglieri non abbiamo grossi problemi. Dopo un avvio con l’Idv che remava contro, David Favia e l’Idv sono scomparsi, l’assessore e il consigliere ex Idv sono organici alla maggioranza, a sinistra del Pd spiace che Sel sia uscita dalla maggioranza (pur non sedendo in consiglio ndr) e auspico che questa anomalia venga superata dal momento che sia a livello provinciale e via via fino al nazionale è vicina alla sinistra di governo. Se ci sono 3 sindaci? Chiedetelo a qualsiasi assessore o dirigente e vi smentirà. Sono io che prendo le decisioni, capisco che il mio atteggiamento cauto e riflessivo possa essere interpretato come remissivo, ma non è così. Mi avvalgo del preziosi contributo di Giulio Silenzi e di Ivo Costamagna, ma fra noi c’è un grande rispetto dei ruoli e nessuno mi scavalca. Sono felicissimo di aver scelto Silenzi come assessore, se avessi fatto una scelta diversa oggi forse non saremmo neanche qui. Hanno un peso notevole, è vero, ma perchè tutti ci siamo avvalsi della loro esperienza amministrativa, ci stanno facendo crescere e li ringrazio”.








































































Che è un vero uomo di sinistra è poco ma è sicuro… Il problema non è lui ma alcuni personaggi di cui si è circondato…
….è proprio vero come dice il Sindaco nell’intervista che i Sindaci sono tre e lui è il Vicesindaco
Chi si aspettava che il Sindaco desse una spiegazione su cosa vuol dire essere di sinistra sarà rimasto deluso. Se essere di sinistra significa consumare per pranzo un cappuccino siamo lontanissimi dalla sinistra.Niente contenuti di sinistra,elusione della gestione del territorio,delle municipalizzate ecc.Colpa della macchina amministrativa,la stessa macchina che ha funzionato e ha reso possibile interventi pessimi ma anche importanti al Sindaco Marinelli.
fare di meno era impossibile ma stai sereno in fondo hai:
eliminato pop sophia, eliminato la sala Ciarrocchi, eliminato tutte le fiere,eliminato l accademia. Eliminato il concorso di danza, eliminato Civitanova vine festival,eliminato miss Italia.
sistemato Silenzi, Centioni,Costamagna, ed altri alle partecipate.
e fatto il più bel lungomare nord dell’adriatico.
BUON COMPLEANNO
si risparmi corvatta , l’abbiamo capito da poco cosa significa essere di sinistra grazie a bersani e company
in fin dei conti ha detto la verità !!!!!!!!!!!AHHHHHHHHHHHH Che fenomeno
Alcune considerazioni:
POLITICA AMBIENTALE
-L’attuale maggioranza non ha fermato nessuna lottizzazione:
1)la Ceccotti è ancora li con tutto il suo potenziale edificatorio
2)la Sabatucci è passata entrando per un 6% di affaccio collinare costiero protetto dal PTC
3)la Borghetto(collina a sopra via Friuli, fontespina) arriverà presto in consiglio e sarà approvata!!!!
-hanno fatto un accordo di transazione che ha stroncato il processo di appello con due ditte per l’inquinamento delle falde idriche. Perchè fare un accordo quando l’appello si vincerà sicuramente? le ditte avevano già perso alla grande il primo grado e si era al secondo…. a chi conviene? di certo non al comune ed ai cittadini…..
-il viaggio a Capannori? Capannori gestisce i rifiuti in proprio o fa capo ad un consorzio? Perchè ci avete consegnato al Consorzio ATA con una votazione alle 5 di mattina allora?
-il Cavalcavia non si fa?….. in base a che ?è lo stesso Sindaco che dichiara che approverà il progetto completo…. rotatoria + Cavalcavia alla fine di questo articolo https://www.cronachemaceratesi.it/2013/04/29/civita-park-e-urbanistica-m5s-lavori-fatti-senza-licenza/318772/ poi dopo chiede la cancellazione del Cavalcavia,……..???!!!!!! allora non lo approvare!!!!! Dice che lo fanno perchè il Cavalcavia è inscindibile dalla Rotatoria….un progetto non è mai inscindibile…è una balla…… si dice il Cavalcavia non lo vogliamo e si fa un progetto solo per la rotatoria…… inoltre la Quadrilatero in cambio della costruzione della Rotatoria e del Cavalcavia riceve una area leader ed un’area vasta…….. e secondo voi dopo che gli firmi il contratto e gli dici ” ahhh no ho cambiato idea il Cavalcavia non lo voglio più……”, la Quadrilatero ti dice ” oh bene allora non fa nulla ti ridò indietro le terre”……..ma chi ci crede……..
Il problema è sig. Sindaco che invece avete fatto molte cose…..NESSUNA a favore dei cittadini…… ma MOLTE a favore dei Grandi Interessi di Consorzi, Cementificatori ed Inquinatori……. grazie di questo magnifico anno……..
Lavora solo lui!!!!!! Piu’ che altro fa’ i danni!!!
E’ meglio che inveve di un cappuccino si fa una mangiata di 2/3 ore almeno poi va a dormire e non fa i danni!!!!!
QUante cose avete fatto!!!! Bravi!!!!!Bravissimi!!!!!!!!! Siete il nostro orgoglio!!!!!
Il sig Iacopini ha declinato bene alcuni contenuti perfettamente in linea con le passate gestioni del PDL del Sindaco Corvatta. Ora si avvicina la data del primo anno di governo del Sindaco e si guarda bene a parlare di quello che ha fatto.La cementificazionbe è il segno distentivo di questa giunta.Non dimentichiamo che i tre Sindaci Corvatta Silenzi Costamagna chiudono gli occhi sullo scandalo Civita Park.Perchè?
un anno di soddisfazioni e se la ridono Corvatta e Silenzi. Manca Costamagna, si sta riposando dopo tanta TV nazionale.
altro che sinistra, questo sindaco ha illuso i cittadini con promesse fantasiose di “discontinuità” e delegittimazione dei propri avversari politici come un provetto emulo di Berlusconi, un berluschino direi. appellarsi all’individualismo della società civitanovese fa quasi tenerezza, forse che questi brutti individualisti ti hanno pure votato?
@ O.Alessandri: non solo non fanno nulla per la Civita Park, ma siccome dovevano consegnare a giungo 2012, addirittura si è parlato in commissione urbanistica di fargli una proroga……. e penso che tra poco approderà in consiglio una proroga per sanare di fatto la data di consegna, la situazione dei 16,8 milioni di polizze fiujessorie (prima false, da inizio 2013 assenti) ed un variante urbanistica per aggiustare una parte di lavori ad oggi abusivi……….. vediamo se sbaglio……….
Solidarietà e sociale come fatti compiuti, sono certamente le basi di una sinistra vera.
Comunque è in una canzone di Giorgio Gaber che trovo la più bella e poetica essenza di una sinistra
oramai estinta. Il testo è un po lungo ma vale sicuramente leggerlo.
QUALCUNO ERA COMUNISTA
Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il “Paradiso Terrestre”.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché: “La storia è dalla nostra parte!”.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia – il proletariato – la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché: “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung”.
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”.
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani “ipotetici”.
E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.
Due miserie in un corpo solo