Mobili chiede le dimissioni di Corvatta:
“Dopo le elezioni non ha più la maggioranza”

Il consigliere comunale ed ex sindaco analizza i risultati del voto a Civitanova: "I cittadini hanno capito che non è in grado di amministrare"
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Massimo Mobili

Massimo Mobili

di Laura Boccanera

“Fino a ieri dubitavo, oggi sono certo vista l’analisi del voto fatta, che Corvatta non viva la realtà cittadina, ma stia assistendo ad un altro film”. A parlare è l’ex sindaco, ora consigliere Massimo Mobili che commenta l’analisi del voto di Corvatta (leggi l’articolo) che, pur riconoscendo nel boom del M5s un’insoddisfazione dei civitanovesi nei confronti delle misure adottate dall’amministrazione, ne attribuisce la responsabilità al quadro generale lasciato dalla giunta Mobili.

E Mobili non ci sta e ribatte: ” Anziché fare autocritica e complimentarsi con il M5S per l’ottimo risultato, cerca di addossare ad altri, responsabilità che sono solo sue. Come fa a sostenere che il grosso successo elettorale di Grillo a Civitanova, sia dovuto alla mia Amministrazione? È evidente che è ossessionato dal fatto che in nove mesi non ha fatto nulla per la città, se non danneggiarla e cerca patetiche giustificazioni alla sonora bocciatura. Alle ultime comunali, con Mobili candidato Sindaco, il M5S era al 10.79%, mentre oggi dopo soli pochi mesi di amministrazione Corvatta, la percentuale si è alzata al 34.37%, molto più della media nazionale del 23.79% e di quella Regionale del 30.29%. Il consenso si guadagna con la buona amministrazione e purtroppo essa è sparita da Civitanova”.

Mobili snocciola poi un cahiers de doléances che si conclude con l’appello al sindaco a dimettersi : “Ricordo al sindaco che in questi mesi è stata maltrattata la cultura con l’eliminazione di Popsophia e della sala Ciarrocchi, il commercio è stato affossato con una città sporca, triste e sciatta, la legalità è scomparsa in quanto si assegnano case popolari in barba alle regole e si entra senza autorizzazione in casa altrui, come per il caso fiera, per le pratiche edilizie non vale più la data di presentazione della domanda ma i solleciti dei politici, si assumono gli amici a prescindere dei curriculum e si elargiscono stipendi spropositati, si è immobili dinanzi all’ospedale che perde pezzi e al tribunale che chiude, perché incapaci di attuare alcuna politica di salvaguardia dei servizi per il territorio. Si applica l’IMU più alta d’Italia con la scusa di debiti inesistenti lasciati dalla precedente amministrazione, quando invece ci si trova in presenza di un avanzo che supera i due milioni di euro. I lavori finanziati ed appaltati sono fermi, mentre si è discusso per mesi se posizionare peri o palme davanti al Rossini.  I cittadini hanno capito che non sei in grado di amministrare e non hai più la maggioranza a Civitanova, quindi almeno per una volta fai qualcosa di sensato, dimettiti”.



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